Da Grandezze di S. Giuseppe, patrono e modello delle anime interiori

Compito essendo il ministero di Giuseppe, era tempo ch’Egli lasciasse questo mondo per irsene nel seno d’Abramo ad aspettarvi quel giorno, in cui ai giusti saria aperta la porta del cielo. Questo santo Patriarca era cosi trasformato in Dio e si strettamente unito al suo adorabile volere, che non tanto per riguardo a se stesso, quanto per espansione di amore verso Dio, gustava egli di quella ineffabile felicità che gli era dato godere in quella sua intimità con Gesù e Maria; quindi dicevasi felice nel separarsi a tempo dal suo divin figliuolo per amore di lui. O il fedele ministro! o il buon servitore! Il quale non guarda punto ai propri vantaggi, ma è si tutto consacrato al servizio del suo Signore, che gli è indifferente cosi il vivere come il morire; che è disposto a vivere tanti anni quanti ne richiederà il pieno adempimento del suo ministero, e a morire ov’egli non potrà più esser utile. Più felice del santo Giobbe, la speranza del Redentore ei non pure la si serba in seno, ma nel seno gli spira dolcemente. La santa ed avventurata sua anima senza dolore e senza sforzo discioglie i lacci che prigioniera la tenevano in un corpo mortale; e scendendo al limbo, muta in certezza la speranza degli antichi giusti, che da tanti anni sospiravano la venuta del lor liberatore; come una vaga aurora che fuga le tenebre notturne, ei loro annunzia il divin sole di giustizia, che tra breve li dee visitare per introdurli nella celeste Gerusalemme. Oh! chi potrebbe dire con quali trasporti di gioia accogliessero tra loro Giuseppe i pii antenati del divino Messia; con qual giubilo indicibile ascoltarono i commoventissimi ragguagli sulla vita nascosta di Gesù Cristo in Nazaret, e sulle sublimi virtù di Maria ! Quale soprattutto non fu la riconoscenza di Anna e di Gioachino verso colui che tutto s’ era sacrificato in pro della santissima lor figliuola ? Francamente si può affermare, che la presenza del Padre adottivo del Salvatore addolci le ansietà che provavano tutti i giusti di non poterlo ancora vedere. Sull’ esempio di san Giuseppe, figli divoti di Maria, siate pieni di zelo e di carità verso le sante anime del purgatorio, che sospirano il felice istante nel quale loro sarà dato di contemplare il divin Salvatore e l’ augusta sua madre; visitatelo colle preghiere e colle vostre buone opere; intercedete per esse presso il Padre adottivo di Gesù, il quale non può a lui negar nulla. «Il Figliuolo di Dio, dice il venerabile Bernardino a Bustis, avendo le chiavi del paradiso, una ne ha dato a Maria, ed un’altra a Giuseppe acciocché ambedue possano introdurre i lor fedeli servi nel luogo del refrigerio, della luce’ e della pace». «Dio mi fece conoscere, cosi la venerabile suor Dionisia Martignat, che per mezzo di questa divozione a san Giuseppe moribondo, la sua divina bontà voleva fare molte grazie alle persone agonizzanti, e che, come san Giuseppe non andò al cielo subitamente, non avendolo Gesù Cristo peranco aperto, ma discese al limbo, cosi si è una divozione efficacissima per gli agonizzanti e per le anime purganti l’offrire a Dio la rassegnazione di san Giuseppe in quello che moriva e lasciava su questa terra Gesù e Maria, e l’onorare la santa pazienza di questo gran santo, nell’ aspettare ch’ ei fece tranquillo nel limbo sino al giorno di Pasqua, nel quale di colà lo trasse Gesù Cristo glorioso e risuscitato».

Esempio.
La divozione a san Giuseppe, segno di predestinazione. 

Il p. Giovanni d’Allosa, nel libro intitolato: Affezione ed amore a san Giuseppe, racconta ch’ ei conobbe un religioso, il quale essendo, qualche mese dopo la sua morte, apparso ad un altro religioso del suo Ordine, gli disse, che soffriva tormenti orribili nel purgatorio, per aver adempito malamente ai proprii doveri, ed era stato in gran pericolo di dannarsi, se il Signore non ne lo avesse preservato per esser egli stato in tempo di sua vita divotissimo del glorioso san Giuseppe, il quale, come padre adottivo di Gesù, è potentissimo presso il suo divin tribunale; e per la sua intercessione aveva ottenuto la grazia di riformare la sua vita.

PRATICA. Applicate oggi tutte le vostre azioni in suffragio delle anime del purgatorio più divote di san Giuseppe.

ORAZIONE GIACULATORIA. Gesù, Giuseppe e Maria soccorretemi alla morte mia.



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Fonte immagine: BeWeB – Beni Ecclesiastici in web