Le sedici carmelitane scalze di Compiègne fanno parte di quella eletta schiera di cattolici massacrati dai rivoluzionari francesi in nome della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. Il loro processo di beatificazione fu introdotto sotto Leone XIII e fu portato a compimento sotto Pio X, mentre la massonica Terza Repubblica Francese conduceva di nuovo un’aspra lotta contro la Chiesa. La loro beatificazione fu celebrata il 27 maggio 1906. Di seguito la traduzione di alcuni stralci del breve che fu letto da un Canonico della Patriarcale Basilica Vaticana durante la solenne funzione.

In alcun tempo mancarono nella chiesa eroi e questi non furono solamente uomini nel pieno della loro età, ma anche donne, vecchie e persino teneri infanti, i quali fra atroci tormenti andarono incontro alla morte e diedero testimonianza di fede cristiana. E ciò non solamente nelle regioni barbare, dove i preconi del Vangelo si sforzano di trarre gli uomini alla verità dalle tenebre e dall’ombra di morte, ma anche presso popoli civili e opulente civiltà. Infatti l’odioso nemico dell’umanità ovunque eccita e muove l’odio delle genti contro i discepoli di Cristo. Così sul finire del diciottesimo secolo Parigi, nel generale sconvolgimento delle cose divine e umane, si arrossò del fecondo sangue dei martiri. Crebbero infatti ivi sempre più le ingiurie scagliate alla Chiesa in nome della libertà, e sotto un regime di terrore, levata di mezzo ogni pubblica dignità alla religione cattolica, profanati gli altari, ora i sacerdoti e le pie vergine claustrali, ora cittadini di ogni ordine furono posti in pericoli di vita e miseramente assassinati. Fra le vittime di questa straordinaria crudeltà spiccarono per il mirabile esempio dato, sedici monache dell’ordine delle Carmelitane Scalze, che già strappate con la forza al convento di Compiègne, patirono morte cruenta per la loro costanza nelle fede e nei voti religiosi. Le venerabili serve di Dio, l’ultimo supplizio delle quali accrebbe lo splendore della Chiesa e impresse sui giudici una macchia indelebile, furono: Teresa di Sant’Agostino, Maria Francesca di San Luigi, Maria di Gesù Crocifisso, Maria delle Resurrezione, Eufrasia dell’Immacolata Concezione, Gabriella Enrica di Gesù, Teresa del Santissimo Cuore di Maria, Maria Gabriella di Sant’Ignazio, Giulia Luisa di Gesù, Maria Enrica delle Provvidenza, Maria dello Spirito Santo, Maria di Santa Marta, Stefania Giovanna di San Francesco Saverio, Costanza Meunier, Caterina e Teresa Soiron, sorelle germane …

Queste venerabili serve di Dio, decoro e ornamento di tutto l’Ordine sacro alla Vergine Madre di Dio del Monte Carmelo … quando quel selvaggio furore contro il nome cristiano massimamente si accrebbe, vergini mite e innocenti, nel mese di giugno del 1794 furono catturate e gettare in carcere. La qual cosa le riempì di sommo gaudio, infatti ancora una volta assieme congregate, ebbero il carcere per monastero e lì, per quanto possibile esercitandosi nella pietà, si animavano vicendevolmente al martirio. Di là invero non molto dopo, il 12 luglio, furono tradotte a Parigi. Doloroso è il dire quanto nel lungo viaggio queste donne furono tormentato. Cariche su scomodi carri, con le mani legate dietro la schiena, circondate da armati e costrette a sopportare le contumelie e le irrisioni della plebaglia, godevano di un solo conforto: che offrendo a Dio somme preci, gli si offrivano in olocausto. Quando giunsero a Parigi, capitale di Francia, di nuovo furono rinchiuse in un orrido carcere, di nuovo costrette ad acerrime molestie, alla fame, alla sete, all’aria pesante e fetida, alla compagnia di uomini malvagi. Ma le eroiche figlie del Carmelo non si persero d’animo e di forze, ché anzi il 16 luglio, vigilia del loro supplizio, celebrano con effusioni di letizia la festa di Nostra Signora del Carmelo, onde ai profani parvero prepararsi più alle nozze che alla morte. Il giorno dopo, tratte a giudizio, senza testimoni e senza difensori, con un processo raffazzonato, furono condannate a morte, ree solamente di essere rimaste fedeli al proprio istituto e di aver con esimia devozione venerato il Sacratissimo Cuore di Gesù. Pubblicata la sentenza è incredibile quanto le monache si rallegrarono per il fatto di essere sul punto di ricevere la corona del martirio. Il cammino dal tribunale al luogo del supplizio, si sarebbe creduta la via del trionfo: infatti le Carmelitane, in profondo silenzio, frammezzo la turba, incedevano con volti lieti e giocondi, grate a Dio di tanto beneficio.

Quando invero vedono la ghigliottina, emettono le loro voci, che si sarebbero unite ai cori degli angeli, e con il massimo del fervore cantano l’inno di invocazione al Paraclito. Così la Superiora, Teresa di Sant’Agostino, imitando l’esempio dei Maccabei, supplica di potere per ultima porre il capo sotto la lama, al fine di incoraggiare le altre moriture. E così quei fiori delicati, redolenti di ogni virtù, vengono ad uno ad uno recisi dal boia e, effuso il nobile sangue, come pregò Teresa, trovarono presso l’Altissimo grazia per i Francesi. Pochi giorni dopo infatti quella sfrenata voluttà di strage si spense sensibilmente e cessò di scorrere quel sangue di cui, uomini empi, avevano inondato quella nobilissima regione. 

La fama di sì glorioso martirio, sparsa in lungo e in largo, rifuse di nuova luce in ragione di segni celesti. Per cui felicemente concluse le investigazioni giuridiche di questa causa, essa fu portata alla Sacra Congregazione dei Riti … Noi, a mezzo del decreto della già ricordata Sacra Congregazione dei Riti dato il 24 giugno 1905, giorno sacro al Precursore, dichiarammo constare del martirio e dei miracoli che lo illustrarono. Rimaneva solo da sapere, come i Venerabili Nostri Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa, membri della suddetta Sacra Congregazione dei Riti chiedevano, se data l’approvazione del martirio, confermato e illustrato da Dio con vari segni e miracoli, in sicurezza si potesse procedere alla beatificazione delle Venerabili Serve di DIo. Questo dubbio fu proposto dal Venerabile Nostro Fratello Vincenzo Vannutelli, Cardinale di Santa Romana Chiesa e Vescovo di Palestrina, Relatore della causa, nella riunione generale tenuta al Nostro cospetto il 14 novembre scorso, e tutti gli astanti, i Cardinali come i Consultori della Sacra Congregazione dei Riti risposero con voto affermativo. Noi invero stimammo doversi reiterare le preghiere a Dio per ottenerCi l’aiuto celeste in un affare di tanta importanza. Infine il 10 dicembre dello scorso anno, giorno in cui la Chiesa celebra Traslazione dell’Alma Casa Lauretana della Beata Vergine Maria, libato il Sacrificio Eucaristico, astanti il diletto Nostro Figlio, Luigi Tripedi, Cardinale Diacono di Santa Romana Chiesa e Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, e il suddetto Venerabile Nostro Fratello Cardinale di Santa Romana Chiesa Vincenzo Vannutelli, e ancora il Venerabile Fratello Diomede Panici, Arcivescovo di Loadicea, Segretario della stessa Congregazione, e il Reverendo Padre Alessandro Verde, Promotore della Fede, dichiarammo potersi procede con sicurezza alla solenne beatificazione delle Venerabili Serve di Dio …

Noi mossi dalle preghiere del diletto Figlio Nostro Francesco Maria Beniamino Richard, Cardinale di Santa Romana Chiesa, Arcivescovo di Parigi, e dei Venerabili Fratelli Arcivescovi e Vescovi delle diocesi cui appartenevano le predette Venerabili Serve di Dio, e ancora di tutta la Famiglia dei Carmelitani Scalzi, con la Nostra Apostolica Autorità, in forza di queste lettere, diamo la facoltà di chiamare Beate Teresa di Sant’Agostino, Maria Francesca di San Luigi, Maria di Gesù Crocifisso, Maria delle Resurrezione, Eufrasia dell’Immacolata Concezione, Gabriella Enrica di Gesù, Teresa del Santissimo Cuore di Maria, Maria Gabriella di Sant’Ignazio, Giulia Luisa di Gesù, Maria Enrica delle Provvidenza, Maria dello Spirito Santo, Maria di Santa Marta, Stefania Giovanna di San Francesco Saverio, Costanza Meunier, Caterina e Teresa Soiron, sorelle germane, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi; e che i loro corpi e reliquie siano proposti alla pubblica venerazione dei fedeli; e le loro immagini sia decorate dei sacri raggi. Inoltre con la stessa Nostra autorità concediamo che di esse si reciti l’officio e la messa del comune delle Vergini Martiri con le orazioni proprie da Noi approvate giusta le rubriche del Messale e Breviario Romano. La recita di questo officio concediamo si faccia entro i confini delle diocesi di Parigi e di Beauvais, e nelle chiese dei Fratelli e delle Sorelle dell’Ordine della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, che sono chiamati Scalzi …

Dato a Roma presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il giorno 13 maggio 1906, anno terzo del Nostro Pontificato. 



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fonte immagine carmeloveneto.it