Giovanni Apostolo, che Gesù amava moltissimo, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo Apostolo decapitato da Erode dopo la passione del Signore, dietro preghiera dei vescovi dell’Asia, scrisse, ultimo fra tutti, il Vangelo contro Cerinto ed altri eretici, e specialmente contro la dottrina che cominciava a sorgere degli Ebioniti, i quali pretendono che Cristo non sia esistito prima di Maria: ciò lo determinò a proclamare la generazione divina di lui. Nell’anno dunque decimo quarto di Domiziano, nella persecuzione, suscitata da questo, la seconda dopo Nerone, relegato nell’isola di Patmos, scrisse l’Apocalisse, che fu interpretata da Giustino Martire e da Ireneo. Ucciso poi Domiziano e annullati dal senato gli atti di lui perché troppo crudeli, sotto il governo di Nerva ritornò ad Efeso dove, dimorando fino all’impero di Traiano, fondò e governò tutte le chiese dell’Asia: e stremato dalla vecchiezza, morì nell’anno sessantotto dopo la passione del Signore, e fu sepolto presso la medesima città.

San Girolamo

PREGHIERA

I. O glorioso s. Giovanni, abbandonaste la rete e la barca per seguitar Gesù Cristo che vi chiamò al suo apostolato, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di seguir sempre fedelmente la voce del Signore così nelle interne inspirazioni, come nei consigli di coloro che ci dirigono nel suo nome. Gloria.

II. Per quell’angelica purità che formò sempre il vostro carattere, vi meritò i privilegi più singolari, d’esser cioè il discepolo prediletto di Gesù Cristo, di riposar sul suo petto, di contemplare la sua gloria, di assistere da vicino ai prodigi i più stupendi, e finalmente di essere dalla bocca stessa del Redentore dichiarato figlio e custode della divina sua Madre, otteneteci, vi preghiamo, o glorioso s. Giovanni, la grazia di custodir sempre gelosamente la castità conveniente al nostro stato, e d’evitar tutto quello che la potrebbe offendere menomamente, onde meritarci le grazie le più distinte, e specialmente la protezione della santa Vergine Maria che è la caparra la più sicura della perseveranza nel bene e della beatitudine eterna. Gloria.

Ill. Per quell’abbondanza di lumi soprannaturali di cui foste arricchito, o glorioso s. Giovanni, per cui rivelaste alla terra i più sublimi arcani del cielo, e prenunziaste alla Chiesa , così i combattimenti che doveva sostenere, come i trionfi che doveva riportare sopra ogni genere di nemici, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di viver sempre nella fede di questa Madre universale dei veri figliuoli di Dio, e di tenere una tale condotta che serva ad accrescere la sua gloria.  Gloria.

IV. Per quell’ eroica intrepidezza con cui voi , o glorioso s. Giovanni, assisteste alla morte di Gesù Cristo sul monte dei dolori, e vi lasciaste per la confessione del suo nome immergere nell’olio bollente, rilegare in esilio, condannare ai lavori delle miniere, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di sopportare con inalterabile rassegnazione lulle le avversità di questa vila e di essere sempre disposti ad ogni formento e anche alla morte anziché tradire la causa della verità e della giustizia. Gloria.

V. Per quella tenerissima carità che formò sempre il vostro carattere, o glorioso s. Giovanni, e che non cessaste mai d’ inculcare colla voce e cogli scritti a tutti quanti i fedeli, per cui sebbene decrepito correste a sprone battuto fra le selve più inospite e le balze più dirupale per ricondurre sul buon sentiero quel giovine infelice che pervertito da rei compagni s’era così dilungalo dai vostri suggerimenti fino a diventar caposquadra di assassini, otteneteci vi preghiamo, la grazia di attendere con ogni impegno all’imitazione delle vostre virtù, e specialmente della carità, onde assicurarci la vostra protezione in questa vita e l’eterna partecipazione della vostra gloria nell’altra. Gloria.


Schuster, Liber Sacramentorum – San Giovanni, Apostolo ed Evangelista



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