Nota di Radio Spada: dal compendio di due importanti libri di San Giovanni Bosco – ovvero il Porta Teco Cristiano e ampie parti de Il Cattolico Provveduto per le pratiche di pietà (qui citato) – le Edizioni Radio Spada hanno tratto il Vademecum Cristiano. Manuale di guerra per essere fedeli a Cristo nella società dell’apostasia, di cui consigliamo fortemente la lettura.


di Alessio Toniolo

“Recita spesso ma con fervore e devozione l’orazione Angele Dei; non lasciare mai di recitarla almeno nelle tue orazioni del mattino e della sera. Pensa qualche volta al tuo angelo, anzi figurati proprio di vederlo alla tua destra con aria di paradiso. Questo pensiero e queste riflessioni ti saranno di grande consolazione ed insieme di grande incoraggiamento.” Don Bosco.

Tra le tante pietre angolari che sorreggevano la chiesa di Pietro, quella dell’angelo custode è stata forse una delle prime ad essere rimossa e accantonata dalla nuova fede. Non si tratta semplicemente di aver smesso di usufruire dei benefici della sua orazione più potente e “popolare,” ma di aver radicalmente estirpato dal nostro cuore l’angelo che Dio stesso ha voluto mettere al nostro fianco per tutta la durata della nostra vita. Si, perché nostro Padre non solo ci ama a tal punto da crearci a sua immagine e somiglianza, pur lasciandoci liberi di disonorare e macchiare col peccato le candide vesti con le quali lui ci ha cucito, ma ci affida fin dal nostro primo vagito un Angelo. Un Angelo per noi, un Angelo che percorrerà la nostra vita, e che per quanto tetra e peccaminosa possa essere non ci abbandonerà mai. Ecco perché noi pecchiamo due volte, gettando l’ennesimo regalo di Nostro Signore, non solo non lo preghiamo e non lo adoriamo, ma ci dimentichiamo di lui o ne mettiamo in dubbio la stessa esistenza.

È bene rimediare quanto prima a questo errore, è bene comprendere quale fidato alleato lui possa essere per il nostro cammino, e per rimanere in tema, quanto possa farci vivere in maniera più adeguata il tempo della quaresima.

Anche San Giovanni Bosco ci ricorda con tanto semplici, quanto taglienti, parole che se Dio (per nostro malaugurato errore) possa in qualche modo sembrarci lontano, distante, assente e a volte incapace di guardare ai nostri errori e peccati, che il nostro Angelo invece, sta sempre al nostro fianco, e scruta ogni nostra singola azione, il più impercettibile dei sospiri, il primo pensiero con cui spalanchiamo le palpebre al nuovo giorno. Ecco, infatti, che il grande Santo ci ammonisce: “vestiti poi con tutta modestia pensando che il tuo angelo custode ti è ai fianchi e ti vede, e che per ciò devi guardarti che non restino offesi i suoi occhi.” Sapere che non siamo soli, che siamo sorvegliati e certamente anche custoditi durante tutta la nostra giornata, è un fondamentale alleato per rifuggire dagli innumerevoli peccati che la società odierna pone sul nostro cammino.

Il modernismo ha portato una concezione errata ed erosiva del monoteismo cattolico, agendo per sottrazioni ha progressivamente eliminato tutto quello che non coincideva nella figura di Cristo, è divenuto velleitario, deleterio, antiquato e talvolta proibito venerare il grande panorama della santità.

In questa damnatio memoriae vi è finito persino l’angelo custode, quell’angelo tanto elogiato e raccomandato da San Giovanni Bosco, Santo che per grande giubilo modernista è finito per essere una macchietta del “volemose bene,” gettando nell’oblio tutta la sua lotta per la salvaguardia dell’integrità della chiesa e della sua tradizione. Occorre rimanere saldi nella fede (quella vera) non perdere mai le speranze, e affidare le nostre intenzioni e le nostre lotte all’angelo di Dio e al suo grande estimatore, don Bosco.

“La chiesa desidera che noi ricorriamo sovente a questo angelo del signore, che lo preghiamo di cuore affinché illumini la nostra mente a conoscere la bellezza ed il pregio della virtù per seguirla costantemente, e la deformità del vizio per sempre sentirne orrore e guardarcene; affinché ci regga e ci sostenga quando ci vede tentati o sul punto di cadere nel peccato; insomma affinché esso ci governi in tutte le nostre azioni, e così tutte le nostre opere siano indirizzate alla maggior gloria di Dio, e riescano degne di essere da lui scritte nel libro della vita.

Fonte immagine: Pixabay

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