Il 2 febbraio 1849 Pio IX, esule a Gaeta, indirizzava ai Vescovi un’enciclica a riguarda della definibilità dell’immacolato concepimento della Madre di Dio. Ad essa fecero seguito moltissimi risposte in favore. Cominciamo a riprenderle, partendo dal voto dell’arcivescovo di Cagliari, Don Emanuele Marongiu Nurra, da cui estraiamo in traduzione i punti salienti.

Con letizia inenarrabile ho ricevuto le lettere date dalla Vostra Beatitudine a Gaeta il 2 febbraio dell’anno corrente. Mai mi toccò di leggerne di più grate e soave, di maggiormente piene di speranza e grande consolazione. Che infatti è più fecondo e più dolce del sapere che il Vicario in terra di Cristo Gesù si appresta con grande studio a chiudere, con la sua infallibilità, la bocca impudente dei critici che, tra gli empi, non cessano di negare il debito onore a Dio e alla sua beata Vergine Madre?
Oh voglia Dio che quanto prima col decreto della fede – il che desidera ardentemente la Chiesa universale – la beata Vergine Maria sia dichiarata dalla Vostra Beatitudine concepita senza peccato originale! Questo sempre io prego e imploro con tutto l’animo: che Dio istruisca con l’illuminazione dello Spirito Santo il cuore del Sommo Pontefice e ne illumini l’intelletto, affinché concluda un’opera così tanto necessaria e felicemente la porti a compimento, ispirato dal celeste lume. Questo, assieme a me, supplicano anche il Clero e i fedeli cristiani di questa Archidiocesi […]
La pia sentenza [dell’immacolato concepimento di Maria] ho esperito essere radicata nelle menti di tutti. Nella visita dell’Archidiocesi fatta circa tre anni fa, nessuno trovai che non fosse infiammato da codesta devozione, che o di buon mattino o al vespro o il sabato, convocato il popolo in chiesa dai parroci, non cantasse soavissimamente le preghiere del Rosario.
Con somma letizia il Clero ricevette, in una col popolo, l’indulto che la felice memoria di papa Gregorio XVI si degnava di estendere, per le mie preghiere, a questa Archidiocesi il 7 luglio 1843, perché nel prefazio della messa della Concezione della beata Vergine Maria fosse aggiunto “immaculata” e si potesse leggere: “et Te in Conceptione immaculata”; e dopo il verso “Regina Sanctorum omnium” nelle Litanie Lauretane, si aggiungesse l’encomio “Regina sine labe originali concepta” […]
Per quanto riguarda il mio sentimento, già lo espressi quando nel 1844 postulai che il medesimo Sommo Pontefice Gregorio XVI, con la autorità e infallibilità di Vicario di Cristo in terra, Dottore e Maestro della Chiesa universale, definisse e con suprema definizione pronunziasse essere domma cattolico la fede nella beata Vergine Madre di Dio Maria immune dal peccato originale.
Lo richiesi perché questa pia sentenza era in me radicata dalla giovinezza, perché la meditavo recitando il piccolo ufficio, perché giurai di crederla quando fai adornato delle insegne dottorali nell’Università di Sassari. E codesta pia sentenza della Chiesa, confermata dai Sardi con voto e giuramento, e ugualmente dagli Spagnoli, dai Francesi e da altre nazioni cattoliche, anzi fondata sulla tradizione apostolica e conforme alle sacre lettere della fede, per quanto poté esserlo per l’esiguità del mio ingegno, la trovai non certo oscura.
In Genesi III, 15 si legge: “Porrò inimicizie fra te e la Donna, fra la tua stirpe e la stirpe di lei: ella di schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Lasciate da parte, per farla breve, le varie lezioni di questo testo, tutti convengono che qui si parli letteralmente di Cristo, e della donna che è la beata Vergine sua Madre, del serpente o del diavolo in figura di serpente.
Porrò antipatia, odio fra te, il diavolo in figura di serpente, e la Donna, ossia la beata Vergine dall’eternità predestinata ad essere Madre del Figlio di Dio; tra la tua stirpe, cioè le suggestioni diaboliche, gli empi che sono discendenza, del diavolo, e la stirpe di lei, cioè la discendenza della donna, della beata Vergine Maria, quella discendenza concepita non per concupiscenza, ma per virtù di Spirito Santo, che è il frutto del suo seno, Cristo Gesù. In secondo luogo sono discendenza di lei anche tutti i cristiani, in grazia dell’umana redenzione compiuta da Cristo per il consenso di Maria Vergine.
Ella, cioè la Donna, Maria Vergine, per la potenza di Cristo, ti schiaccerà il capo: distruggerà, cancellerà il peccato primario dei protogenitori Adamo ed Eva commesso per tua suggestione. Infatti per capo credo si debba intendere il peccato nel suo capo, nella sua origine, nella sua radice, quel peccato che per fede crediamo si propaghi in tutti i discendenti d’Adamo.
E tu insidierai il suo calcagno: cioè tu, diavolo, sotto forma di serpente … ti sforzerai di mordere la pianta innocente, il calcagno della Donna, di Maria Vergine, di Cristo, e di tutti i giusti […]
Cristo Gesù, figlio della beata Vergine Maria, fatto da Donna, che era il Verbo in principio, il Figlio di Dio, per virtù propria schiacciò il capo del diavolo, distrusse il peccato, configgendolo alla Croce; la Donna stessa, la beata Vergine Maria, in grazia del Cristo suo Figlio, per uno straordinario privilegio, onde la potenza di Dio derogasse alla legge comune in favore dell’unica madre divina, che gli fu amica dall’eternità e aveva predestinata ed eletta, quello stesso capo schiacciò, costituita in perpetuo nemica del diavolo […]
Se Maria fu figlia dell’ira nella sua concezione, come si è adempiuta la Scrittura: “Ella ti schiaccerà il capo”? Dici che non s’è adempiuta? Non sia mai! Dice infatti la Verità: “Il cielo e la terra passeranno, ma non le mie parole” […]
Dov’è la potenza di Dio? Dove l’eccellenza di sua Madre su tutti gli Angeli e i Santi? Si si dice che fu santificata dopo l’infusione dell’anima nel corpo, non si accomuna la la concezione della Madre di Dio alle concezioni di Geremia o di Giovanni Battista, delle quali la Chiesa né predica ne piamente crede che siano immacolate? Forse che di altri è detto dalla Divina Sapienza: “Ella ti schiaccerà il capo”? Da nessun’altra parte si legge una cosa simile nelle Scritture. È stato detto solamente della nuova Eva innocente, della Vergine Maria, che dovesse schiantare il capo del diavolo; solo di lei cui colui che ne riguardò l’umiltà chiese il consenso per liberare il genere umano dalla rovina procuratagli dall’antica Eva colpevole.
Dunque si deve dire che la beata Vergine Maria, evitato per grazia di Cristo il debito d’incorrere nel peccato originale, fu preservata dal comune morso del serpente, e così redenta. Non è bene infatti dubitare per l’onore del Signore della volontà di Dio di iniziare la redenzione da sua Madre […]
Colui che volle la redenzione di tutti, la quale dipendeva dal consenso di Maria, con maggior forza volle con redimerla anticipatamente dal debito della natura, perché fosse predicata come giglio fra le spine e amica del Signore fra le fanciulle.
Un preclaro esempio di singolare esenzione si ha nelle Scritture. In Ester III, 13. Fu promulgata dal re Assuero una legge: che fossero uccisi e cancellati in un solo giorno tutti i Giudei, dai giovani sino ai vecchi, pargoli e donne. Ester, che è chiamata tipo e immagine di Maria, ed era pure ella Giudea come gli altri, però Assuero le disse: “Non morrai: questa legge non è stata stabilita per te, ma per tutti gli altri”.
Pertanto era a maggior ragione stabilito nella divina volontà che ad onore del Figlio di Dio, sua Madre fosse più pura e più degna d’onore degli Angeli […]. Colui che mi rialzò dopo la caduta, concesse a sua Madre Maria di star salda in piedi non peccando, affinché, stando ella innocente e immacolata, tutti i caduti fossero risollevati. Colui che mi strappò dalla schiavitù, difese la sua Genitrice dalla schiavitù. Ma chi mi ha rivelato ciò? La stessissima beata Vergine Maria nel dire: “Colui che è potente ha fatto per me cose grandi e Santo è il suo nome” […] fece a sua Madre Maria quello che il re Assuero fece alla regina Ester, difendendola dalla schiavitù della morte: Non morrai: questa legge non è stata stabilita per te, ma per tutti gli altri”. Questo invero canta Maria, dicendo che grandi cose ha fatto per le colui che è potente […]
Pertanto, Beatissimo Padre […] che rimane altro a me e al popolo fedele a me commesso, se non, in unione al clero, devotissimo alla beata Vergine, pregare istantemente Vostra Beatitudine che dia il supremo giudizio di dogma alla pia sentenza, perché finalmente tutti i cattolici del mondo credano come di fede e con una sola voce proclamino la beata Vergine Madre di Dio Maria concepita senza peccato originale? Questa suprema definizione dell’immacolata concezione della beata Vergine è necessaria, massime in questi tempi. Se verrà differita, l’invidia del diavolo e la sua nequizia crescerà di giorno in giorno ad oppressione dei buoni, e affliggerà la Chiesa con colpi sempre più crudeli. Infatti non senza l’arcano consiglio di Dio essa fu procrastinata fino ad oggi, affinché in questi tempi ultimi, o inizio degli ultimi, in cui ci troviamo, facessimo ricorso con animo virile a colei che è terribile e schierata a battaglia contro il Diavolo […]


Di Vostra Beatitudine
Umilissimo, Devotissimo, Obbedientissimo Servo
EMANUELE MARONGIU NURRA, Arcivescovo di Cagliari

Cagliari, 24 aprile 1849

Fonte: Pareri dell’Episcopato Cattolico de’ capitoli etc. sulla definizione dogmatica dell’Immacolato concepimento della B.V. Maria, Parte prima – Volume secondo, Tipi della Civiltà Cattolica, Roma, 1851

Testo raccolto da Giuliano Zoroddu.


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Immagine: Altare maggiore della chiesa della Purissima, XVIII sec., Cagliari (fonte wikimedia.org)