Il meraviglioso classico di padre F. Sardà y Salvany, “Il liberalismo è peccato”, era ed è troppo attuale, urgente, formativo e fondamentale per chiunque voglia essere e dirsi cattolico integrale, perché non ritornasse fruibile ad una platea il più possibile ampia. Già esaurito in cartaceo da lungo tempo presso di noi, da qualche giorno è nuovamente disponibile.

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Per sollecitare la lettura di questo gioiello della letteratura apologetica abbiamo creduto opportuno riportare la approvazione che gli diede la Sacra Congregazione dell’Indice nel 1887. Il libro infatti suscitò viva opposizione da parte dei liberali spagnoli e un duro dibattito anche all’interno del clero, tale che ci si appellò al giudizio di Leone XIII. Così il 10 gennaio 1887 il Segretario della Congregazione dell’Indice indirizzò la seguente lettera (ASS XX pp. 414-415) al Vescovo di Barcellona, Jaime Catalá y Albosa, ordinario di padre Sardà y Salvany.

EPISTOLA REVERENDISSIMI SECRETARII S. C. INDICIS AD EPISCOPUM
BARCINONENSEM QUOAD OPUSCULUM EI liberalismo es pecado

Eccellentissimo Signore,

La S Congregazione dell’Indice ha ricevuto la delazione dell’opuscolo intitolato Il liberalismo è peccato di D. Felice Sardà e Salvany Sacerdote di cotesta tua Diocesi, la quale delazione fu insieme con l’altro opuscolo intitolato El proceso del integrismo, cioè la confutazione degli errori contenuti nell’opuscolo El liberalismo es pecado, l’autore di questo secondo opuscolo D. De Pazas, Canonico della Diocesi di Vich. Laonde la medesima Sacra Congregazione prese maturamente ad esaminare il primo e il secondo opuscolo con le osservazioni fattevi sopra, ma nel primo nulla vi ritrovò contro la sana dottrina, anzi l’autore del medesimo, D. Felice Sardà, merita lode perché con solidi argomenti, con ordine e chiarezza esposti, propone e difende la sana dottrina della sottoposta materia senza offesa di qualsivoglia persona. Ma il medesimo giudizio non fu proferito sull’altro opuscolo stampato dal De Pazos imperocché abbisogna di correzione in qualche punto ed inoltre non si può approvare il modo di parlare ingiurioso che l’Autore usa più contro la persona di D. Sardà che contro gli errori che si suppongono nell’opuscolo del detto scrittore. Perciò la Sacra Congregazione ordinò che D. De Pazos, ammonito dal proprio Ordinario, ritiri per quanto può farsi le copie del detto suo opuscolo e in avvenire, se si faccia qualche discussione di controversie che possano nascere si astenga da ogni parola ingiuriosa, come insegna la vera carità di Cristo, tanto più che S. S. il S. P. Leone XIII molto raccomanda che si combattano gli errori, tuttavia non ama né approva le ingiurie lanciate contro le persone specialmente per pietà e dottrine benemerite. Mentre queste cose ti comunico per mandato S Congregazione dell’Indice, affinché possa manifestarle all’egregio tuo diocesano D. Sardà per quiete del suo animo, ti auguro ogni bene e felicità dal Signore e con perfetta dichiarazione di rispetto mi sottoscrivo

Di Tua Eccellenza Servo
fr Giorolamo Pio Saccheri op
Segretario della S Congregazione dell’Indice

Il documento fu ulteriormente confermata da una lettera del Cardinale Prefetto Tommaso Maria Martinelli, O.E.S.A. del 29 agosto 1887 “confermante le lodi” (ASS XX 415-416).


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