Cari soci, cari amici di Radio Spada,

Ve l’avevo accennato anche nello scorso comunicato: questi nostri resoconti vivono della vita di Radio Spada, ne seguono le fatiche, gli impegni, le onerose attese, le difficili realizzazioni, le affannate e affannose vigilie dove i corpi si consumano e le anime, pur soffrendo, si temprano.

Perciò anche questo conversare tra noi risulta rapsodico, occasionale, tortuoso, irregolare, forse talvolta stentato ma sempre animato dalla stessa indomita e irrefrenabile passione per il cattolicesimo romano e per la purità del Depositum Fidei. Dovete pensarci sempre in guerra, sempre a pianificare operazioni e a tendere agguati in un conflitto asimmetrico dove le battaglie sono difficili e dilanianti, proprio come la crisi della Chiesa che stiamo attraversando e che vive in questi anni una della sue fasi più acute, dolorose e vistose.

Prendeteci quindi così come siamo, quando possiamo e quando riusciamo a riannodare i fili affettuosi e amichevoli della nostra comune militanza. Esattamente per questi motivi, questo nostro comunicato accorpa i mesi di Maggio e di Giugno e vi narra le due grandi gioie che abbiamo vissuto: il sospirato raggiungimento degli ottanta titoli pubblicati per le nostre edizioni Radio Spada e lo svolgimento della settimana giornata di cultura radiospadista a Rubera (RE) il 2 giugno 2022.
Proprio dalla fine volevo partire, dal canto di Rubiera, quel “Noi vogliam Dio” che abbiamo cantato, chi a squarciagola, chi con un tenue filo di voce per la calura, sotto la veranda dell’ottimo Sider Park che ci ospitava. In quel canto vi era tutto il senso della nostra (buona) battaglia, l’estraneità dal mondo contemporaneo, il nostro vivo desiderio di teocrazia diffusa nel nostro piccolo mondo ma anche ovunque vi siamo anime immortali chiamate appunto alla Salvezza, ovvero in tutto l’orbe terracqueo.

Teocrazia quindi, non mera conservazione, non mero “salvare il salvabile”, non semplicemente “salvarsi piccolli tinelli merlettati”, felici strapuntini dove “giocare ad essere nel passato”, dove far finta che “tutto sia come prima”. Questo è il senso della battaglia di Radio Spada, ormai prossima ai dieci anni di vita, testimoniato da una giornata dove finalmente abbiamo potuto ritrovare molti visi e occhi amici che non incrociavamo da anni ma anche incorntrare estimatori, supporter e “fan” che non sapevamo di avere, che non avevamo mai nemmeno sentito nominare e che invece sapevano tanto se non tutto di noi.

Grazie a chi è venuto, a chi sarebbe venuto se problemi di viabilità, impegni pregressi, sfortunate contingenze e invalicabili lontananze non avessero sbarrato il passo. C’eravate anche voi sotto quella veranda meravigliosa dove si alternavano studio, pietà cattolica, odio dell’errore e amore della Verità. Se era ben chiaro il quadro di cattolicesimo romano integrale in cui si è snodata la giornta, era altrettando chiara la volontà di fare discutere gli ingegni cristiani sulle materia libere, disputate e controverse che si presentano agli “homines viatores” nella grande diaspora del cattolicesimo romano.

Il tenebroso conflitto russo-ucraino, lo scontro russo-occidentale, i misteri e segreti di Fatima in relazione all’attualità sono stati oggetto del dibattito del mattino tra Andrea Giacobazzi, Don Curzio Nitoglia e Domenico Savino, senza alcuna concessione a simpatie foziane e scismatiche o a pose superomistiche ma nemmeno senza alcuna concessione ad un filo-occidentalismo servile e retrivo, vera “vergogna della tradizione” se ancora di tradizione si possa parlare.

Nel pomeriggio si è sviluppato il felice esperimento del “caleidoscopio radiospadista” dove vari relatori sono ascesi alla tribuna per brevi ma succosi interventi: il primo è stato l’ottimo Martino Mora che ha presentato il suo ultimo libro uscito dai nostri torchi “L’incenDiario”, introdotto dall’operosa Ilaria Pisa. Ha poi parlato la gentilissima Monica Gibertoni in Negrini che ha trattato della necessità della modestia (muliebre e non) nel magistero di Papa Pio XII, risolvendo alcuni casi pratici legati all’abbigliamento femminle nei mesi estivi. L’avvocato Massimo Micaletti, giunto dal lontano Abruzzo, ha fornito ad un pubblico attento e motivato una breve e efficace rassegna delle battaglie bioetiche in corso, l’amico inseparabile Luca Fumagalli ha invece deliziato la platea su alcuni aspetti della letteratura cattolica inglese e sulle future linee guida della collana “L’osteria volante”. Ha poi raggiunto i rostri per un’invettiva finale Lorenzo Roselli che ha trattato con vigore ed enfasi polemica del recente conflitto russo-ucraino.

Molti coloriture, molte voci, grande varietà di temi uniti dalla medesima battaglia, come tante pietre preziose che, illuminate dalla luce del sole cattolico, assumono talvolta fogge e riverberi inusitati. Tra pochi giorni festeggeremo il nostro decennale e potremo nuovamente intrecciare i nostri percorsi: per ora vi auguro buon completamento dell’Ottava di Pentecoste con l’augurio di poter fruire appieno dei doni del Santo Settenario.

Piergiorgio Seveso

11 giugno 2022, Tempora di Pentecoste



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