di san Giovanni Bosco

Paolo era condannato a morte perché aveva oltraggiato gli Dei; per questo solo titolo era permesso di tagliare la testa ad un cittadino romano. Bella colpa! essere riputato empio perché in luogo di adorare i sassi ed i demonii si vuole adorare il solo vero Dio e il suo figliuolo Gesù Cristo. Dio gli aveva già prima rivelato il giorno e l’ora della sua morte; per la qual cosa provava una delizia già tutta celeste. Cupio, andava esclamando, cupio dissolvi et esse cum Christo. Desidero di essere svincolato da questo corpo per unirmi a G. C. Finalmente da una masnada di sgherri egli fu tratto di prigione e condotto fuori di Roma per la porta che dicesi di Ostia e facendolo camminare verso una palude lungo il Tevere, giunsero ad un luogo chiamato acque Salvie circe tre miglia lontano da Roma.

Raccontano che una matrona, chiamata Plautilla, moglie di un Senatore Romano, al vedere il santo Apostolo malconcio nella persona e condotto a morte si pose dirottamente a piangere. S. Paolo la consolò dicendole: non piangere, io ti lascerò tal memoria di me, che ti sarà molto cara. Dammi il tuo pannolino. Ella glielo diede. Con questo pannolino furono al Santo bendati gli occhi prima di essere decapitato. E per ordine del Santo fu da pia persona restituito sanguinoso a Plautilla che lo serbò come reliquia.

Giunto Paolo al luogo del supplizio piegò le ginocchia e colla faccia innalzata al Cielo raccomandò a Dio l’anima sua e la Chiesa; di poi chinò il Capo e ricevette il colpo della spada che glielo troncò dal busto. L’ anima sua volò a trovare quel Gesù che da tanto tempo bramava di godere.

Gli angeli lo accolsero e lo introdussero fra immenso giubilo a partecipare della felicità del cielo. Egli è certo che il primo a cui egli dovette render grazie fu santo Stefano al quale dopo Gesù era debitore della sua conversione e della sua salvezza. 

Il giorno che s. Paolo fu fatto morire fuori di Roma alle acque Salvie fu lo stesso in cui s. Pietro riporto la palma del martirio a pie del monte Vaticano il 29 giugno; essendo s. Paolo in età d’ anni 65. Il Baronio, che chiamasi padre della Storia Ecclesiastica, racconta come la testa di s. Paolo appena tagliata dal corpo grondò latte in luogo di sangue. Due soldati alla vista di tal miracolo si convertirono a Gesù Cristo. La sua testa poi cadendo a terra fece tre salti, e dove toccò la terra zampillarono tre fonti di acqua viva. Per conservare viva memoria di questo glorioso avvenimento fu innalzata una chiesa le cui mura racchiudono queste fontane, le quali ancora oggidì chiamansi fontane di s. Paolo.

Molti viaggiatori (v. Cesari e Tillemont) si recarono sul luogo per essere testimoni di questo fatto, e ci assicurano che quelle tre fonti da loro vedute e gustate hanno un gusto come di latte. In quei primi tempi era grandissima la sollecitudine dei Cristiani per raccogliere e seppellire i corpi di coloro che davano la vita per la fede. Due donne chiamate una Basilissa, l’altra Anastasia studiarono il modo e il tempo di avere il cadavere del santo Apostolo, e di notte gli diedero sepoltura due miglia lungi dal luogo ove aveva sofferto il martirio, a distanza di un miglio da Roma. Nerone per mezzo delle sue spie conobbe l’ opera di carità di quelle pie donne e questo bastò perché le facesse morire troncando loro le mani, i piedi, di poi la testa.



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Fonte: donboscosanto.eu
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