Volentieri offriamo ai lettori questo felice estratto de L’esistenza di Dio di Mons. G. Ballerini (qui l’offerta speciale).


[…] Mentre negano ad un essere infinito il potere di creare dal nulla, fanno poi della materia stessa un essere infinito ed onnipotente; e mentre non vogliono riconoscere nelle opere della natura le tracce di una Suprema intelligenza che sempre ravvisarono i più grandi naturalisti, i quali furono perciò rapiti come in estasi di lode al Creatore[1], fanno poi del caso la ragione dell’ordine ed ascrivono a forze cieche ed incoscienti quelle meraviglie che formano l’ammirazione dell’intelligenza umana. Perché, […] non è forse evidente un’attitudine, una direzione, un fine in ciascuna di quelle molecole infinitesimali, di quegli atomi puramente materiali che si attraggono, si aggruppano e si muovono in guisa da produrre soli ed attorno ai soli pianeti intiepiditi, solidificati, verdeggianti e vivi? E tutto ciò come si spiega?


[1] Linneo, il grande naturalista, diceva: «Il Dio eterno, il Dio immenso, sapientissimo ed onnipotente è passato dinanzi a me. Io non l’ho veduto in volto, ma il riverbero della sua luce ha ricolmo di stupore l’anima mia. Io ho studiato qua e là le tracce del suo passaggio nelle creature; e in tutte le opere sue, anche le più piccole, le più impercettibili, qual forza, qual sapienza, qual immensa perfezione!» – «Ti ringrazio, o mio Creatore e Signore, esclama il grande astronomo Keplero, di tutte le gioie che mi hai fatto gustare nell’estasi in cui m’ha rapito la contemplazione delle opere della tua mano. La grandezza di queste opere io mi sono studiato di proclamare innanzi agli uomini, e ho posto ogni cura nel far loro conoscere quanto sia la tua sapienza, potenza, bontà». «Più si allarga il campo della fisica, diceva Herschell, e più le dimostrazioni dell’eterna esistenza di un intelletto creatore onnipotente, divengono numerose ed inconcusse».


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Foto di Anete Lusina da Pexels