Il 27 di marzo, correndo il Sabato Santo il Sommo Pontefice accolse in udienza moltissimi forestieri, fra cui non pochi protestanti. Il S. Padre indirizzò loro il seguente discorso:

Prima di separarci, o miei figli, voglio dirvi una parola, che rimarrà come un ricordo del pellegrinaggio che avete fatto a Roma, per ricevere la benedizione dei SS. Apostoli Pietro e Paolo.
Che dirovvi io, miei figli? Una sola cosa, quella che la Chiesa ci dice oggi stesso: Cristo è risuscitato.
La risurrezione è la prova più grande, più evidente , più gloriosa della divinità della Chiesa Cattolica , e questa prova costituisce la nostra confidenza e la nostra forza. Se Gesù Cristo non fosse risuscitato, la nostra fede sarebbe inutile e senza frutto: ma grazie a Dio, Gesù Cristo è risuscitato.
È ora in cielo circondato da milioni di angeli e di santi, di martiri che gli presentano i loro trionfi, di confessori che gli offrono le loro penitenze, di vergini infine che depongono al suoi piedi le loro corone. E nell’alto dei cieli Egli ricorda i nomi di voi tutti che siete qui, i nomi di quelli che vissero e i nomi di quelli che nasceranno. Li guarda, li presenta al Padre suo, difende la causa di tanti peccatori, perché, o miei figli, peccatori lo siamo tutti e tutti abbiamo bisogno di un avvocato presso l’Eterno Padre, d’un avvocato come Nostro Signor Gesù Cristo, che ci chiama e ci aspetta in cielo. Là, non vi saranno più né pene, né dolori, né lacrime, ma la pace, la gioia, la eterna felicità: là poi saremo tutti beati in Gesù e per Gesù.
Ma per ottenere questa grazia suprema, ah! miei figli, bisogna meritarla. Siamo tutti cristiani , eppure, bene spesso non viviamo da cristiani. Parecchi anzi, tra quelli che diconsi cattolici, non vivono né da cristiani, né da cattolici, quando si allontanano dallo spirito della Chiesa, quando non rispettano i suoi ministri e trascurano i suoi Sacramenti.
A voi, signore, poiché io qui veggo molte donne, a voi dirò di pregare: perché fin d’allora, voi foste scelte per attestare la risurrezione di Nostro Signore. Voi per le prime ne avete visitato il sepolcro; per le prime avete portato degli aromi alla tomba di Gesù Cristo. È risuscitato, e voi per le prime ne avete sparsa la notizia. A voi, donne, spetta il più bell’incarico, quello di portar aromi a Gesù Cristo. E questi aromi che cosa sono? sono le buone opere, le buone preghiere. Che sareste voi senza le buone opere e le preghiere? La grazia é ingannatrice, la bellezza è vana, e solo la donna, che teme Dio vive eternamente. Affaticatevi adunque nell’accrescere i vostri meriti. Fate che Dio guardi la vostra vita: e al venir della morte, Dio vi stenderà le braccia e vi trasporterà nel suo paradiso, vicino al Nostro Signor Gesù Cristo.
Agli uomini che mi ascoltano io dirò: siate cristiani, vivete da cristiani, cosi che l’anima vostra possa lodare e benedire Dio per tutta l’eternità. Pregate, pregate; io prego con voi, e a tutti dò la mia benedizione: la dò alle vostre famiglie, ai vostri amici, all’intera società. Ah! preghiamo insieme, preghiamo per l’umana società cosi agitata e scossa, che cerca la pace e non la trova, né la potrebbe trovare che in seno a Dio. Ha bisogno di preghiere questa società sconvolta, ed a lei, come a voi, impartisco la mia benedizione in nome di Dio pel tempo e per l’eternità.

Una corrispondenza, alludendo a questo discorso diceva che « non solo i cattolici, ma gli stessi protestanti ne furono profondamente commossi. 

Fonte : La Parola di Pio IX, ossia raccolta di discorsi e detti di Sua Santità dal principio del suo pontificato sino ai nostri giorni pel Sac. Antonio Marcone, Serie seconda, Genova, Direzione delle Lettere Cattoliche, 1871, pp. 116-118.



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