Perché pubblicare La Vita di Gesù Cristo di Padre Isidoro da Guarcino O.F.M. Cap.? Sicuramente per offrire al lettore uno spaccato genuino degli anni trascorsi da Nostro Signore sulla terra; senza dubbio per il fatto di essere non solo una sintesi di eventi storici ma anche un ottimo compendio della dottrina insegnata dal Salvatore; certamente per lo stile efficace. Ma soprattutto per un ulteriore merito dell’Autore: quello di applicare, con veemenza francescana, i principii della vita del Redentore alla società e di svolgere un impietoso confronto con le massime del mondo imposte da una “civiltà” sempre più decadente, come quella europea del suo (e ancor più – potremmo dire – del nostro) tempo.  

Il libro venne pubblicato in prima edizione nel 1876 con uno scopo preciso: difendere la divinità di Cristo, la Sua opera di redenzione, le prerogative della Sua Chiesa nel clima dell’anticlericalismo ottocentesco. I fondamenti della Fede erano ormai messi in discussione, quando non apertamente oltraggiati da un assalto falso e maldestro ma allo stesso tempo pericolosissimo per le anime dei fedeli. Dai Renan, alle riviste culturali, dalle logge massoniche fino ai circoletti privati era un tutto un ribollire di calunnie e insulti alla vera maestà del Salvatore.

Se da un lato grandi studiosi cattolici confutarono scientificamente questi errori e trionfarono agevolmente sui mestatori, il popolo – che difficilmente poteva accedere ai grandi dibattiti accademici[1] – era rimasto colpito dalla propaganda, avendone assorbito alcuni concetti sbandierati da un’opera capillare di nefasta volgarizzazione. C’era dunque bisogno di rendere popolare una corretta narrazione della Vita dell’Uomo–Dio, permettendone una larga fruibilità. 

Fu in questo particolare contesto che al Cavaliere Rem Picci venne un’idea: bandire un concorso per promuovere opere dedicate allo scopo di riabilitare nella verità – ma allo stesso tempo in modo accessibile al grande pubblico – la figura di Cristo. L’opera di Padre Isidoro da Guarcino fu premiata.

Anche La Civiltà Cattolica[2] non mancò di presentare il libro con parole di forte encomio, che suonano così:

«L’essere stata quest’opera premiata in un concorso, di cui furono giudici personaggi ragguardevoli per dottrina e pietà, rende superfluo ogni nostro elogio. Solo avvertiamo un pregio, il quale certamente non fu l’ultimo a determinare l’animo dei giudici in suo favore; ed è che il chiaro Autore più che alla erudizione, ha avuto riguardo alla pietà “scartando, così egli dice, tutte le difficoltà che c’ingombrerebbero il cammino, e non sarebbero utili alla pietà di chi in quella (Vita) vuole ispirarsi; aggiungendo soltanto quello che la chiarezza e la edificazione comune domandano”. Il che verrà ad innamorare della lettura di essa quanti sono studiosi della verace pietà, semplici o dotti che siano, essendo scritta, anche per le qualilà dello stile, in maniera che veramente adegua lo scopo prefisso».

Una delle particolarità dell’opera è appunto la fruttuosa estensione – con un utile intervento dell’Autore volto a chiarificare e spiegare alcuni passaggi di dottrina – dei dialoghi e delle dichiarazioni presenti nel Vangelo. Inoltre, per facilitare la lettura, il volume è diviso in 29 Capi, ciascuno introdotto da una brevissima sintesi del contenuto.

Radio Spada, offrendo questa nuova edizione cartacea, ha aggiunto alcune note esplicative e – senza toccare la sostanza del testo – aggiornato, dove opportuno, il linguaggio. Augurando a tutti una buona lettura, speriamo nel successo di un libro come questo, quanto mai necessario al giorno d’oggi.   

>>> La Vita di Gesù Cristo <<<


[1] Vedere ad esempio l’ottimo volume di Mons. G. Ballierini, Breve Apologia del Cristianesimo, Edizioni Radio Spada, 2020.

[2] La Civiltà Cattolica, Anno XXVII, 1876, Serie IX, Vol. XI, Quaderno 625, pp. 585-586.