di Piergiorgio Seveso

Restaurazione

Il 2 giugno 2022 uno dei miei due brindisi a Rubiera alla settima giornata di culura radiospadista era dedicato alla restaurazione del cattolicesimo romano.

Qualche giorno dopo, il 14 giugno, veniva resa nota una conversazione del 19 maggio di Bergoglio con i direttori delle riviste che oggi NOMINALMENTE si richiamano alla Compagnia di Gesù, ove il Pirata si è scagliato contro i “restauratori”.

La cosa pur accidentale mi ha divertito e mi ha fatto riflettere.

Certamente il gran Bucaniere delle Malvinas aveva in mente, quando indicava i “restauratori”, qualche gruppo, qualche vescovo (magari persino diocesano) che, prescindendo dal “superconcilio” del 1962, addobbava il suo piccolo mondo con atteggiamenti e stili preconciliari otto-novecenteschi.

In realtà la Restaurazione, come ci affatichiamo da anni di dire su Radio Spada, è ben altra cosa: non ci riferiamo certamente al Congresso di Vienna che pur potente e ingegnoso, aveva già in sé i germi dei futuri sommovimenti, la politica dell’amalgama, i romanticismi nazionalistici forieri di nuove rivoluzioni.

Restaurazione non è nemmeno “star sopra un albero”, parafrasando Giorgio Gaber, non è certamente costruire una cappellina laterale dove si celebri la messa di San Pio V nella gran cattedrale neomodernista dove si balla e si gozzoviglia,

Non è soltanto (volendo essere chiari e ulteriori) costruire tante chiesine fuori da questa cattedrale, facendo tutto “come prima”, negli spazi antistanti, come tante scialuppe attorno ad un Titanic apparentemente ferito a morte.

Beninteso si tratta di cose tutte necessarie e importanti (taluni amici la chiamano familiarmente la “Missio”) a cui tanti direttamente e in direttamente si affaticano e si sono affaticati (et in Arcadia etiam nos) ma sono solo aspetti di qualcosa di più vasto.

La Restaurazione è e sarà un severo e sanguinoso impasto di elementi spirituali e mondani, religiosi e politici, mistici e militari, un grande colossale e globale “regolamento di conti” ecclesiali di cui forse (e senza forse) ci sfugge portata, estensione e intensione concettuale, una “guerra dei cent’anni” ricca di continui capovolgimenti d fronte e rimescolanze tra sant’uomini e “santa canaglia” ma con un unico grande obiettivo: la Restaurazione del Papato romano e quindi di una piena dimensione ecclesiale cattolica “in ordine”, sia nel regime che nella dottrina.

Forse allora i queruli, lagrimosi, qualche volta pappagalleschi “Fino a quando, Signore?” e “Che pensarne?” ci sermbreranno pallidi riicordi di un’epoca lontanissima. Deus perficiat!

Il richiamo irresistibile delle urne

Non parliamo della facile e deprecabile propaganda cremazionista oggi dominante e dei “templi crematori”, modo gentile della bislingua per dire che si distruggono carcasse d’uomo.

Caduto il rio Dragone, parliamo delle urne elettorali oggi balzate agli onori della cronaca nelle terre del parlar toscano.

Anni a dire male dei “nostri politici”, anni a deprecarne tradimenti, cedimenti e inganni, anni a dire di tutti “voltamarsina” o “servo dei poteri forti” ma poi il richiamo delle urne, di quella strana libertà di mettere fogli colorati in una scatola, fa avvampare i cuori, fa disegnare sulle nuvole scenari e speranze, fa credere l’impossibile.

Ci si polarizza tra “voto utile” e “voto di testimonianza” ma quello che domina è il fascino irresistibile della scatola lignea.

Per una sorta di atarassia ormai decennale, mi tengo ben lungi dall’esprimere pareri, men che mai dal tentare di indirizzare coscienza e decisioni di chi ci legge: una sola preghiera, risparmiateci appelli e contrappelli, “gridi di dolore” e “agende programmatiche”.

Basterebbe vedere il viso compito e serio di Calenda che lancia il suo fronte “repubblicano”, per capire che la democrazia ondeggia tra inanità e delitto intellettuale.

Sia che vi si voti, sia che non vi si voti, non vogliamo essere disturbati dalla vostra immonda cagnara, dalle vostre illusioni e dai vostri illusionismi alla Tony Binarelli (parce sepulto), dalle vostre giacchette di sedicenti esperti e consulenti del Nulla.

A tutti gli uomini e alla signore di buona volontà, comunque vivi incoraggiamenti e buona fortuna.

Radio spada estate

Siamo anche quest’anno entrati nel periodo pienamente estivo del nostro sitoe questo significa, contrariamente ad altri blog o siti, un’intensificazione delle nostre attività, secondo il noto principio dell’inatteso e dell’imprevisto meraviglioso che caratterzza il nostro essere Radio Spada blog.

Mentre voi sarete sotto le fresche frasche (guerre, crisi e pandemie permettendo) in qualche luogo di villeggiatura, sorseggiando chinotti e tamarindi, acque brillanti e gingerini, noi continueremo a garantire l’operatività del sito perchè la Rivoluzione come del resto l’esercizio quotidiano della Fede romana non vanno mai in vacanza (malgrado eventuali altre Vacanze…).

Certamente non mancheranno molti pezzi reminder del passato che tanta soddsfazione ci hanno dato e che tanta edificazione hanno prodotto nei nostri lettori, continuereanno le pubblicazioni devozionali e culturali tra vecchi e nuovi percorsi di apologetica cattolica, tra storia, arte e letteratura.

Ad esempio iil 22 agostro cadrà il quarto anniversario dalla pubblicazione “Rocche, fortilizi e casematte” nella rubrica “Ai piedi del trono vuoto”, pezzo che ci è carissimo, sicut rara margarita, sia per i consensi ricevuti che per gli echi raccolti.

Come bene vedete, Agosto è un mese ricco e fertile per fare del bene e per…radiospadizzare.

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