Dal Rev. Don Leonardo Ricotta (Palermo) riceviamo un’opera monumentale e importante, un’efficace e accessibile divulgazione della dottrina cattolica così come elaborata dal Dottore per eccellenza, San Tommaso d’Aquino. Un’opera che rende il tomismo alla portata di tutti, per la quale ringraziamo l’alacre e generoso Autore! [RS]

I precedenti moduli pubblicati si trovano qui: CATECHISMO TOMISTA

360. Che cosa è la Grazia santificante?
La Grazia santificante è quel dono soprannaturale che ci rende santi, cioè giusti, amici e figli adottivi di Dio, fratelli di Gesù Cristo ed eredi del Paradiso. E’ una qualità dell’anima, una forma, uno splendore soprannaturale.
La Grazia è avere il cuore ben fisso in Dio così da non volersi da Lui separare; è una certa illuminazione, qualcosa di divino posto da Dio, una infusione, come un alito che dà la vita, come una respirazione bocca a bocca da parte di Dio.

361. L’uomo, senza la Grazia, può volere e compiere il bene?
La natura umana può essere considerata in due maniere.
Primo, nella sua integrità, come era nei nostri progenitori prima del peccato.
Secondo, così come è adesso, corrotta dal peccato.
In tutti e due gli stati la natura umana, per volere e compiere il bene, ha bisogno dell’aiuto divino. Però, nello stato di natura integra l’uomo era in grado di volere e compiere, con le sue sole forze naturali, il bene proporzionato alla sua natura e non aveva bisogno di un dono di Grazia aggiunto alla natura. Invece, nel nostro stato di natura corrotta, l’uomo non è in grado di compiere il bene proprio della sua natura, come il malato che, da se stesso, non è in grado neanche di camminare.
Pertanto, nello stato di natura decaduta, l’uomo ha sempre bisogno dell’aiuto della Grazia.

362. Possiamo sapere di essere in Grazia di Dio?
Una cosa può essere conosciuta in tre modi.
Primo, per rivelazione, come quando qualcuno ci informa su qualcosa. Sotto questo aspetto, non possiamo sapere di essere in Grazia di Dio perché Dio non lo rivela a nessuno ed è bene che sia così, perché, se l’uomo sapesse con certezza di essere in Grazia di Dio, cadrebbe in una certa negligenza.
Secondo, in se stessa. E’ la conoscenza che proviene dai sensi i quali, appunto, ci danno la massima certezza delle cose. E’ anche la conoscenza che proviene dalla scienza oppure dalla logica o dalla matematica. Anche da questo punto di vista nessuno può sapere con certezza di essere in Grazia di Dio.
Terzo, in maniera indiziale, cioè attraverso certi segni. Da questo punto di vista, uno può sapere di essere in Grazia di Dio se verifica in se stesso la volontà di osservare i comandamenti, se detesta il peccato, se ha il gusto delle cose spirituali. Quando ci sono questi indizi si può sapere di essere in Grazia di Dio. Non c’è la certezza, ma è così.

363. Ci sono delle eccezioni?
Sì, ci sono delle eccezioni. La Beata Vergine Maria, infatti, non poteva non sapere di essere in Grazia di Dio e anche alcuni Santi che, per la grandezza dei doni ricevuti, sperimentarono la certezza della presenza della Grazia.

364. Possiamo sapere di non essere in Grazia di Dio, cioè in peccato mortale?
Alcuni hanno affermato che non tutti coloro che vivono in una situazione oggettivamente irregolare sono in peccato mortale, cioè privi della Grazia Santificante. Ma tale affermazione, oltre che falsa, corrisponde a una auto-assoluzione. Infatti, chi trasgredisce la Legge di Dio (cioè i Comandamenti) in materia grave, con piena avvertenza e deliberato consenso, non può non essere in peccato mortale.
Pertanto, noi non possiamo sapere con certezza di essere in Grazia di Dio ma possiamo sapere, con certezza, di essere in peccato mortale se abbiamo trasgredito la sua Legge.

365. Sono le buone opere a produrre la Grazia?
No, non sono le buone opere a produrre la Grazia perché essa discende da Dio. Semmai è proprio la Grazia che diventa radice e principio di ogni buona operazione. La vita eterna è data per le buone opere ma le buone opere sono dovute alla Grazia di Dio.

366. Senza la Grazia l’uomo è in grado di evitare il peccato?
Senza la Grazia è impossibile che l’uomo rimanga a lungo senza peccare mortalmente.

367. Senza l’aiuto della Grazia l’uomo può risorgere dal peccato?
No! In nessun modo l’uomo può, da se stesso, risorgere dal peccato senza l’aiuto della Grazia. Infatti il peccato, pur essendo passeggero come atto, rimane come colpa e quindi risorgere dal peccato non è la stessa cosa che cessare dall’atto peccaminoso. Nel peccato mortale l’uomo viene privato dello splendore della Grazia e pertanto, da solo, non può tornare al possesso di tale splendore ma ha bisogno di una nuova infusione della Grazia che avviene attraverso la contrizione e il sacramento della Confessione come se si trattasse di infondere nuovamente la vita in un corpo morto. Come dicevano alcuni Santi, senza la Grazia l’uomo è un cadavere che cammina.

368. L’uomo può meritare la vita eterna senza la Grazia?
Gli atti che conducono ad un fine è necessario che siano proporzionati a quel fine perché nessun atto sorpassa la misura del principio attivo che lo produce. Ora, la vita eterna è un fine che sorpassa la misura della natura umana e quindi l’uomo non può meritare la vita eterna senza la Grazia.

369. L’uomo può prepararsi alla Grazia senza l’aiuto della Grazia?
Il libero arbitrio non può volgersi a Dio senza l’aiuto di Dio ma Dio non vuole volgere verso di sè il libero arbitrio dell’uomo se questi non ha deliberato di volgersi.

370. Come si distingue la Grazia?
Si distinguono quattro tipi di Grazia.
Primo, Grazia Santificante. È quella che unisce l’uomo a Dio.
Secondo, Grazia Gratis data. Sono quei doni mistici che Dio concede non per la santificazione di chi li riceve ma per l’altrui santificazione, cioè per l’utilità comune come, per esempio, le stigmate, i profumi, le visioni, le bilocazioni e altre simili.
Terzo, Grazia Sacramentale. È quella legata alla recezione dei sacramenti. Può essere una Grazia transeunte in quei sacramenti che si possono ricevere tante volte oppure permanente in quei sacramenti che si ricevono una volta sola come il Battesimo, la Cresima, l’Ordine Sacro e anche il Matrimonio finchè il legame non viene sciolto dalla morte.
Quarto, Grazie Attuali. Sono quegli aiuti particolari che Dio ci elargisce nella vita di ogni giorno.

371. È Dio soltanto che causa la Grazia?
Il dono della Grazia sorpassa la capacità della natura non essendo altro che una partecipazione alla natura divina. Perciò va escluso che qualcosa che rientra nell’ordine della natura possa causare la Grazia. Come, per esempio, solo il fuoco può infuocare, così solo Dio può deificare l’anima ammettendola nel consorzio della Sua natura divina attraverso il dono della Grazia.

372. In che modo Dio muove il cuore dell’uomo?
Dio non agisce sempre allo stesso modo. Capita talora che Egli muova al bene con una certa gradualità.
Questa è la preparazione che precede la Grazia. Altre volte, invece, lo muove subito e perfettamente al bene e l’uomo riceve immediatamente la Grazia come avvenne a S. Paolo il quale, all’improvviso, mentre era ingolfato nel suo odio e nei suoi peccati, fu mosso perfettamente da Dio e conseguì immediatamente la Grazia.

373. La Grazia viene concessa necessariamente a chi fa quanto è in suo potere?
All’uomo che fa quanto è in suo potere, cioè all’uomo di buona volontà, Dio concede la Grazia, ma non necessariamente. Infatti l’uomo sta a Dio come l’argilla al vasaio. Ora, l’argilla, per quanto preparata, non riceve la forma dal vasaio necessariamente. Dunque neppure l’uomo riceve da Dio necessariamente la Grazia, per quanto vi si prepari.
Inoltre tale preparazione si può considerare sotto due aspetti.
Primo, in quanto appartiene al libero arbitrio. Da questo punto di vista, tale preparazione non implica nessuna necessità al conseguimento della Grazia poiché il dono soprannaturale, in quanto dono, è un atto della libertà assoluta di Dio.
Secondo, in quanto appartiene alla mozione divina. Da questo punto di vista, invece, tale preparazione implica la necessità che la Grazia venga infusa perché l’intenzione di Dio non può fallire. Dio, cioè, non può muovere l’anima verso la Grazia e poi non darla.

374. La Grazia è per tutti gli uomini?
La prima causa della privazione della Grazia è in noi mentre la prima causa del suo conferimento è in Dio che attira a sè tutti gli uomini. Come un oggetto, per la gravità, non può andare verso l’alto se non è sospinto da altre cause, così il cuore umano, che di suo tende alle cose inferiori, non può elevarsi in alto se non viene attratto. Se poi non si eleva, il difetto non dipende dal traente, il quale non si rifiuta a nessuno, ma dagli ostacoli posti da chi viene attratto.

375. La Grazia può essere in uno più grande che in un altro?
Dal punto di vista dell’oggetto, la Grazia non può essere maggiore o minore poiché in Dio non c’è un più o un meno.
Dal punto di vista del soggetto, invece, la Grazia può essere maggiore o minore nel senso che uno può essere illuminato dalla luce della Grazia più perfettamente di un altro.

376. La remissione dei peccati mortali richiede l’infusione della Grazia?
Sì, perché il peccato mortale distrugge la Grazia e dunque non può esserci remissione di tale peccato senza una nuova infusione della Grazia da parte di Dio. È come una respirazione bocca a bocca che Dio fa per infondere nuovamente il suo Spirito Santo.

377. La remissione dei peccati veniali richiede l’infusione della Grazia?
Ogni cosa viene eliminata dal suo contrario. Ora, il peccato veniale non è contrario e non elimina la Grazia ma piuttosto ritarda e appesantisce lo slancio dell’anima per il fatto che uno si attacca troppo alle cose terrene, però senza andare contro Dio. Pertanto, per la remissione dei peccati veniali non si richiede una nuova infusione della Grazia ma basta un moto d’amore dell’anima verso Dio.

378. L’infusione della Grazia richiede un moto dell’anima contro il peccato?
Sì, è necessario che l’anima, con un moto del suo libero arbitrio, abbandoni il peccato e si avvicini a Dio. Questi due moti di allontanamento e avvicinamento corrispondono alla detestazione del peccato e al desiderio di Dio e devono essere simultanei.

379. Per avere la Grazia l’uomo deve detestare continuamente i suoi peccati?
L’uomo mai deve tornare indietro con l’affetto verso i peccati del passato ma deve piuttosto dimenticarli perché il ricordo dei peccati perdonati non è più nella memoria di Dio. Però l’uomo deve ricordarsi sempre di essere peccatore per dare gratitudine e soddisfazione a Dio.

380. La remissione dei peccati mortali e l’infusione della Grazia sono la stessa cosa?
La remissione dei peccati mortali e l’infusione della Grazia si possono considerare sotto due aspetti.
Primo. Nella concretezza dell’atto esse si identificano perché Dio, con un unico atto, dona la Grazia e rimette il peccato come, per esempio, è il medesimo fuoco che toglie il freddo ed emana il calore.
Secondo. In rapporto al loro oggetto esse differiscono essendo due cose diverse la colpa che viene eliminata e la Grazia che viene infusa.

381. L’infusione della Grazia avviene gradatamente oppure è istantanea?
L’infusione della Grazia è istantanea poiché l’opera di Dio contiene una virtù infinita che non ha bisogno di crescita. C’è un ultimo tempo in cui l’anima giace nel peccato mortale e c’è un primo istante in cui viene infusa la Grazia che è istantanea come la luce del sole che entra istantaneamente quando si aprono le finestre.

382. L’infusione della Grazia è la più grande opera di Dio?
Un opera può dirsi grande in due maniere.
Primo, per il modo in cui viene compiuta e, in tal senso, l’opera più grande è la creazione nella quale c’è la produzione di tutte le cose dal nulla.
Secondo, per la grandezza di ciò che viene compiuto. Da questo punto di vista è più grande l’infusione della Grazia la quale termina nel bene eterno della visione beatifica mentre i cieli e la terra sono beni mutevoli che un giorno finiranno.

383. L’infusione della Grazia è un opera miracolosa?
È miracoloso tutto ciò che supera la natura. Sotto questo aspetto, l’infusione della Grazia non è miracolosa perché l’anima è, per natura, capace di conoscere e amare Dio, cioè capace della Grazia.
Sotto un altro aspetto, invece, si può dire che è miracolosa perché tutto ciò che solo Dio può compiere è miracoloso.

384. L’infusione della Grazia avviene per mezzo degli angeli?
L’ufficio angelico è quello di proteggere l’uomo da tutti i pericoli della vita, illuminandolo con le sante ispirazioni e parando gli assalti dei demoni. Gli angeli presentano a Dio le preghiere e le opere buone degli uomini e portano a questi le Grazie attuali. Ma infondere la Grazia è una prerogativa divina perchè è come dare la vita a un morto e questo può farlo solo Dio.



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