Il sabato santo (16 aprile 1870) il Sommo Pontefice ricevette al Vaticano nella galleria delle Carte Geografiche un gran numero di forestieri, a quali indirizzo il discorso seguente:

Io vedo qui radunata molta gente venuta a chiedere la benedizione del Vicario di Gesù Cristo; io son uso a impartirla sempre in questi giorni. Ma prima di benedirvi, fedele alla mia abitudine, vi dirò alcuna parola che vi sia di ricordo e di profitto all’anima.
Il ricordo d’oggi io lo trovo al termine delle feste e delle cerimonie della settimana santa; in questo tempo abbiamo celebrati i misteri della passione di Nostro Signor Gesù Cristo. Allorché egli era sul Golgota, appeso all’albero, ha pronunziata una parola degna del Figlio di Dio e del fondatore della religione cattolica, e che si è impressa nella mia anima e nel mio spirito: Consummatum est! È consumato, da una parte, ogni ritrovato della malizia, l’ingratitudine e il sacrilegio degli uomini. È consumato dall’altra parte, il mistero dell’amore e della carità, il mistero del Figlio di Dio, morto unicamente per salvare gli uomini e aprir loro il cielo: Consummatum est!
È consumato tutto quanto avevano predetto di lui le profezie. In una si diceva alle figlie di Gerusalemme: venite a vedere il vostro re colla sua corona. Ebbene! egli ha avuta la corona di spine.
Un altro profeta aveva detto: Foderunt manus meas et pedes meos, et dinumeraverunt omnia ossa mea. Essi hanno ferito le mie mani, hanno squarciato i miei piedi, hanno conficcato due chiodi ne’ miei piedi e nelle mie mani.
Tutte le profezie sono compiute: Consummatum est! È consumato!
Ecco sopra di che dobbiamo interrogarci, ed io deggio interrogare me stesso.
Allorché saremo giunti alla nostra ora suprema, allorché saremo giunti all’ultimo giorno, voi, madri e padri di famiglia, potrete ripetere: Consummatum est! Ed io, ho io soddisfatto ai grandi doveri di Vicario di Gesù Cristo? Ho io fatto tutto ciò che mi era possibile per resistere ai nemici della Chiesa, di questa S. Sede, della società, della morale, della verità?. Non lo so, ma sento nell’animo che Dio è buono e m’abbandono alla sua misericordia infinita: confido che un giorno Pietro mi si rivolgerà dicendo: Orsù, vieni …
In quell’ora fatale, padri e madri, potrete dire: tutto è consumato? Avete fatto voi quant’era di necessità per nutrire i figli vostri nei sentimenti della pietà? Allorché la loro intelligenza si schiudeva alla comprensione, avete pigliata la loro mano destra e portatala alla fronte, al petto, alle spalle, dicendo: Ecco il segno della salute e della redenzione, il segno della croce? Vi siete loro dati in esempio, non a parole soltanto, ma coi fatti, da veri cattolici praticanti?
Ancora un altro segno di Gesù Cristo: prima di morire chinò il capo, inclinato capite tradidit spiritum. Abbassò il capo prima di consegnare l’anima divina al Padre suo; e siccome tutta la vita del Figlio di Dio è per noi scuola ed esempio, ci insegna anche di abbassare la fronte per poter porre con maggior confidenza l’anima nelle mani dell’eterno Padre.
Ah si, miei figli, è d’uopo disarmare l’orgoglio, la vanità, la superbia!
La Vergine ci ripete sempre col suo canto: Humiliavit superbos et exaltavit humiles.
L’orgoglio, miei cari, è il peccato del secolo. Ciascuno vuol dare pareri, ma a suo modo; ciascuno vuol immischiarsi degli affari di Chiesa, e poi non si vuol prestare obbedienza né a Dio, né alla sua Chiesa, né al suo Vicario: è l’orgoglio, la vanità, la superbia. Eppure: Humilia respexit Deus. Sempre con Dio nell’umiltà e nella modestia: allora si daranno esempii di buoni genitori, allora si compiranno gli obblighi verso la famiglia e verso la società. Noi saremo amici di Dio, non per altro che per l’umiltà; e la benedizione che vi do, vi confermi in questa virtù.
Il Padre vi benedica, il Figlio vi benedica, lo Spirito Santo vi benedica: e questa benedizione siavi di consolazione in vita, di sollievo nell’ora della morte, sia pegno della vostra salvezza in cielo.
Benedictio Dei etc.

Fonte : La Parola di Pio IX, ossia raccolta di discorsi e detti di Sua Santità dal principio del suo pontificato sino ai nostri giorni pel Sac. Antonio Marcone, Serie seconda, Genova, Direzione delle Lettere Cattoliche, 1871, pp. 167-169.



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Immagine: Il Santo Cristo di Lepanto (da esglesia.barcelona)