Fresco dei successi dell’ultima tournée in Canadà, Francesco, infermo nel corpo ma effervescente nello spirito, già si prepara ad un altro viaggio.
Dal 13 al 15 settembre sarà infatti ad Astana, in Kazakistan per partecipare al settimo Congresso mondiale dei leader delle religioni mondiali e tradizionali.
E ci andrà nello spirito del grande organizzatore di incontri interreligiosi Giovanni Paolo II, come giustamente ricorda vaticannews.va: «Nel settembre 2001, in visita in Kazakhstan, Giovanni Paolo II nell’affollata Piazza Indipendenza affermò il Paese aveva una “missione”, quella di essere “un ponte tra le religioni, tra le nazioni e i continenti”».
Radio Spada si è abbondantemente – e in solitaria – soffermata sull’evento [1] in questione e su quanto esso come chi, da “cattolico”, vi prende parte sia in contrasto con l’ortodossia cattolica.
Su una cosa però ci preme ritornare: come si pone, come si porrà rispetto a tutto ciò un’importante figura della galassia tradizionale come mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana?

[1] Una silloge degli articoli:
🔴 In Kazakistan abbiamo un grosso problema. E qualche (serena) domanda a Mons. Schneider va fatta.
🔴 Pure i musulmani: nuova puntata dell’ecumenismo targato Schneider. Ma tutto va ben, Madama la Marchesa.
🔴 Il Reportage completo su Astana 2021



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Immagine in evidenza modificata da: Palace of Peace and ReconciliationjtstewartCC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons.