L’8 dicembre 1854 è una delle date fondamentali della storia umana, il giorno in cui l’infallibile oracolo di Pio IX definiva l’immunità della concezione della Vergine da ogni macchia di peccato originale. A perpetuar la memoria di cotanto evento svetta in Piazza di Spagna a Roma l’imponente Colonna.
Inaugurata da Pio IX l’8 dicembre 1857, fra i principali contributori fu Ferdinando II delle due Sicilie, che estingueva i debiti della Corona nel versamento della chinea (per saperne di più leggi L’antico rito della chinea).

David by Adamo Tadolini-Isaiah by Salvatore Revèlli-Moses by Ignazio Jacometti-Colonna dell'Immacolata (Rome).jpg

La colonna poggia su un piedistallo circondato dalle quattro statue colossali di Mosè, Davide, Isaia ed Ezechiele.
Il piedistallo è adornato da quattro bassorilievi: Giuseppe che riceve in sogno dall’Angelo la rivelazione dell’Incarnazione del Verbo nella sua Vergine Sposa; Pio IX che proclama il dogma; l’annuncio dell’Angelo a Maria; e l’incoronazione della stessa Vergine,
Sotto al primo bassorilievo si legge la salutazione angelica. Nella fronte apposta invece si legge l’elegante epigrafe:

MARIÆ VIRGINI
GENITRICI DEI
IPSA ORIGINE
AB OMNI LABE IMMUNI
PIUS VIIII. P. M.
INSIGNIS PRÆCONII
FIDE CONFIRMATA
DECRETO Q. D. S. VI ID. DEC.
AN. MDCCCLIIII.
PONEND. CURAVIT
AN. SUI PRINCIP. XII.

«Alla Vergine Maria, Madre di Dio, immune da ogni macchia sino dalla sua origine, Pio IX, Pontefice Massimo, dopo aver confermato, con decreto degli otto di dicembre, la fede a questo insigne privilegio, questo monumento pose a spese dell’ universo cattolico, nel dodicesimo anno del suo Principato».
Anche le quattro statue sono corredate da altrettante iscrizioni. Si tratta di passi della Scrittura riferiti a Maria.

Sotto Mosè, autore del Pentateuco, si legge il passo di Genesi: “Inimicitias ponam inter te et mulierem“. Il passo del Genesi (3, 15) parla della Donna, della madre del Messia promesso, cioè di Maria, e ce la presenta come nemica ab eterno del serpente, del diavolo. Insegna Pio IX nella Ineffabililis Deus: “Con questa divina profezia fu chiaramente e apertamente indicato il misericordioso Redentore del genere umano, cioè il Figliuolo Unigenito di Dio, Gesù Cristo; fu anche designata la sua beatissima Madre, la Vergine Maria, e, nello stesso tempo, fu nettamente espressa l’inimicizia dell’uno e dell’altra contro il demonio. Ne conseguì che, come Cristo, mediatore fra Dio e gli uomini, assunta la natura umana, annientò il decreto di condanna esistente contro di noi, inchiodandolo da trionfatore sulla Croce, così la santissima Vergine, unita con Lui da un legame strettissimo ed indissolubile, poté esprimere, con Lui e per mezzo di Lui, un’eterna inimicizia contro il velenoso serpente e, riportando nei suoi confronti una nettissima vittoria, gli schiacciò la testa con il suo piede immacolato”.
Davide, autore di buona parte del Salterio, reca ai suoi piedi il verso 5 del salmo 45: “Sanctificavit tabernaculum suum Altissimus“, che si applica alla speciale santificazione della Vergine da Dio preservata dal peccato originale per essere degna dimora del Figlio suo. Isaia porta per legenda la sua famosa profezia messianica (Isa. 7, 14): “Ecce Virgo concipiet”. E dello stesso argomento è quanto si legge sotto la statua di Ezechiele: “Porta hæc clausa erit“.

Il passo completo dice: “Mi condusse poi alla porta esterna del santuario dalla parte di oriente; essa era chiusa. Mi disse: “Questa porta rimarrà chiusa: non verrà aperta, nessuno vi passerà, perché c’è passato il Signore, Dio d’Israele. Perciò resterà chiusa” (Ezech. 44, 1-2). I Padri generalmente in questa porta dell’oriente, che resta chiusa, perché il Signore è entrato per essa, videro una figura della Vergine Madre, nel seno della quale il Verbo di Dio prese la nostra carne, e per la quale egli entrò nel mondo, permanendo intatta prima, durante e dopo il parto la di lei verginità. Ed ella fu trono e tempio di Cristo, che è chiamato l’Oriente.

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Alla sommità la colossale statue bronzea dell’Immacolata rappresentata come la descrive san Giovanni nel capitolo 12 dell’Apocalisse, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle, nell’atto di schiacciare il capo del serpente quale la indicò Dio stesso al diavolo: “Ella ti schiaccerà la testa” (Gen. 3, 15)

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