Volentieri presentiamo ai lettori questo importante estratto del V volume della Storia universale della Chiesa scritta dal Card. Hergenröther – L’apice della potenza ecclesiastica-politica dei Papi, le Crociate, la Scolastica. Ovviamente non esaurisce tutto l’argomento degli ordini religiosi di cavalieri ma offre molti spunti utili.


La prima crociata fu cagione che unendosi la cavalleria col monachismo, ne sorgessero due grandi ordini religiosi di cavalieri, i quali poi ebbero la più alta importanza nella difesa del cristianesimo contro i mussulmani. Fino dal 1048, alcuni mercanti di Amalfi avevano edificato presso il Santo Sepolcro una casa a ricovero dei pellegrini infermi, alla quale indi a poco seguì  un’altra con una cappella dedicata a s. Giovanni. Goffredo di Buglione arricchì di molti beni questa fondazione così utile. Quindi sorsero i frati ospitalieri di s. Giovanni Battista, che avevano per superiore Gerardo; si dedicavano con fervore alla cura degli infermi e proteggevano i pellegrini nel viaggio di Gerusalemme. Essi furono eretti in congregazione da Pasquale II nel 1113 ed ebbero assai tosto varie case in Siria non meno che in Europa. Il secondo custode, Raimondo del Puy, diede ai frati ospedalieri la prima regola (1118-1120).

Innocenzo II nel 1130 approvò l’istituto, dal quale una parte, col nome di Ordine di san Lazzaro, si separò e si dedicò al servigio dei lebbrosi e degli infermi. L’ordine dei giovanniti era  da principio un ordine ospitaliero e cavalleresco; esso accoppiava alla lotta contro gli infedeli e alla protezione dei pellegrini anche la celebrazione dell’ufficio divino e la cura degli infermi: era governato dal gran maestro dell’ospedale, assistito da altri dignitari; e a lui sottostavano i capitoli. I religiosi portavano abito nero, con una croce bianca sul petto, e sui loro vessilli una croce rossa. A poco a poco il servigio degli infermi cedette il primo luogo alla cavalleria. Molti figli di nobili entravano in quest’ordine, ed esso si acquistò grandi meriti nella difesa di Palestina[i].

Intorno al 1119-1120, nove cavalieri francesi, tra i quali Ugo de Payns (de Paganis) e Goffredo di s. Omer, si riunirono a vita comune in Gerusalemme e oltre i voti monastici si obbligarono ancora alla protezione dei pellegrini. Ugo fu loro primo gran maestro. Il re Baldovino II lasciò ad essi una parte del suo palazzo e un luogo libero vicino al tempio di Salomone, onde poi ebbero nome di templari, frati del tempio, cavalieri del tempio. Egli poi cercò di indurli prima di tutto alla difesa di Terra Santa. Essi erano da principio assai poveri, senza regola ferma e ben poco numerosi. Ma due cavalieri e poi lo stesso gran maestro vennero in Francia per ottenere l’approvazione del Papa e l’appoggio dell’Occidente. Nel sinodocelebrato del 1128 a Troyessotto la presidenza del cardinale Matteo di Albano, essi furono approvati ed ebbero la regola composta da s. Bernardo,  alla quale Stefano patriarca di Gerusalemme fece delle aggiunte. Poco dopo, per un decreto del capitolo presero un abito biancoda religiosi, al quale Eugenio III aggiunse la croce rossa. S. Bernardo, fu grandemente sollecito a difendere il novello ordine e s’ingegnò, non senza gran frutto, di trarre ad esso i nobili giovani, che occupavano il loro tempo nella caccia e nei tornei. A breve andare l’ordine fu arricchito di molte fondazioni ed ebbe in Europa sempre maggiore incremento. Il suo ordinamento nella sostanza era il medesimo che quello dei giovanniti[ii]. Ambedue gli ordini ebbero dai Papi grandi privilegi, e anche l’esenzione dai vescovi. Questa alle volte degenerò in abuso; onde l’undecimo concilio ecumenico, nel 1179, c. 9, proibì ogni attentato contro i diritti dei vescovi. Appresso, fra i due ordini si accesero lunghe controversie; le quali poi furono composte per la maggior parte con l’accordo fra essi concluso e da Alessandro III approvato (9 agosto 1179), sebbene non si potesse fare che più tardi non risorgessero[iii].

Ai due più antichi ordini cavallereschi un altro se ne aggiunse, al tempo della terza crociata. Durante l’assedio di Tolemaide (1190), alcuni cittadini di Brema e di Lubecca, al fine di sovvenire alle necessità dei pellegrini tedeschi, i quali non potevano così facilmente farsi intendere né aiutare nei loro bisogni, come gl’italiani e i francesi, fondarono un ospedale nel campo e ne confidarono la direzione al cappellano Corrado e al camerlengo Burcardo, ministri di Federico. Quindi sorse di poi nella città stessa l’ospedale di s. Maria dei tedeschi in Gerusalemme, così detto perché si sperava tra breve di potere istituire una simile casa nella santa città. E così si formò, prendendo a modello i giovanniti e i templari, un nuovo ordine cavalleresco, dei cavalieri teutonici o mariani. Il primo gran maestro fu Enrico Walpotdi Bassenheim. L’abito era un mantello bianco con una croce nera. Clemente III prese tosto l’ospedale dei tedeschi nella sua protezione (6 febbraio 1191), Celestino III confermò la loro associazione, Innocenzo III la riconobbe come ordine cavalleresco (19 febbraio 1198) e Onorio  III accordò loro i privilegi dei giovanniti e dei templari.

L’ordine crebbe rapidamente fino a duemila membri e si illustrò segnatamente nella presa di Damietta, nell’anno 1219. Ma ben tosto esso trovò un altro campo di attività nella lotta contro i prussi ancora pagani: e nel 1238 si unì coll’ordine dei cavalieri di Spada, sorto in Livonia nel 1202. Con tutto ciò prese parte, anche in seguito, alle spedizioni di Palestina[iv].

Conforme al modello di questi, altri minori ne sorsero fra simiglianti circostanze in Spagna e in Portogallo. Nella Spagna: 1) l’ordine di Calatrava fondato dall’abate cisterciense Raimondo, a  cui il re Sancio III di Castiglia fece dono della città, onde prese il nome[v]; 2) l’ordine di s. Giuliano de Pereyro fondato da due cavalieri nel 1156, e approvato nel 1176 dal re di Leon e poi dal Papa[vi]; 3) l’ordine della milizia di s. Giacomo, istituito nel 1170 in Leon a fine di proteggere i pellegrinaggi diretti a Compostella[vii]. In Portogallo poi l’abate cisterciense Giovanni Cirita nel 1162 fondò l’ordine dei cavalieri di Evora (città loro donata dal re Alfonso I) ovvero di Avis (dalla fortezza di questo nome edificata nel 1181), al fine di combattere contro i mori, difendere la religione, esercitare le opere di misericordia, obbligandosi puramente ad osservare la castità coniugale[viii]. Un altro ordine, detto dell’ala (di s. Michele), fu istituito nel 1116 da Alfonso stesso, che lo sottopose alla vigilanza dell’abate di Aleobacia e proibì ai cavalieri le seconde nozze[ix].

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[i] Ord. Hospitalis S. Ioann. Bapt. Statuta, ap. Holstein, Reg. mon. II, 444. Privileg. Ord., ap. Mansi l. c. XXI, 780 s.

[ii] Ordo templatius S. equites Templarii: Holsten. l. c. II. 429. Mansi l. c. XXI, 305, 357, 359 s. Bernard., Tract. de nova militia, exhortatio ad milites templi; Ep. 31, 173, 392. La regola fu compilata da s. Bernardo, conforme alle prescrizioni del concilio, e accresciuta di nuove aggiunte da Stefano, patriarca di Gerusalemme. Cfr. Schnurer, v. sopra.

[iii] Privilegi concessi da Anastasio IV, Costit. Christianae fidei religio 1154, e da Alessandro III, Costit. Omne datum optimum 1162, ap. Mansi l. c. XXI, 780 s. Usurpazioni commesse dagli ordini, Guill. Tyr., Belli sacri historia l. XVIII, 3, 6-9; l. XX, 36. Concil. Later. III, c. 9, ap. Mansi l. c. XXII, 222. Innoc. III, Epist. 1. X, Ep. 121 ad Mag. milit. Templi, dell’anno 1208. La pace fra il gran maestro dei giovanniti, Rogero de Moulins, e il gran maestro dei templari, Ottone di S. Amando, fu confermata da Alessandro III nel 1179, ep. 1429 (Migne l. c. CC, 1243 s.). Cfr. Biedenfeld, Gesch. und Verfassung aller geistlichen Ritterorden. 2 voll. Weimar, 1841.

[iv] Koch, Hermann von Salza, Meister des deutschen Ordens. Leipzig, 1885.

[v] Di Calatrava, Alessandro III nel 1164 al maestro Garcia, Ep. 273 (Migne l. c. p. 310); Greg. VIII nel 1187 (Jaffé l. c. n. 16035).

[vi] Di s. Giuliano, dopo il 1218 «Ordo de Alcantara» (Manriquez. Annal. Cisterc. IV, 570). Gregor. IX. (Potthast. l. c. p. 688, 772, 842, 894 s.). I membri, ancorchè laici, osservavano i voti monastici, finchè nel 1540 Paolo III consentì loro di ammogliarsi, e solamente impose la «obedientia, castitas coniugalis et conversio morum».

[vii] Cavaleria de S. Jago de la Spada, approvata nel 1175 da Alessandro III, ep. 1183 (Migne l. c. 1024-1030), da Onorio III (Potthast l. c. p. 614), da Innocenzo IV, 1246 (ibid. p. 1039). Lippert, Des Ritterordens von Santiago Tatigkeit fur das Heilige Land. Innsbruck, 1890.

[viii] Milites Evorae s. de Avis, Ordo Avisius, regola di Giovanni Cirita (Migne loc. cit. CLXXXVIII, 1669-1672).

[ix] Militia de Ala, milites S. Michaelis. Regola ibid. p. 1674 s. Cfr. Hist. des Ordres militaires. 4 voll. Amsterd. 1721. Militia s. Ord. Cisterc. auct. Henriquez. Antwerp, 1630.


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