Chiacchierata col Guelfo Rosa:

RS: Quanto è che non ci sentiamo?

GR: Un po’, ma non sono andato lontano. Come sapete faccio parte di quelli che – per il governo – sono esclusi “dalla vita sociale”.

RS: Sentito di Ratzinger?

GR: Sì, ma vi dico la verità: è un’operazione che mi piace poco. In questi anni sul ratzingerismo, sulle sue contraddizioni e sui suoi disastri, abbiamo parlato chiaro; sul suo essere un non-tradizionalismo e un neomodernismo sgangherato abbiamo perfino gridato; nella Lettera aperta a Joseph Ratzinger, per il bene di tutti gli abbiamo snocciolato una parte dei suoi pasticci. Sarebbe comodo oggi salire sul carro delle scimmie urlatrici che gli inveiscono contro tra insinuazioni e conformismo un tanto al chilo, sarebbe comodo appunto ma non siamo qui per questo. Premetto che so poco della vicenda ma so abbastanza per vedere alcune storture. Tra l’altro il merito giudiziario sposta poco rispetto alle conclusioni che già si possono trarre.

RS: Cosa lascia perplessi?

GR: I tempi, i modi e il contesto.

RS: Partiamo dai tempi, allora.

GR: Ratzinger non gestisce più quella diocesi da 40 anni e a breve ne compirà 95. I fari che si riaccendono improvvisamente dopo decenni mi lasciano sempre perplesso: le cose vecchie sono molto difficili da ricostruire con esattezza (non a caso l’istituto della prescrizione, almeno nei reati a cui si applica, si ispira anche a questa difficoltà). Poi c’è l’età: un novantacinquenne cosa può offrire in termini di giustizia se non un turbolento tramonto della vita? L’Emerito ha risposto alle accuse, ma cosa ci si aspetta di più?

RS: I modi.

GR: La caciara mediatica lascia ancora più dubbiosi. Il valore della notizia quale sarebbe? Che forse 40 anni fa da vescovo ha sbagliato delle mosse? Che ci sono voluti 40 anni per arrivare al punto? Perché poi tutti questi titoloni, non si capisce. Qualche tempo fa [vedere: Che cosa sa Ratzinger (o i vertici vaticani 2011-12) della fine di Emanuela Orlandi?] un celebre magistrato come Capaldo ha detto che sotto l’amministrazione Ratzinger c’era chi a nome di non meglio precisate alte sfere vaticane aveva avviato una trattativa per aiutare il ritrovamento del corpo di Emanuela Orlandi, il fratello nella stessa trasmissione ha lasciato intendere (in prima serata) che Ratzinger potesse sapere. Vero? Falso? Difficile dirlo ma non parliamo degli anni ‘70, parliamo del 2011-2012, e non di un vescovo ma di un ”Papa in carica”, tra i coinvolti nella vicenda non discutiamo di passanti ma di un importante inquirente e del fratello della vittima, di un incontro in procura, non al bar. Sentito più nulla? Visto qualche titolone sui grandi giornali? Ancora: posto che tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio (e pure oltre col beneficio del dubbio), perché nessuno si agita tanto su altre questioni controverse e recenti – parliamo in buona parte dell’attuale amministrazione vaticana – ad esempio quelle citate in Galleria Neovaticana di Marco Tosatti? Si potrà dire che il libro tratta una serie di questioni ombrose e discusse [vedere qui la nota editoriale del presidente Seveso: Galleria neovaticana: arriva il libro di M. Tosatti (con prefazione di Mons. Viganò e intro di M. Hickson) per RS], insomma mettiamo pure tutti i distinguo, ma il quadro complessivo evidenziato qualche domanda la dovrà almeno porre. Sentito qualcosa? Il coro dei giornaloni? Personalmente ho trovato poco.

RS: Resta il contesto.

GR: Il contesto è quello del grimaldello “pedofilia”, fondato su diversi fatti reali (seppur molto minori di quanto sbandierato) ma usato pure per secondi fini: ovvero “smantellare la struttura” patriarcale della Chiesa. Il tutto avviene mentre in Germania galoppa il “cammino sinodale” e mentre in Francia il discutibilissimo Rapporto Sauvé lascia intendere di voler riscrivere l’identità del Cattolicesimo.

RS: In effetti, c’è da restare almeno dubbiosi.

GR: Ratzinger va condannato per lo stato disastroso in cui ha lasciato la Chiesa universale, per la sua dottrina contraddittoria, per l’aver rinnovato l’apostasia di Assisi, per aver taciuto quando doveva parlare in difesa della Tradizione e per aver parlato a sproposito troppe volte. Ma gettare un anziano nel tritacarne su fatti antichi, rilanciati da una grancassa mediatica smodata e ipocrita non è quasi mai una mossa eroica.



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Immagine in evidenza modificata: Rose Meierhofer, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons