Pone me ut signaculum super cor tuum,
ut signaculum super brachium tuum,
quia fortis est ut mors dilectio.

Se si videro alcuni pochi segni prodigiosi nel cuore della B. Chiara di Monte Falco, e della B. Margherita di Città di Castello; in quello di Veronica furono niente meno che 24: cioè una croce latina con una C nella cima dell’asta, nel mezzo della traversa una F, nella punta destra della traversa stessa un V, e nella sinistra una O.
Sopra la Croce v’era da un canto una corona di spine, al lato sinistro di questa una bandiera in asta, che traversava la croce, ed il panno della Bandiera diviso come in due parti, che terminavano in punta, avea nella parte superiore impressa la lettera I, e l’inferiore la lettera m in corsivo.
Verso la cima della Bandiera una fiamma e poi in giù un martello, una tenaglia, ed una lancia con una canna e la figura della sponga [spugna, ndr] sulla cima .
Dal lato destro della croce cominciando dall’alto la figura di una vesticciuola, rappresentante l’Inconsuntile di N. Signor Gesù Cristo, un’altra fiamma, un calice, due ferite, una colonnetta, tre chiodi, una sferza, e sette Spade, con tre altre lettere sparse nel campo del cuore , cioè P. P. V.
Tutti questi segni, tranne il Calice, si trovano descritti nel Processo Informativo dal P. Raniero Guelfi, cominciando dal foglio 206, ove si riporta l’esame di lui nel giorno 26 Settembre 1727,due mesi e mezzo dopo morta Veronica.
Egli poi li riseppe cosi. Avendogli Veronica nel Sabato Santo del 1727 manifestato, secondo l’obbedienza avutane, come a suo confessore che l’era stata scolpita di que’ giorni nel cuore la figura di due fiamme e di una bandiera con le lettere iniziali de’ Nomi SS.mi di Gesù e di Maria, ed avendo egli dalle sue conferenze rilevato che portava altri segni nel cuore, pensò saggiamente di avere in mano un documento autentico di quanto gli disse, da potersi poi riscontrar coll’occhio dopo la morte. Ordinolle dunque in virtù di obbedienza, che mettesse in carta la figura del suo cuore, come l’avea in voce descritto. Ubbidì Veronica, e, siccome non sapea disegnare, servissi dell’ajuto di Suor Florida Ceoli e di Suor Masia Maddalena Boscaini, celando però ad esse ciò che vi era di serio, e rappresentando la cosa come uno scherzo di fantasia e di giuoco. Lo fece dunque su di un pezzo di carta rossa tagliata in forma di cuore, riportandovi sopra i descritti segni intagliati in carta bianca, fuori delle due Fiamme e della parte superiore della Bandiera che fece con altra carta rossa di color più carico. Le nove lettere poi le fece colla penna inchiostrata. Colla stessa penna fece de’ tratti inchiostrati, che collegavano insieme tutti gl’indicati stromenti. Il lavoro fu compito per le Feste di Pentecoste, e consegnato da lei al Guelfi tre giorni prima di essere sorpresa dal colpo apoplettico, ed il Guelfi durante la malattia lo consegnò al Vescovo, munito della sua sottoscrizione e sigillo, che fu riconosciuto dal Guelfi medesimo tanto nell’esame subito nel Processo Informativo, quanto nell’ Apostolico.
Con questa carta autentica concorda esattamente la stampa, che ora di nuovo si è fatta incidere del Cuore di Veronica, e qua si vede riportata per comodo dei Lettori, poiché l’abbiamo tratta dalla copia fedele, che se ne conserva nel Monistero delle Cappuccine fatta da Suor Florida Ceoli, la quale, come si disse, ajutò Veronica nel lavoro originale. In detta copia si trova ancora il Calice, di cui non fa menzione il Guelfi, forse per dimenticanza.

Circa poi i surriferiti Stromenti e Lettere aggiunge il lodato Guelfi ciò, che abbiamo pure da molti altri testimonj legali, che si sentivano più volte muovere con certo risuono sensibile, quando più quando meno chiaro, nell’esercizio delle corrispondenti virtù, e ad ogni cenno dell’obbedienza; e che furono riconosciuti dopo la sua morte.
Allora fatta giudizialmente per ordine del Vescovo Codebò la sezione del Cuore dai Professori Giovan Francesco Gentili Chirurgo e Gian Francesco Bordiga Medico alla presenza di Monsignor Torrigiani Governatore, poi Cardinale degnissimo di S. Chiesa, del Cancelliere Fabbri, dei Sigg. Priore D. Francesco Maria Pesucci, Priore D. Giacomo Gellini, D. Giovanni Falconi, D. Cesare Giannini, del detto Guelli, del Pittore Luc’Antonio Angelucci e di alcune Monache, si rinvennero nell’orecchietta destra del cuore una Croce benissimo formata con sopra la lettera C, una piccola corona di spine, due fiamme, sette segni uniti colle punte a forma di ventaglio indicanti le sette spade, una V, una P, la lancia e la canna incrociate insieme, una bandiera in asta, diviso il panno in due ali colle lettere I m, ed un chiodo col capo aguzzo, come si veggono ordinariamente i chiodi della S. Croce.
Il resto de segni da noi descritti di sopra non fu rinvenuto, perché non si volle dal Vescovo andar innanzi nella ricerca con altre sezioni del Cuore per timore di guastarlo, essendo già 34 ore dalla sua morte, e per non andare troppo in lungo con grave incomodo degli assistenti, e specialmente delle Monache, le quali si vedeano languire a tal vista pel dolore di aver perduta una si santa Compagna e Superiora. Onde dal già rinvenuto persuasi tutti del resto, si si pose fine alla detta funzione.
Or da questi segni legalmente rinvenuti e descritti si formò quella stampa del cuore, che è andata in giro sinora, mancante per altro del totale della verità per le ragioni già dette. L’errore poi di chi formò la suddetta prima stampa consiste in ciò, che i pochi segni trovati nella sola orecchietta destra li sparse per tutta la superficie anteriore del cuore contro la realtà del fatto. Perciò questo rame, non essendo veritiero, si è fatto dal vigilante Postulatore della Causa cancellare, ed imprimere colla nuova incisione detta di sopra.
Prima però, che io chiuda il presente Capitolo, non sarà cred’io discaro a chi legge l’udire, quale fosse il significato delle misteriose lettere e de’ portentosi segni. Lo abbiamo autentico dallo stesso Guelfi, che lo sentì da Veronica stessa, e lo riferisce nella deposizione citata.
Le due lettere della bandiera I ed m Jesus Maria;
C Carità;
F Fede e Fedeltà a Dio;
O Obbedienza;
le due V Umiltà e Volontà di Dio;
le due P Patire e Pazienza;
le due fiamme l’amor di Dio e del prossimo;
la bandiera segno delle vittorie riportate in tutto il corso di sua vita;
le sette spade la partecipazione de’ dolori di Maria.
Il resto quella della Passione amarissima di Gesù Cristo,

Vita della beata Veronica Giuliani, badessa delle Cappuccine in S. Chiara di Città di Castello scritta da Filippo Maria Salvatori, In Roma, MDCCCIII, Presso Lazzarini, pp. 123-126.



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fonte immagine: itreamoribianchi-araldidelvangelo.com