Il 5 ottobre 1926 lasciava la scena del mondo l’avvocato Bartolo Longo. L’aveva calpesta in vari modi il grande Apostolo del Rosario: prima era stato un sacerdote spiritista, poi aveva corrisposto alla chiamata celeste e sulla Pompei pagana aveva fatto sorgere il trono novello dell’Immacolata. Cosa produsse questo cambiamento? Il Rosario. Lo stesso Longo racconta di come nell’abisso più profondo della disperanza solo una certezza lo avesse risollevato: “È promessa di Maria. Chi propaga il Rosario è salvo!”. Riesce propizio quindi riprendere proprio in questo giorno l’invito seguente

Propaghiamo il Rosario! questa dev’essere la nostra prima parola al cominciare di un nuovo anno ; e noi la diciamo amorosamente gridando, perché si sappia che essa rinchiude tutto il nostro programma.
Propaghiamo il Rosario! è l’ ardente invito non solo di un’umile stampa come il Rosario, Memorie Dom. Ben più dall’alto e con miglior voce e pienissimo diritto si esorta ogni fedele al culto del Rosario. Noi siamo l’ultima eco di quel vigoroso suono che porta un pensiero salutare spingendo i cattolici a levare la mente ai grandi veri del cristianesimo colla recita del Rosario.
Propaghiamo il Rosario ! Ogni giorno nuove esperienze ci accrescono il convincimento che questa divozione, che compendia il Vangelo, racchiude la rinnovazione della Società. Il Rosario, la preghiera adatta a tutti; la preghiera che mentre invoca l’aiuto del cielo ricorda come fummo liberati e fatti figli di Dio, è veramente quel piccolo seme che si svolge sotterra e cresce e dilata i suoi rami.
Propaghiamo il Rosario! Imperocché alla sfrenatezza della carne che tien dietro a malsane teorie e a libertà di malfare non vi è di meglio da opporre all’infuori del rendere sempre più comune il Rosario. È un rimedio che opera tacitamente; ma opera in maniera efficace, mentre anche un solo sguardo a misteri, dove la purità domina sovrana produce sulla fantasia gentili idealità che danno rimprovero e a un tempo riposo al cuore. Ripetendo poi il saluto angelico a Maria si respira un ambiente puro, che per lo meno fa deplorare le frenesie della voluttà.
Propaghiamo il Rosario! Non dobbiamo contentarci di essere noi assidui nel porgere ogni giorno quest’ omaggio alla Vergine Immacolata ; ma persuasi dell’eccellenza di siffatta divozione è necessario rendercene apostoli. A questo c’invita il Sommo Pontefice laddove dice: «Noi esortiamo e scongiuriamo tutti che devotamente e costantemente persistano nella quotidiana recila del Rosario». L’esortazione e lo scongiuro del Padre di tutti i fedeli deve essere portato a notizia di chi l’ignora. Bisogna dunque che chi ama le anime bandisca una crociata per spargere nel popolo il conoscimento, l’eccellenza del Rosario.
Propaghiamo il Rosario ! Leone XIII nell’Enciclica sul Rosario, diceva al mondo cattolico: « Facciamo le più calde esortazioni affinché in pubblico ed in privato ciascuno nella sua propria casa e famiglia si studi di praticare la divozione del Rosario senza mai tralasciarne l’uso». E perché i lettori del Rosario, Mem. Dom. non si proporrebbero in ossequio alla Madonna di adoperarsi acciò rientri nell’abitudine di qualche famiglia di loro conoscenza la recita quotidiana del Rosario? Sarebbe cosa degna della loro pietà verso la Vergine e meritevole di larga mercede.
Propaghiamo il Rosario! I sacerdoti, i predicatori, i parroci ci permettano con ogni riverenza un suggerimento. Dal confessionale, dall’altare, dal pulpito, nelle visite agl’infermi, nel fare la dottrina si dica sempre qualche parola sul Rosario. Il Rosario è la somma delle cose che crediamo e speriamo, è la risposta più concludente ad ogni errore, è il vero farmaco nei patimenti della vita: se si vuole che davvero rientri nei costumi cristiani, e supplisca in qualche modo alla mancanza del sacerdote, è necessario non lasciar passare opportunità alcuna per metterlo in onore o darne notizia a chi ne ignora i pregi.
Propaghiamo il Rosario! Il quale mostrando l’umiltà di Cristo insegnerà che l’orgoglio non è fatto per l’uomo, avendo il Figlio di Dio scelto per salvare il genere umano gli abbassamenti e la croce.

Fonte : Il Rosario. Memorie Domenicane, Anno Sesto – 1889, Ferrara, pp. 4-5.
Testo raccolto da Giuliano Zoroddu
Fonte immagine: Solimena F., sec. XVIII, Madonna del rosario con santi domenicani e misteri (fonte: beweb.chiesacattolica.it)

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