Il 7 ottobre prossimo ricorrono i 450 anni dalla Vittoria di Lepanto, 450 da quando la Cristianità, capeggiata da San Pio V e aiutata dalla Santissima Vergine, affogava nelle acque greche il mostro maomettano che la assaliva a morte.

Nulla di più naturale dunque per i modernisti, mostruosi occupanti della Santa Chiesa, celebrare in questa giornata santa un incontro irreligioso per la pace e celebrarlo nel Colosseo.

Già di per sé un incontro interreligioso è turpe: turpe in quanto atto di apostasia. Sì, apostasia! Gli incontri interreligiosi sono la manifestazione di una idea molto semplice: una religione vale l’altra. Ma se una vale l’altra nessuna vale e si realizza quanto condannato da Pio IX in Quas primas “la religione cristiana … uguagliata con altre religioni false e indecorosamente abbassata al livello di queste” e la religione rivelata (cattolica, apostolica, romana) messa a pari degli scismi e delle eresie. Coloro che mettono in piedi e prendono parte a queste riunioni: “non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio” (Pio XI, Mortalium animos).

A rendere più turpe l’incontro interreligioso è il fatto che lo convochino i cattolici (o apparentemente tali) e vi prenda parte il loro capo, che almeno in apparenza, dovrebbe essere il successore di quel Pio V che mosse a guerra santa i Cristiani contro l’Infedele. Ma c’è stato il Vaticano II con le sue dottrine nuove (ed erronee) e il modello di Bergoglio non è certo l’ascetico pontefice del Cinquecento ma Giovanni Paolo II, “santo” pure lui (secondo la “santità” dei modernisti) e grande organizzatore di incontri ecumenici e interreligiosi.

Wojtyla insozzò la Basilica di San Francesco d’Assisi nel 1986 convocandovi tutto il caravanserraglio delle false religioni e delle sette eretiche e scismatiche. E in ciò lo hanno imitato sia Benedetto XVI che Francesco. Tuttavia come abbiamo detto l’incontro del 7 ottobre si terrà al Colosseo, l’arena su cui perirono molti cristiani durante le prime persecuzioni. Cristiani che partirono il martirio non per una utopica pace mondiale o per l’ecologismo, ma per affermare il loro “integralismo”, come lo chiamerebbero quelli di Sant’Egidio, Bergoglio e compagnia; per affermare che gli dei delle genti sono demoni vani, mentre uno solo è il vero Dio: la Santissima Trinità, e uno solo è colui che ci salva e ci dona la vera pace: Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.

Evidentemente i Santi Martiri e i Modernisti non hanno la stessa fede. Sempre che o modernisti, vivi e defunti, organizzatori di incontri ecumenici e interreligiosi la fede ce l’abbiano o l’abbiano mai avuta.

Fonte immagine vaticannews.va