Volentieri offriamo ai lettori il Capitolo 3 del volume Leggimi o rimpiangilo di padre Paul O’Sullivan O.P., approvato nel 1936 dal Patriarca di Lisbona con il seguente invito: “E’ nostro sincero desiderio che ogni cattolico legga questo piccolo libricino e lo diffonda il più possibile”. La traduzione originale in italiano è dell’amico Ciro Mauriello che gentilmente ce l’ha inviata. Buona lettura!


Il tempo per cui le anime sono trattenute in Purgatorio dipende dal numero delle loro colpe, dalla malizia e deliberazione con cui queste sono state commesse, dalla penitenza fatta o non fatta, la soddisfazione fatta o non fatta per i peccati commessi in vita; e molto dipende ancora dai suffragi offerti per loro dopo la morte. Quello che può essere detto con certezza è che il tempo che le anime spendono in Purgatorio, di norma, è molto più lungo di quello che le persone comunemente immaginano. Riporteremo di seguito alcuni dei molti esempi che sono narrati nelle vite e rivelazioni dei Santi. Il padre di San Luigi Bertrando fu un cristiano esmplare, come ci verrebbe naturalmente da pensare, essendo il padre di un così gran santo. Desiderò anche di diventare un monaco Certosino fino a che non capì che non era la volontà di Dio per lui. Quando morì, dopo lunghi anni spesi nelle pratica di ogni cristiana virtù, il suo santo figlio, pienamente consapevole del rigore della Giustizia di Dio, offrì molte Messe e disse le più ferventi preghiere per l’anima che così tanto amava. Una visione di suo padre ancora in Purgatorio lo costrinse ad intesificare cento volte i suoi suffragi. Aggiunse le più severe penitenze e lunghi digiuni alle sue Messe e preghiere. Eppure, otto lunghi anni passarono prima di ottenere il rilascio di suo padre.
La sorella di San Malachia fu trattenuta in Purgatorio per molto tempo, nonostante le Messe, preghiere e le eroiche mortificazioni che il Santo offrì per lei.
Fu riferito ad una santa suora di Pamplona, che era riuscita a liberare dal Purgatorio molte suore Carmelitane, che molte di queste vi avevano trascorso dai 30 ai 60 anni! Suore Carmelitane in purgatorio per 40, 50, 60 anni! Cosa sarà di quelli che vivono in mezzo alle tentazioni del mondo e con tutte le loro centinaia di debolezze?
San Vincenzo Ferreri, dopo la morte di sua sorella, pregò con incredibile fervore per la sua anima e offrì molte Messe per la sua liberazione. Ella gli apparve a lungo e gli disse che se non fosse stato per le sua potente intercessione, sarebbe dovuta restare in Purgatorio un tempo interminabile.
E’ regola nell’Ordine dei Predicatori quella di pregare per nome per i Maestri Generali nei loro anniversari. Molti questi sono morti da centinaia di anni. Furono uomini particolarmente eminenti per la loro devozione e conoscenza. Questa regola non sarebbe stata approvata dalla Chiesa se non fosse necessaria e prudente. Noi non indentiamo dire che tutte le anime sono detenute ugualmente per un lungo tempo nel fuoco espiatorio. Molti hanno commesso meno colpe e fatto più penitenza. Quindi la loro punizione sarà meno severa. Tuttavia, gli esempi che abbiamo riportato sono molto pertinenti, poiché se queste anime godettero dell’intimità, che videro l’esempio e che condivisero l’intercessione di grandi Santi durante la loro vita e furono assistite dai loro efficacissimi suffragi dopo la morte furono trattenure per così tanto tempo in Purgatorio, che potrebbe non accadere a noi che non godiamo di nessuno di questi meravigliosi privilegi?

Perché una così lunga espiazione?

Le ragioni non sono difficili da trovare: la malizia del peccato è davvero grande. Quelle che a noi appaiono piccole colpe sono in realtà delle serie offese all’infinita bontà di Dio. E’ abbastanza vedere quanto piansero i Santi per le loro colpe. Siamo deboli, potrà essere affermato. Questo è vero, ma poi Dio ci offre abbondanti grazie e rafforza le nostre debolezze, ci dà luce per vedere la gravità delle nostre colpe, e la necessaria forza di conquistare le tentazioni. Se siamo ancora deboli, la colpa è tutta nostra. Noi non usiamo la luce e la forza che Dio così generosamente ci offre; noi non preghiamo e non riceviamo i Sacramenti come dovremmo.
Un eminente teologo saggiamente fa notare che se le anime sono condannate all’Inferno per l’eternità per un solo peccato mortale, non c’è da meravigliarsi se altre anime che hanno commesso innumerevoli peccati veniali deliberatamente, alcuni dei quali sono così gravi che al momento in cui vengono commessi il peccatore a difficoltà conosce se siano veniali o mortali, vengono trattenute per lunghi anni in Purgatorio. Inoltre, possono aver commesso molti peccati mortali per i quali possono aver avuto poco dolore e fatto poca o nessuna penitenza. La colpa è stata rimessa con l’assoluzione, ma il dolore dovuto al peccato dovrà essere ripagato in Purgatorio. Nostro Signore ci dice che dovremo rendere conto per ogni parola oziosa che diciamo e che non lasceremo la prigione fino a quando non avremo pagato fino all’ultimo spicciolo (Matteo 5,26). I Santi commettono pochi e lievi peccati, e tuttavia si addolorano e fanno molta penitenza. Noi commettiamo molti e gravi peccati, e ci addoloriamo poco e facciamo poca penitenza.

Peccati Veniali

Sarebbe difficile calcolare l’immenso numero di peccati veniali che ogni cattolico commette. C’è un numero infinito di colpe di amor proprio, egoismo; pensieri, parole e atti sensuali, in centinaia di forme. Colpe di carità in pensieri, parole e opere; pigrizia, vanità, gelosia, torpore e innumerevoli altre. Ci sono peccati di omissione a cui diamo così poca attenzione. Amiamo Dio così poco, eppure Lui ci da migliaia di motivi per amarlo. Lo trattiamo con freddezza, indifferenza e vile ingratitudine. Lui è morto per ciascuno di noi. Lo ringraziamo mai come dovremmo? Lui rimane giorno e notte sull’Altare, attendendo una nostra visita, ansioso di aiutarci. Quanto poco andiamo da Lui! Lui desidera entrare nei nostri cuori nella Santa Comunione, e noi gli neghiamo l’accesso. Si offre per noi sull’Altare ogni mattina a Messa e dà un oceano di grazie a quelli che assistono al Grande Sacrificio. Eppure siamo troppo pigri per andare al Calvario! Che abuso di grazia!
I nostri cuori sono meschini e duri, pieni di amor proprio. Abbiamo case felici, splendido cibo, abiti caldi, e abbondanza di tutte le cose. Molti intorno a noi vivono nella fame e nella miseria, e noi diamo loro così poco, mentre spendiamo generosamente ed inutilmente per noi stessi. La vita ci viene data per servire Dio, per salvare la nostra anima. La maggior parte dei cristiani, invece, è soddisfatta con dare a Dio 5 minuti di preghiera al mattino, e 5 minuti la sera! Il resto delle 24 ore è usato per il lavoro, il riposo e i piaceri. 10 minuti per Dio, per la nostra anima immortale, alla grande opera che dobbiamo compiere, la nostra salvezza. 23 ore e 50 minuti per questa vita transitoria! E’ giusto tutto ciò per Dio? Potrà essere asserito che tutto il nostro lavoro, riposo e le nostre sofferenze sono per Dio! Dovrebbero esserlo, e allora i nostri meriti sarebbero grandi. La verità è che molti non pensano quasi mai a Dio durante il giorno. Il principale oggetto dei loro pensieri è loro stessi. Pensano, faticano, riposano e dormono per soddisfare loro stessi. Dio ha davvero un piccolo spazio nella loro giornata e nella loro mente. Questo è un oltraggio al Suo dolce Cuore, che pensa costantemente a noi.

Adesso Veniamo ai Peccato Mortali

Molti cristiani sfortunatamente commettono peccati durante la loro vita, ma sebbene li confessino, non danno loro la dovuta soddisfazione, come abbiamo già detto. Beda il Venerabile sembra essere dell’opinione che quelli che spendono gran parte della loro vita commettendo peccati gravi e li confessano sul letto di morte saranno lasciati in Purgatorio fino all’Ultimo Giorno. Santa Gertrude nelle sue rivelazioni ci dice che quelli che commettono molti gravi peccati e non fanno la dovuta penitenza potrebbero non condividere gli ordinari suffragi della Chiesa per un tempo davvero considerevole. Tutti quei peccati, mortali e veniali, accumulati per 20, 30, 40, 60 anni della nostra vita. Ognuno deve essere espiato dopo la morte. C’è qundi da meravigliarsi che le anime debbano restare così a lungo in Purgatorio?


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Immagine in evidenza: Drawing of St. Patrick’s purgatory in the Alsacian manuscript Legenda Aurea, cpg 144 of the University Library Heidelberg, folio 338r. / Dominio Pubblico.