Dalla Vita della beata Margherita Maria Alacoque

Per ultimo addio, mie care Sorelle, col maggiore affetto che posso, vi prego per tutto l’amor che portate a Nostro Signor Gesù Cristo, di essergli costantemente fedeli nel mantenere inviolabilmente le promesse che gli avete fatte. Di quanto vi farà conoscere che gli dispiace, non fate nulla con avvertenza; e non trascurate nulla quanto crederete sia per piacergli, per non obbligarlo a restringere i suoi disegni sopra di voi, e a trattenere le grazie ch’ei voglia farvi, se non lo alienate voi stesse colla vostra ingratitudine. Sarebbe questo un tormento per me insopportabile; e già non ve ne sarebbe alcuno ch’io non fossi pronta a soffrire per procurarvi di essere tutte quante del Sacro Cuore del Signor Nostro Gesù, e di farlo regnar nei vostri. Per ciò appunto io vi lascio alle sue cure e alla sua amorosa condotta. Io vi prego di abbandonarvi a lui interamente, dicendo spesso tra voi: “Se questo divin Cuore è mio, qual altra cosa mi può mancare? Se io son tutta sua, qual cosa potrebbe nuocermi?”. Fate del vostro cuore un oratorio per adorare in esso ed amare il Cuore del vostro divino Sposo.
Vi entrerete tre volte il giorno. La mattina per offerire i vostri omaggi di adorazione e di sacrifico all’adorabile Cuore, come a vostro Liberatore: consecrerete a lui tutto ciò che farete e soffrirete, come pure tutte le parti del vostro essere per non servirvene più che ad amarlo, onorarlo, e glorificarlo: unirete a lui e alle sue sante intenzioni tutto quel che farete, tutto ciò rinunziando che sarà loro contrario.
A mezzogiorno vi entrerete per offerirgli omaggi d’amore, e di preghiera: gli scoprirete la vostra povertà e necessità, e tutte le piaghe dell’anima vostra, siccome a quello che ne è il sovrano rimedio.
La sera vi entrerete di nuovo per offerirgli i vostri omaggi di riconoscenza e di ringraziamento di tutti i suoi beneficii; gli domanderete perdono con un vivo dolore di tutte le vostre ingratitudini; e farete una stabile risoluzione di morire piuttosto che di ricadere nelle vostre infedeltà.
Farete come una corona di tutte le pratiche adempiute nella giornata, e gliela offrirete in sollievo di tutte le punture che ha ricevute dalle spine de’ vostri peccati: lo supplicherete di riparare al male che avete fatto voi, col bene che in voi ha egli fatto. Per prender poscia il vostro riposo con sicurezza, entrerete nel Santuario dell’ amoroso Cuor di Gesù, e in esso vi chiuderete colla chiave di una tenera fiducia, e di un perfetto abbandono alla sua custodia.
Allorché vi sentirete agitate e turbate da alcun timore, direte all’anima vostra: Che temi tu? Tu possiedi il Cuor di Gesù e l’amor suo: egli è il tesoro, la fortezza, e le delizie del cielo e della terra. Nelle occasioni di patire dite: Tutto voglio soffrir senza lamento: amando il mio Gesù nulla pavento.
Quando vorrete fare orazione, entrate nel Cuor di Gesù come in un sacro deserto, e vi troverete come rendere a Dio tutto quello che gli dovete, offerendogli l’orazione di Nostro Signore Gesù Cristo per supplire alla vostra. Amerete Iddio coll’amore di quel divin Cuore: l’adorerete colle sue adorazioni: lo loderete colle sue lodi: opererete colle sue operazioni: e non vorrete nulla che colla sua volontà.
Se sarete fedeli a questo Cuore divino, ei vi sarà una sorgente di ogni bene; ma se l’abbandonerete per lo contrario colle vostre ingratitudini, diverrà per voi come insensibile. Addio, mie care Sorelle, siamo tutte del Diletto dell’anime nostre: doniamogli tutti i nostri affetti. Io vi auguro il puro amore del divin Cuore, e che possa consumarvi colle sue più vive fiamme. Ricordatevi che a lui avete fatte tante promesse, e che non può esser burlato. Costanza inviolabile a porre in pratica le vostre promesse, per quanto sien per costarvi. Non più affetto per le creature, né per voi stesse, ma tutto sia per quel divin Cuore, al quale vi ho tutte cedute.

Jean-Joseph Languet de Gergy, Vita della beata Margherita Maria Alacoque, religiosa professa dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria nel Monastera di Paray-le-Monial, dedicata alla Santità di Nostro Signore Papa Pio IX, Tipografia Salvucci, Roma, 1864, pp. 212-214.
Testo raccolto da Giuliano Zoroddu

Fonte immagine: beweb.chiesacattolica.it

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