Nell’ottava dell’Immacolata Concezione, Patrona dell’Ordine Serafico, i Frati Minori festeggiavano la Vergine come loro Regina. Conveniente riesce quindi riprendere dalla Filotea Francescana del p. Felice da Bergamo (1877) la seguente preghiera attribuita al Difensore dell’Immacolata, Giovanni Duns Scoto.

O beata Vergine Maria, madre del mio Signore, Regina degli angeli, corona dei santi, onore dell’uman genere! Cose gloriose furon dette di te per bocca dei profeti, in te operò I ‘Onnipotente cose maravigliose e i tuoi servi, i figli della Cattolica Chiesa pensano di te cose esimie e credono cose stupende. Noi crediamo, o santa Madre di Dio, che in te le prime maraviglie dovettero rispondere alle ultime; e sapendoti esaltata sopra tutti gli ordini dei santi e cori angelici, professiamo ancora che nel medesimo principio di tua creazione sei stata ricolma della grazia di Dio. Sappiamo che Geremia, perché esser dovea profeta delle genti, fu santificato in seno della sua genitrice; apprendemmo ancora che Giovanni precursore del Signore, fu ripieno nel ventre materno di Spirito Santo; or chi oserà dire che tu, madre del Redentore, ministra della salute, nel principio della tua concezione sei stata priva della grazia dello Spirito Santo? È vero che fosti generata dalla massa peccatrice del vecchio Adamo; ma se Dio può fare che la rosa nascendo da spine, sbocci senza spine, come non avrà potuto il Figlio di Dio concedere a te sua genitrice, che sebbene nascesti dalle spine del peccato, esistessi fin dal concepimento affatto esente dalle punture delle stesse spine? Poté senza dubbio, e volle; e perché il volle, lo fece. Così fu, buona Signora , e noi godiamo che così sia stato. Oh che! conveniva a te, Madre di Dio, che nella tua concezione andassi soggetta alla comun legge del peccato ? Nulla è eguale a te, o Signora, nulla a te paragonabile. Poiché ciò che esiste, é o sopra di te, o sotto di te. Ciò che sopra, è Dio solo; ciò che sotto, è tutto ciò che non è Dio. Tu adunque, o Signora , che a tanta altezza ti predestinò e ti elevò la potenza divina , che ti arricchì di tante prerogative la sapienza disponitrice di tutte cose, che ti elesse in propria madre l’immensa l’eterna bontà; potrem mai credere che nella tua concezione sii stata gravata dalla morte del peccato che per invidia del demonio entrò nel mondo! L’animo rifugge dal crederlo, il pensiero abborrisce e la lingua non osa proferire. Io , Signora soave e bella, io servitorello tuo, so, credo, e confesso che tu sei fiorita dalla radice di Jesse senza neo di colpa, e uscita dalla propagine viziata di Adamo, pura affatto e mondissima da peccato. E per cotesta esimia purezza , per questa tua grazia originale, ti prego, rapiscimi all’amore dell’incantevole tua beltà, traimi alla dilezione della tua santità. Dammi mente pura, cuor netto, corpo casto, spirito buono; onde osservandoti nei costumi e negli affetti miei , una pia divozione, meriti di giungere quandochessia al consorzio della tua beatitudine, ove alla destra del tuo Figlio regni gloriosa per gl’infiniti secoli. Così sia.

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