Nota di RS: continua la collaborazione fattiva, amichevole e cordiale di Pietro Ferrari, già autore di tre libri per la nostra casa editrice ovvero “Fascismi”, la “Questione monetaria” e “Non Possumus”. Si tratta di un esponente di punta del cattolicesimo integrale nostrano. Come ebbi modo di dire in passato: nel panorama del laicato “tradizionalista” di lingua italiana, piuttosto brullo e disadorno (per tacere di cuspidi acuminate e omicide), Pietro Ferrari spazia con passione e sprezzatura in vari campi: ecclesiologia, economia, diritto, politologia. Lo fa con prese di posizione anche fortemente polemiche e che possono suscitare dibattiti e controversie. Radio Spada esiste anche per questo: per ribadire le Verità cattoliche definite e certe e per incrementare dibattiti sulle materie libere. Come abbiamo sempre fatto e con successo. Oggi, come inizio dei festeggiamenti natalizi e come dono per santa Lucia, pubblichiamo una sua recensione importante che non è un'”importante recensione” perchè non siamo un gradino sotto Dio. Si tratta invece di un ulteriore omaggio alla figura di questo grande teologico americano. Piergiorgio Seveso, Presidente SQE di Radio Spada

Vi furono ‘sante disubbidienze’ nel passato ecclesiale. A Tarragona in Spagna, sant’Ermenegildo, figlio di Leovigildo re dei Visigoti seguace dell’eresia ariana, si convertì alla fede cattolica per opera del vescovo san Leandro. Rinchiuso in carcere per essersi ribellato alla volontà del padre che pretendeva di fargli ricevere la comunione da un vescovo (vero e legittimo ma eretico ariano) nel giorno della solennità di Pasqua, per ordine del padre stesso morì sotto un colpo di scure.

Il Curato d’Ars fuggiva dalla Messa (comunque valida) celebrata in chiesa dai preti (comunque veri) che avevano giurato sulla Costituzione Civile del Clero nella Francia giacobina, per cercare nei boschi e clandestinamente la Messa vera celebrata da preti detti ‘refrattari’ ma (o proprio perché) integralmente cattolici. Lo zelo e il rispetto verso i sacramenti e la Messa, talvolta portavano al rifiuto di VERI sacramenti in quanto ritenuti privi di liceità. Cosa avrebbero fatto questi colossi della Chiesa davanti a sacramenti dubbi perché da ritenersi addirittura privi di validità? A questo punto occorre presentare la pubblicazione dell’opera “Del tutto invalido e assolutamente nullo” di Anthony Cekada, edita dal CLS, Verrua Savoia 2021.

Perché la forma del nuovo rito di consacrazione episcopale renderebbe il sacramento nullo e invalido? Il reverendo Cekada risponde a questo quesito che sottende tremende conseguenze pratiche: necessità per un “vescovo” o un “presbitero” di farsi ri-ordinare validamente (da un vero vescovo e col rito precedente) sub-condicione, sostanziale invalidità per effetto domino di tutti i “sacramenti” (eccetto matrimonio e battesimo) amministrati da chi ha ricevuto quello dell’ordine montiniano, necessità dei fedeli di evitare la “comunione sacramentale” con falsi sacerdoti e di partecipare attivamente a riti invalidi, etc.

Il Reverendo Anthony Cekada ci ha lasciati tempo fa. Nato nel 1951, entrò in monastero negli Stati Uniti e poi in Svizzera per poi trasferirsi nel 1975 presso il seminario di Econe dove venne ordinato sacerdote da Monsignor Lefebvre il giorno della festa di San Pietro del 1977. Tornato negli Stati Uniti insegnò in seminario occupandosi della rivista The Roman Catholic ma nel 1983 abbandonò la FSSPX trasferendosi poi nel 1989 a Cincinnati, collaborando con Monsignor Dolan (sedevacantista totalista), ma anche insegnando nel seminario diretto da Monsignor Sanborn (sedevacantista tesista).

La traduzione di questi due articoli scritti tra il 2006 e il 2007 finalmente in lingua italiana, porta all’ attenzione dei lettori uno dei temi più importanti –se non Il – delle sciagurate riforme conciliari, in questo caso post-conciliari. Affrontare direttamente e con meticolosa e lucida analisi delle fonti la questione teologica della validità del nuovo rito di consacrazione episcopale inaugurato nel 1968, colpisce per l’effetto di togliere tonnellate di zavorra di sterile e fumoso chiacchiericcio in cui troppo frequentemente gli ambienti tradizionalisti cadono, e colpire al cuore il problema dell’ora presente. Infatti, quando l’occhio scandaglia in modo inequivocabile il problema drammatico perché sostanziale che pone il nuovo rito di consacrazione episcopale, si è meno portati a tergiversare riguardo le miriadi quanto svariate considerazioni sulla crisi del tutto soggettive che fanno del lettore colto tradizionalista talvolta un pedante opinionista, un cronico bastian contrario, per concentrarsi invece e finalmente sulle caratteristiche genetiche di un rito sacramentale che ha stravolto la continuità formale dell’ordine sacerdotale. Il nuovo rito consacra veri vescovi cattolici o no? Si inaugura un sacerdozio di natura non solo ambigua, ma addirittura incerta. Tornano quindi i concetti perfettamente insegnati dal catechismo di sempre sul requisito necessario della forma dei sacramenti, sulla loro efficacia significante e sul loro significato efficace, ex opere operato. Chi è cattolico DEVE credere che i sacramenti conferiscono la grazia santificante:

Cardinale Pietro Parente; Mons. Antonio Piolanti; Mons. Salvatore Garofalo: Voci selezionate dal Dizionario di Teologia Dogmatica. «EX OPERE OPERATO»: il Concilio di Trento nel canone 8 della sessione VII ha definito «se alcuno dirà che i Sacramenti della Nuova Legge non conferiscono la grazia ex opere operato, sia scomunicato» (DB, 851).

In buona sostanza il sacramento è sempre valido ex opere operato SE I requisiti necessari (ministro, intenzione, materia e forma) sono tutti correttamente presenti.

E qui si badi bene, davvero sono fuori luogo le pigre prediche sul presunto donatismo dell’autore perché il tema non è quello delle qualità morali o intellettuali del cattivo chierico ma chierico, ma del tuziorismo in materia di teologia sacramentale. Evitare questo NECESSARIO scrupolo, significa scadere nella magìa per cui i sacramenti sarebbero sempre validi, comunque e a prescindere e con qualsiasi rito, materia, forma e intenzione.

Quanto mai attuale è anche il riproporre la tematica della efficacia dei sacramenti nell’epoca in cui per troppo tempo, si è stati concentrati a scandagliare con miopi lenti deformate la metafisica maliziosità di farmaci prodotti per contenere un virus che colpisce il corpo. E’ dunque tempo che gli ambienti più consapevoli del cattolicesimo tradizionale tornino ad interessarsi della mutazione genetica, del tutto acattolica, dei riti sacramentali e nel caso specifico di quello della consacrazione episcopale, che sono diretti a nutrire l’anima dei fedeli. Lo zelo non va sprecato sugli altari sbagliati. Questo terribile opuscoletto ha dunque il pregio di trasformare una questione così complessa in un argomento reso divulgativo ed in questo si avverte tutta la lucidità pragmatica dell’indole americana, particolarmente adatta alla soluzione più premiante riguardo la scelta della comunicazione migliore.

Se è vero che in ogni dibattito successivo ad un convegno o alla lezione, avviene ancora meglio il chiarimento dei dubbi, questo lavoro non si sottrae alla medesima esigenza, dando ampio spazio alle risposte per tutte le maggiori e più serie obiezioni che vengono portate da coloro che invece difendono la validità del nuovo rito di consacrazione episcopale, difese molto spesso aprioristiche e apodittiche, simili ad un dovere d’ufficio adempiuto con riluttanza.

Se il virus del modernismo ha trasfigurato la Chiesa con “sacramenti bastardi” e “preti bastardi” come ebbe a sostenere Monsignor Marcel Lefebvre, si rileva come fondamentale il dover approntare le migliori misure di contenimento per far sì che esso non si propaghi nelle anime, in quanto virus prodotto questo sì certamente, nelle torbide officine degli alchimisti conciliari. Una fiera autodeterminazione nel rifiutare riti geneticamente modificati da mRNA anticattolico a tutela della propria salute eterna, dovrebbe tornare ad essere quasi elemento di distinzione tra il cattolico tradizionale e il resto del circo conciliare.

Ma abbiamo ancora un cattolicesimo tradizionale?

Fonte immagine : Wikipedia CC BY-SA 4.0

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