Continuiamo con i pareri dell’episcopato mondiale in favore della definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima. Oggi andiamo in Oriente, in Libano per la precisione, e offriamo a Lettori la lettera inviata dal Patriarca di Antiochia dei Maroniti a Pio IX per perorare la definizione dommatica.

Premessa la dovuta prostrazione innanzi alla Vostra sacra Persona, ed implorando la Benedizione Apostolica dalla Vostra santa destra colla più distinta devozione, esponiamo qualmente in questo mentre abbiamo avuto l’onore di ricevere l’Enciclica Epistola di Vostra Santità data ai 2 Febbraio di quest’anno, colla quale dimostra Vostra Santità quanta somma consolazione provò Vostra Santità allorquando abbia conosciuto ricevere l’ardentissimo desiderio in tutto il mondo Cattolico di vedere finalmente emanarsi il solenne decreto dalla Santa Apostolica Sede sull’immacolata Concezione della santissima Vergine Madre di Dio dal peccato originale, e che un gran numero del Ceto Ecclesiastico non desisté di avanzare delle postulazioni e istanze al Predecessore Vostro Gregorio XVI di felic. mem. non che a Vostra Santità affinché vogliate decidere come dottrina della Chiesa Cattolica che la concezione della Beatissima Vergine Maria sia stata totalmente senza macchia, ed immune assolutamente da ogni reato del peccato originale, e che parecchi e persone si son sorprese del come la Chiesa, e la santa Apostolica Sede fin al presente non hanno ancor aggiudicato solennemente quest’onore alla Santissima Vergine, e che Vostra Santità dietro a ciò abbia dal primordio del Vostro Pontificato con somma premura rivolte le vostre cure e considerazioni verso un negozio di si grande momento, e che quindi abbiate scelto alcuni personaggi Ecclesiastici esercitati nelle teologiche discipline, come ancora parecchi degli Eminentissimi Cardinali illustri e spettatissimi nella scienza delle cose Divine non che nelle virtù, commettendo loro di esaminare accuratamente tal gravissimo argomento, e di rappresentare a Vostra Santità diligentemente la loro sentenza, e che nel medesimo tempo a noi abbiate diretta tal Epistola, affinché io primo luogo ci inculchiate di fare recitare nelle nostre Chiese delle pubbliche preci per il Padre dei lumi, acciocché si degni d’illuminare la mente di Vostra Santità col lume del suo Divino e supremo Spirito, e di suggerirvi le sue ispirazioni onde possiate, Santità, appigliarvi in un momento di tanto rilievo, a ciò che valga più a cooperare alla gloria del santissimo suo Nome, ed alle lodi della Beata Vergine, ed all’utilità della Militante Chiesa. In secondo luogo di significare a Vostra Santità quale è la devozione di cui vien animato e il nostro Clero e Popolo verso l’immacolata Concezione della Vergine illibata, e di qual desiderio son affetti, onde vedere una volta la Sede Apostolica decidere tale oggetto. In terzo luogo di esporre a Vostra Santità quale sia il nostro proprio desiderio, e sentenza su questo particolare.
Questo è, Padre Santissimo, ii succinto dell’Epistola di Vostra Santità, la quale abbiamo letta con indicibile gioia, poiché contiene dessa alti sentimenti, e sante espressioni che concernono totalmente un oggetto, del quale non v’è per noi cosa più gioconda e più grata; quindi subito ci affrettammo ad adempier i suoi ordini, siccome è nostro dovere, con imporre preci pubbliche da farsi da tutto il Clero, e popolo alle nostre cure commessi, affinché si offrano secondo l’intenzione indicata di Vostra Santità; e tutti non solo dimostrarono, conforme il loro lodevole consueto, la piena puntualità con gratissimo animo, ad elevare le mani con delle vive preci all’Altissimo Iddio acciocché illumini la mente di Vostra Santità colla luce della sua celeste grazia, onde conosciate qual partito devesi prendere in tal oggetto; ma ancora tutti con una voce dimandarono con istanza da noi, onde supplicare Vostra Santità ad aggiudicare con solenne decreto quest’onore alla Santissima Vergine. Imperocché la loro devozione verso l’Immacolata Concezione della Beata Vergine, ed il loro desiderio di vedere la santa Apostolica Sede dare il decisivo giudizio su ciò che è di cuore a questa illibata Vergine non sono minori della devozione, e del desiderio di coloro i quali, come accenda Vostra Santità, non desisterono dal porgere le postulazioni al Vostro Predecessore, non che a Vostra Santità su tale proposito; anzi ci è lecito dire che sono maggiori; sendoché la nostra Nazione ab antiquo è della parte del sentimento affermativo che la Concezione di questa pietosissima Madre sia stata libera dalla menoma macchia del peccato originale come il testifica il fatto, ed i nostri libri Ecclesiastici, la maggior parte dei quali è impressa nelle tipografie della Vostra Alma Città, ed in oltre v’è un gran numero della nostra Nazione ch’è ascritto alla società conosciuta col titolo dell’Immacolata Concezione della Vergine, e la nostra Nazione ne celebra la festa.
In quanto poi al nostro desiderio e sentimento proprio su questo oggetto, Santissimo Padre, sono di totale conformità al desiderio, e sentimento di Vostra Santità esternatici in tale Epistola; perciò ed in soddisfazione dell’istanza propostaci su ciò da tutto il nostro Clero e popolo supplichiamo Vostra Santità col presente nostro foglio, affinché, dalla suprema sublimità di quell’Apostolica Cattedra , su cui v’innalzò Cristo nostro Dio per suo Vicario nella sua Chiesa, che acquistò col suo proprio sangue, e vi ha insignito della prerogativa d’infallibilità nel definire simili proposizioni, definiate come dottrina della Chiesa Cattolica, essere la Concezione della Beatissima Vergine stata senza veruna macchia del tutto, ed immune assolutamente dal reato del peccato originale, onde possa dirsi con S. Agostino, che dopo questa Vostra Romana definizione causa finita est; giacché al presente s’ è fatto più chiaro del sole meridiano doversi senza dubbio quest’onore a questa Beatissima Vergine, la quale tota pulchra est, et macula non est in ea ed è piena di grazia , ed è la più fida speranza ed il più fermo sostegno di tutta la S. Chiesa. E tal oggetto non ha più bisogno di altro, che della definizione della Chiesa , di cui Vostra Santità è il Capo Visibile, onde siano obbligati i fedeli a crederlo con fede divina come dice il Predecessore Vostro Benedetto XIV di felice memoria; perciò diciamo noi, che se non giudicassimo che la gloria di tale richiesta definizione sia stata per inscrutabil giudizio di Dio riservata alla Persona di Vostra Beatitudine assistita dallo Spirito Santo, noi saremo stati sorpresi al pari di quelli, i quali, come accenna Vostra Santità, sono stati sorpresi perché la Chiesa e la Sede Apostolica non hanno ancor finora aggiudicato solennemente quest’onore alla Santissima Vergine.
Questo è quanto abbiamo dovuto esporre a Vostra Santità a tenore dei Vostri ordini, e n’abbiamo supplicato. Ed in ogni caso quel che giudica Vostra Santità su questo proposito sarà assolutamente accettato; poiché teniamo per certo, che quando parlate di tali cose, parla nella Vostra bocca S. Pietro, che in Voi vive, essendo Vostra Santità suo Successore in cotesta Apostolica Cattedra, cuius non posset fides sentire defectum; poiché ubi Petrus, ibi Ecclesia la quale è impossibile di fallire in simili definizioni.
E perciò data questa nostra esposizione, non ci resta altro che di udire le nostre preghiere a quelle che tutto il Mondo Cattolico porge al Signore Iddio, affinché illumini la mente di Vostra Santità colla sua Divina luce, onde possa prendere quel partito che più conduce alla maggior gloria di Dio ed all’ onore di questa pietosa Madre, ed all’utilità della Chiesa militante; pregando l’Altissimo di conservare Vostra Santità colma di tutti i favori celesti pel ben della nostra S. Cattolica Religione; mentre imploriamo finalmente dalla Vostra benignità di compartirci con tutto il nostro Clero e popolo l’Apostolica Benedizione, la quale è il pegno del Vostro paterno amore.

Monte Libano, 1° ottobre 1849

Di Vostra Santità
Servo e Figlio
GIUSEPPE PIETRO, Patriarca Antiocheno

Fonte: Pareri dell’Episcopato Cattolico de’ capitoli etc. sulla definizione dogmatica dell’Immacolato concepimento della B.V. Maria, Parte prima – Volume secondo, Tipi della Civiltà Cattolica, Roma, 1851

Testo raccolto da Giuliano Zoroddu.


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Fonte immagine: BeWeB – Beni Ecclesiastici in web