Volentieri offriamo ai lettori questo interessante estratto del IV volume della Storia universale della Chiesa scritta dal Card. Hergenröther (La Chiesa educatrice nella società medievale e l’Impero carolingio). 


Questi principii si ritenevano per costanti nel Medio Evo: 1) L’imperatore e i re sono ministri e rappresentanti di Dio, obbligati al timore di Dio e a severa giustizia, né punto giustificati a tentare cosa contro alla legge divina; 2) l’autorità spirituale superiore alla temporale; 3) quindi anche i principi soggetti al giudizio della Chiesa, ove trattisi di peccati; 4) ambedue le podestà obbligate a cooperare di buona intelligenza alla salute del popolo; 5) il potere temporale da nessun obbligo essere più stretto che da quello di difendere la Chiesa, gl’innocenti oppressi, i deboli, e i privi di ogni soccorso; 6) gli esclusi dalla Chiesa, che si indurissero a lungo nella loro disubbidienza, essere indegni della comunanza civile e delle cariche pubbliche; i proscritti dalla Chiesa, proscritti anche politicamente; 7) la Chiesa ai principi cristiani – cui essa voleva tenuti in sommo onore – volentieri consentiva non poca autorità nei suoi negozi; 8) ma l’arbitraria ingerenza della podestà secolare nell’interno dominio della religione era riprovevole e dannata; 9) I re dovevano più tosto adempire ciò che i vescovi insegnavano; 10) la ribellione contro il re andava punita, come un grave delitto, con le armi spirituali, nominatamente con la scomunica.

L’unione intima fra i due poteri e le obbligazioni del regno cristiano ebbero la loro più piena espressione nella unzione e incoronazione dei re, la quale fu ben tosto rassomigliata alla ordinazione episcopale e celebrata fra cerimonie religiose in tutto conformi al rito della ordinazione. Avanti all’unzione, il re prestava giuramento solenne in cui riconosceva la fede cattolica, prometteva difendere i diritti e le libertà della Chiesa; indi riceveva i simboli del suo potere, dopo una spiegazione del loro significato e corrispondenti ammonizioni. La spada si aveva a trarre solo per la causa di Dio e della giustizia, contro i popoli barbari e nemici del Cristianesimo, non a danno dei principi e delle nazioni cristiane. Gl’imperatori, e in seguito anche le imperatrici, venivano incoronati dal Papa, il quale del resto imponeva talvolta la corona anche ad altri re e regine. Ma d’ordinario la corona di Germania, distinta dall’imperiale, era data da uno dei tre arcivescovi renani, la longobarda dall’arcivescovo di Milano, la francese da quello di Reims. Gli imperatori non avevano diritto a pretendere che ad una presidenza di onore sugli altri sovrani; Ottone ebbe solo per poco una sovranità di protettorato sulla Francia e la Borgogna, laddove Inghilterra e Spagna non mai riconobbero primazia imperiale. Il Papa solo era quegli che, ove la Sede pontificale non discapitava d’autorità per indegni possessori, stava a capo della società europea, quale padre della cristianità. Così quando il duca Nomenoi di Bretagna, rotta la fede di vassallo a Carlo il Calvo, si gettò sul regno di Francia, i vescovi assembratisi in concilio a Parigi l’849, l’ammonirono di cessare dalle violenze, e gli rappresentarono aver lui offesa tutta quanta la cristianità, mentre spregiato aveva l’Apostolico, il vicario di s. Pietro, al quale ha Iddio commesso il primato su tutto il mondo. E già nell’865, Nicolò poteva esaltare Roma quasi una città mondiale, in cui migliaia trovavano un rifugio e la protezione di s. Pietro. Quindi a Reginone il Papa di Roma appariva quale il potente condottiero dei popoli, che infrenava re e tiranni. I principi del pari che i più umili sudditi pellegrinavano di frequente a Roma, la quale perciò divenne una delle più celebri mete di pellegrinaggi. Così Edoardo d’Inghilterra si era stretto con voto al viaggio di Roma; dal quale, per rispetto alle sommosse che minacciavano il suo regno, fu sciolto da Leone IX.

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