Nota di RS: continua graditissima la collaborazione del giovane Emanuele Dodeci tra gli scrittori di Radio Spada (Piergiorgio Seveso, presidente SQE di RS)

Santa Febronia-Trofimena

di Emanuele Dodeci

Continuiamo la nostra agiografia siciliana con la vita di Santa Febronia o Trofimena, patrona di Patti e compatrona della diocesi.

Febronia nacque a Patti, in provincia di Messina nel IV sec. d.C. da una ricchissima famiglia pagana, tra le più prestigiose della città, nel luogo (presunto) della sua casa natale sita in contrada “Poddini” sorge oggi una chiesetta, si narra che le campane di questa abbiano avvertito anticipatamente la città e preparata ad ogni sciagura.

Febronia nata, secondo gli oscuri pensieri della società del tempo, per mantenere le ricchezze del padre e per sposarsi ed avere prole decide piuttosto di consacrare la sua verginità al Signore Gesù, si fa così battezzare da Sant’Agatone in prossimità di una casetta di campagna (oggi nel territorio di Gioiosa Marea) ove sorgeva una fonte detta “Acqua Santa” quest’acqua infatti che mantiene una forma un po’ olGeosa e accolse le spoglie mortali della vergine martire è fonte di pellegrinaggio da parte di numerosi pellegrini.Già dai tempi del martirio, molti immersi ed anche battezzati in quest’acqua venivano liberati da ogni morbo e riacquistavano la fede in Dio, la stessa regina Adelasia del Vasto, oggi sepolta nella cattedrale di Patti, immersa in questa sorgente fu liberata da un tormentoso male e chiese di essere sepolta vicino alla santa alla sua morte. Ciò però non fu possibile.

Il padre scoperto il luogo dove la figlia si nascondeva, accecato dall’odio al Signore con tirannide diabolica  la strangolò e la gettò in balia delle onde.

Il suo corpo vagò fino a raggiungere Minori nella costiera Amalfitana, i pescatori e in seguito la popolazione tutta la accolse come la “Diva Trofima” divenuta S.Trofimena, la sua storia annunciata da un angelo e raccontata dal vescovo di Patti in una pergamena spinse i fedeli a non restituire il santo corpo ma a lasciarlo riposare in Minori.

In seguito molte reliquie tornarono a Patti e vennero depositate vicino a quelle dell’apostolo San Bartolomeo (che poi sempre via mare fu portato a Lipari).

È tutt’oggi oggetto della devozione popolare!

Non dobbiamo confondere Santa Febronia (nome autentico) o Santa Trofimena (per i fedeli di minori)  con Santa Febronia di Roma o Santa Febronia di Nisbis, le forze moderniste della chiesa hanno provato negli anni 60 a cancellare il culto della Febronia pattese con quello della Febronia di Roma o di Nisbis separandola dalla Trofimena di Minori, ma studii e ricerche del Ven.Capitolo della Basilica Cattedrale di Patti dimostrarono sempre il contrario dando alla luce veri e propri reperti scritti e lavori “certosini” che collegano Febronia e Trofimena e chiaramente in entrambi gli archivi di Patti e Minori la identificano come la stessa persona, non vi è traccia quindi di vergini romane o siriache nella storia di Patti e della sua patrona.

Il centro della devozione a Santa Febronia sono  la cattedrale di Patti e la basilica di Minori.

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