da Il mese di giugno consacrato al sacro cuore di Gesù (Roma, 1877) del padre Francesco Vannutelli della Compagnia di Gesù

Punto I. Tutta la legge di Gesù Cristo si compendia in questa parola, diliges, tu amerai. Oh! legge dolcissima degna di un Dio che la dà e dell’uomo che la riceve. Colui che fece il cuore dell’uomo, sa bene che non v’è legame sì forte per avvincerlo come l’amore. Egli ha è vero imposte a noi molte obbligazioni, ma tutte si riassumono in questa. Tu amerai, ch’è appunto il precetto di Gesù Cristo per eccellenza. Hoc est praeceptum meum ut diligatis (Joann. 15. 12). Il mio precetto il mio comandamento è questo, amare me, e amarvi tra voi, come io stesso vi ho amato, ed a questo segno vi riconoscerò per miei discepoli, colui che ama ha adempito tutta la legge. Qui diligit … legem implevit (ad Rom. 13. 8). O Gesù come ricambiarvi potremo dell’averci comandato di amarvi? Sarebbe stato già molto che ce lo aveste solo permesso, vi diremo col santo Dottore Agostino, ma che ne abbiate dato un assoluto comando, è questo un eccesso di bontà che tutto si deve ascrivere al vostro amoroso Cuore.

Punto II. Considerate che se tutti i nostri doveri, le nostre fatiche, i nostri combattimenti, le nostre vittorie, si riducono all’acquisto di questo unico bene, cioè del divino amore, è per noi assai agevole l’ottenerlo, giovandoci di un mezzo facile, soave e sicuro. Questo mezzo è la devozione al S. Cuore di Gesù. È Gesù Cristo stesso che di sua bocca ce ne dà la parola. Io ti prometto, Egli disse alla B. Margherita , che il mio Cuore si dilaterà per diffondere in copia i divini influssi del suopra coloro che lo onoreranno. E altrove. Questa devozione farà pascere l’amore nei cuori più duri, ed infiammerà i meno ferventi. Ne è difficile intendere che questo debba infallibilmente esserne il frutto, poiché tutto in essa respira amore. Il suo oggetto è il Cuore di Gesù infiammato di amore, il suo fine è risarcire gli oltraggi fatti al suo amore si mal corrisposto, i suoi esercizi sono atti di purissimo amore. Essa richiama alla considerazione tutto ciò che può infiammare in noi questo amore, cioè la memoria della carità e de’ benefici di nostro Signore, specialmente nella divina Eucaristia, e nella dolorosa passione che per noi sostenne, misteri che con tutta verità furono chiamati dai santi la scuola del divino amore.

Punto III. Se dunque l’acquisto e l’accrescimento in noi del divino amore è il frutto che noi coglieremo da questo albero della vita piantato nel giardino di chiesa santa, voglio dire dalla divozione al santissimo Cuore di Gesù, risolviamoci di adoperarci per quanto ne sarà possibile a farne tesoro. Quest’amore divino conserverà sempre le nostre anime nella grazia e nella amicizia di Dio, essendo impossibile amare una persona sinceramente ed offenderla ad un’ ora stessa , questo ci farà accumulare molti meriti per il cielo, poiché tutto ciò che si fa per amore è per le anime nostre un nuovo acquisto di grazia, questo ci darà forza per praticare gli atti delle cristiane virtù, che pure esigono una continua annegazione di noi stessi, non essendo duro anzi piacevole il soffrire per una persona che si ama, questo ci darà una ferma fiducia di conseguire la felicità eterna del paradiso , secondo la promessa di Gesù Cristo che leggiamo nel vangelo di S. Giovanni: se alcuno mi ama , il mio padre lo amerà, ed io stesso lo amerò e mi manifesterò a lui. Qui diligit me, diligetur a Patre meo, et ego diligam eum, et manifestabo ei meipsum (Joan. 14: 21). Questi e molti altri beni conseguiremo con accendere in noi il bel fuoco del divino amore mediante la pratica della devozione al sacro Cuor di Gesù. Dunque risolviamoci a farne acquisto, e siccome il bene come dicono i filosofi tende a diffondersi anche negli altri, cosi noi adoperiamoci a propagarla per potere giovare alle anime de’ nostri prossimi e procurare loro, uno spirituale vantaggio di tanto momento.



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Fonte immagine: beweb.chiesacattolica.it