Si dice che le liturgie nuove non siano da addebitarsi al Vaticano II, che ci ha dato la costituzione “Sacrosantum Concilium“, ma al Consilium diretto da Bugnini.
Lo proclamano cori di conservatori e tradizionalisti. Lo protestano in faccia a coloro che li accusano di rigettare il Concilio Vaticano II per le loro “critiche” al Novus Ordo Missae, o meglio ai suoi abusi.
Peccato che Bugnini, che lavorava in Vaticano dal 1948 (regnate Pio XII), sopraintese a creare quel pastrocchio anfibologico della costituzione sulla liturgia, ben sapendo che questa l’avrebbero poi applicata lui e lui sua cricca filoprotestantica, sotto il compiaciuto sguardo di Paolo VI.
Lo stesso Paolo VI che ci assicura tutti che la sua messa è in linea col Concilio, in linea con la Sacrosanctum Concilium.
Giova citare una frase di mons. Henri Jenny, membro della commissione conciliare sulla liturgia e del “consilium” per la riforma liturgica:

“Le conseguenze saranno considerevoli per alcuni principi adottati … ho avuto l’impressione che, sotto le apparentemente innocue espressioni del paragrafo, potremmo porre delle bombe a orologeria”.

E parlava – nel 1963! – a riguardo della riforma del Canone Romano!
Quindi tutto ha origine nel Concilio, come da causa prossima.

Per capire meglio questa forte affermazione, basti leggere i seguenti articoli:

🔴 Il dramma liturgico del Cardinale Gaetano Cicognani

🔴 I 50 anni della nuova messa: la costituzione Sacrosantum concilium

🔴 Sacrosantum Concilium’. Il prologo della rivoluzione liturgica (1)

🔴 Sacrosantum Concilium’. Il prologo della rivoluzione liturgica (2)


[1] JENNY HENRY, Le travail de la Commission conciliare de la Liturgie, in Questions Liturgiques et Parroissiales 44 (1963), p. 106 cit. in ANTHONY CEKADA, Frutto del lavoro dell’uomo. Una critica teologica della messa di Paolo VI, CLS, 2019, pp. 138-139.



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fonte immagine titus.com