Alcuni passaggi del testo “Maria nel culto cattolico” (Marietti, Torino-Roma, 1933) del Sacerdote Emilio Campana, Dottore in Filosofia e Teologia, Professore di Dogmatica nel Seminario e Canonico Teologo della Cattedrale di Lugano.

La più antica menzione della nostra festa per la Chiesa Romana ricorre nella vita del papa Sergio I, morto verso il 700. Parlando di lui Anastasio Bibliotecario ci dà fra altro la seguente notizia: «Stabilì che nei giorni dell’Annunciazione del Signore, della Natività e Dormizione della Santa Madre di Dio sempre Vergine, e di S. Simeone che i Greci chiamano Ipapante, il popolo vada in processione da S. Adriano a S. Maria» …

Su quella processione che ebbe inizio da Sergio I leggiamo nel Schuster le seguenti informazioni: «Adunato il clero ed il popolo romano nell’antica Curia senatoriale, prima che sfilasse il corteo, si cantava come il 2 febbraio l’introito Exsurge, Domine, colla dossologia. Come conclusione della preghiera, il Papa recitava la seguente colletta: Supplicationem servorum tuorum, Deus miserator, exaudi; ut, qui in Nativitate Dei Genitricis et Virginis congregamur, ejus intercessionibus a te de instantibus periculis eruamur. Per eumdem. Quindi a piedi scalzi la processione si dirigeva verso il colle Esquilino, passando per le Carine, il foro di Nerva, il foro Traiano, le terme di Traiano, sino ai titoli d’Eudossia e di santa Prassede. Quando il corteo si appressava alla basilica Liberiana, s’intonava la litania, che teneva oggi il luogo dell’introito e del seguente Kyrie … Giusta Cencio Camerario, nel secolo XIII, quest’oggi ancora si portavano in processione le diciotto icone Mariane appartenenti ad altrettante chiese Diaconali. Il Papa si scalzava a S. Adriano, ma durante il percorso teneva in piedi un paio di pantofole, che però abbandonava nuovamente sulle soglie di S. Maria Maggiore. Appena il corteo entrava nella basilica, si intonava il Te Deum, e la schola dei mappulari e dei cubicolari con acqua calda lavava i piedi del Pontefice, il quale poscia si preparava a celebrare il solenne Sacrificio» …

Ciò che dà rilievo e distinzione ad una festa religiosa è indubbiamente l’ottava da cui è seguita. Ed anche la Natività ebbe la sua … però divenne obbligatoria per tutta la Chiesa solo nel 1241, e Durando ci narra in quali circostanze e per quali ragioni. Era allora adunato il Conclave per l’elezione del Papa. Ma Federico II voleva ostacolare la libertà dei Cardinali. Questi per ottenere protezione dal Cielo contro la persecuzione dell’empio Imperatore, fecero voto di consacrare l’Ottava per la Natività. L’elezione poté infatti effettuarsi, ma Celestino IV nominato Papa, morì poco dopo e non ebbe tempo di dar compimento al voto del Sacro Collegio. Vi pensò però il suo immediato successore Innocenzo IV. E dopo d’allora l’Ottava entrò definitivamente nella liturgia universale.

Dopo l’Ottava la vigilia. Questa fu prescritto, da Gregorio XI (m. 1378), il quale per di più volle che fosse con digiuno. Alcuni però con Benedetto XIV vogliono che il digiuno non fosse di obbligo, ma solo di consiglio: di fatto andò presto in disuso, tranne a Roma dove fu sempre osservato, ma più per spontanea consuetudine che non per obbligo riconosciuto.

Sisto V fece ancora di più. Ordinò che per la Natività si tenesse cappella papale in S. Maria del Popolo. Lo fece colla Costituzione Egregia del 13 febbraio 1586. E il cerimoniere di allora Paolo Aleona nel suo Diario, ci fa sapere che per la prima volta che si celebrò in quella Cappella, la Messa, venne cantata dal card. Castrucci. Dopo Sisto V, morto nel 1590, quella solenne funzione per più di mezzo secolo cadde in disuso, finché venne ripresa da Alessandro VII nel 1666, in ringraziamento alla Vergine dalla quale riconosceva, la grazia di aver liberata Roma dalla peste, e fu sempre mantenuta finché Roma rimase sotto il dominio temporale dei Papi. Il Papa vi si recava a cavallo in treno di mezza gala, ed i Cardinali con due vetture di gala ed il seguito in gran livrea. L’ultima volta che si ebbe quella così solenne celebrazione in Roma, fu l’8 settembre del 1870. Fu l’ultima grande manifestazione religiosa del popolo romano, a cui assistette il Pontefice.



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Immagine : L’icona mariana venerata in Santa Maria del Popolo (fonte commons.wikimedia.org)