Pubblichiamo una testimonianza del nostro Lorenzo Roselli su Monsignor Luigi Negri, già vescovo di Montefeltro – San Marino e Ferrara, venuto a mancare il 31 dicembre 2021. Solo un lettore prevenuto o radicalmente fellone potrebbe sostenere una forte continuità di vedute tra noi ed il defunto: tante, troppe erano le cose che ci dividevano. Nondimeno ne vogliamo onorare la figura attraverso quella parte della nostra redazione che gli fu più vicina. Una prece. (Piergiorgio Seveso, Presidente SQE di Radio Spada)

Non avere più Monsignor Luigi Negri tra le fila della Chiesa militante è un grandissimo dolore che ci coglie impreparati (assumendo si possa davvero essere preparati alla morte fisica di una persona che si conosce e soprattutto si ammira) e ci lascia atterriti.
Il 2022 inizia con una comunità ecclesiale italiana più povera e certamente ancora più bisognosa di pastori autorevoli. Detto questo, non ci resta che pregare per la sua anima e andare avanti, camminando verso il glorioso traguardo della santificazione come ebbe modo di dire Monsignore stesso nella relazione che tenne al convegno “Unioni civili… e adesso?” organizzato da Ordine Futuro, Sturm und Drang e il Circolo Giovanile San Luigi IX nel settembre del 2016 a Lavello.
Un convegno in cui, ventiduenne, sbarbatello e decisamente impreparato ebbi comunque l’immenso onore di intervenire proprio dopo di lui.
Pur avendolo incontrato di persona in tre occasioni successivamente a quel giorno, non ho mai trovato la forza di ringraziarlo come si converrebbe per quel momento di coraggio; la scelta di presenziare virtualmente all’incontro gli costò diverse pagine scandalistiche e insulti telematici.
Eppure avrebbe potuto tirarsi indietro o sconfessare nei giorni a seguire quella partecipazione ad una conferenza in fondo organizzata da illustri sconosciuti, ragazzini senza arte né parte che lo avevano esposto in una maniera incauta e forse anche eccessivamente impattante per gli stilemi della locandina o il contesto stesso dell’incontro.
Ma non lo fece mai nonostante avesse tutto da guadagnarci.
E forse non vi è nemmeno ragione di stupirsi: solo un anno dopo monsignor Negri, da emerito, benedisse anche le processioni di riparazione per lo scandalo del Pride di Reggio Emilia e Rimini, attirando su di se un’altra feroce ondata mediatica.
Un vescovo che non aveva paura di sfidare il mondo (e quello peggiore, dei grandi media e dei soliloqui da social network) quando c’era da ribadire una verità magisteriale e sostenere dei fedeli che nel loro piccolo volevano metterla in pratica.
Sono stato uno di quei fedeli e non ho mai avuto modo di ringraziarlo a dovere per quel coraggio, forse dovuto ma di certo oggi non scontato.
Per quel che può volare lo faccio ora con questo breve ricordo scritto: grazie Eccellenza.
Grazie di tutto.