Dagli Acta Apostolicae Sedis del 1958

Il Sommo Pontefice Pio XII, dopoché ebbe con il consueto zelo corrisposto all’apostolico ministero e tenuto il giorno innanzi vari discorso a uomini di ogni ordine, per la recrudescenza del morbo che già l’aveva travagliato, la mattina del 6 ottobre, cadde infermo per ischemia cerebrale.
Alle dieci i medici diffusero il seguente bollettino: “Il Santo Padre, alle ore 8,30 di stamane, dopo una notte tranquilla, mentre il singhiozzo che da qualche giorno lo aveva molestato era scomparso, è stato colto da disturbi circolatori cerebrali, di cui attualmente si sta seguendo l’evoluzione“.
l’Augusto Pontefice, come di consueto, anche allora diede prova della sua pietà: appena rinvenne, devotamente e con voce chiara recitò le vie invocazioni dell’Anima Christi e più volte baciò il crocifisso. Dopo ricevuta l’estrema unzione, appena poté, con gran fervore d’animo libò il sacro convivio. Con particolare devozione recitò coi presenti e gli aiutanti anche alcune decine del Rosario di Maria.
Nel frattempo da tutto il mondo cattolico a Dio e alla beata Vergine Madre di Dio venivano indirizzate preghiere per la salute del Sommo Pastore.
Lo stesso giorno, dopo mezzogiorno, anche nell’opinione, seppur cautissima, dei medici, la salute del Beatissimo Padre sembrò migliorare. La qual cosa fu confermata dal bollettino medico dell’indomani.
IL’8 ottobre però, dopo una notte tranquilla, alle 7,30, la malattie peggiorò per via di un’altra ischemia cerebrale … Alle ore 16 i medici diffusero questo bollettino: “La sindrome a cui si riferisce il bollettino di stamane è andata progressivamente aggravandosi. Le energiche cure eseguite non hanno dato il risultato auspicato … Si va instaurando un grave collasso cardiaco polmonare“.
L’Eminentissimo Cardinale Nicola Canali, Penitenziere Maggiore, impartì di rito la sacramentale assoluzione all’Augusto Infermo.
Dopo la mezzanotte, l’Eccellentissimo Monsignor Domenico Tardini, Pro-Segretario di Stato, celebrò la messa pro infirmo nella cappella privata del Beatissimo Padre, vicino alla camera dove il Pontefice già agonizzava. Si susseguirono nella celebrazione della messa l’Eccellentissimo Monsignor Federico Callori di Vignale, Maestro di Camera, e il Reverendo Monsignor Mario Nasalli Rocca di Corneliano, cameriere segreto.
Recitavano le preci per i moribondi l’Eccellentissimo Monsignor Domenico Tardini e il Reverendo Monsignor Mario Nasalli Rocca di Corneliano.
Il Sommo Pontefice Pio XII rese placidissimamente l’anima a Dio alle ore 3,52 del 9 ottobre a Castel Gandolfo.
Erano presenti l’Eccellentissimo Monsignor Domenico Tardini, Pro-Segretario di Stato; l’Eccellentissimo Monsignor Federico Callori di Vignale, Maestro di Camera; l’Eccellentissimo Monsignor Antonio Samorè, Segretario della congregazione per gli Affari Ecclesiastici straordinari; gli Eccellentissimi Monsignori Carlo Grano e Angelo Dell’Acqua, Sostituti della Segreteria di Stato; il Reverendo Monsignor Mario Nasalli Rocca di Corneliano, cameriere segreto; gli Eccellentissimi principi Carlo, Marco Antonio e Giulio Pacelli, nipoti del Pontefice; il conte Enrico Pietro Galeazzi; i Reverendi Padri Leiber e Hentrich della Compagnia di Gesù.
Subito dopo la morte del Pontefice, celebrarono la messa per la sua anima nella vicina cappella l’Eminentissimo Cardinale Eugenio Tisserant, Decano del Sacro Collegio; l’Eccellentissimo Monsignor Antonio Samorè; gli Eccellentissimi Monsignori Carlo Grano e Angelo Dell’Acqua, e altri.
L’Eminentissimo Cardinal Vicario, ricevuto l’annunzio della morte del Sommo Pontefice, subito indirizzò al clero e al popolo romano questa notificazione:
“Con l’animo profondamente commosso rivolgiamo la parola a voi, diletti fedeli di Roma. Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Cardinale Decano del Sacro Collegio Ci ha fatto or ora pervenire il funesto annuncio ufficiale della morte del Santo Padre, Pio XII, avvenuta stamani alle ore 3,52. Adoriamo la volontà del Signore e Lo supplichiamo perché il Servo fedele, «che in terra ha rappresentato il Suo Unigenito Figlio Gesù, sia ammesso in Cielo nel consorzio dei Santi Pontefici». Il nome augusto di Pio XII passerà alla storia come quello del «Pastore Angelico», che con uno zelo, una sapienza, una fortezza incomparabili, spese il Suo glorioso pontificato nel difendere i diritti e nel promuovere gli interessi spirituali della Chiesa, e si adoperò con carità inesauribile ad alleviare le sofferenze dei popoli durante e dopo l’immane flagello dell’ultima guerra. Roma soprattutto deve al «Defensor Civitatis» una riconoscenza imperitura per le innumerevoli prove di una pastorale sollecitudine, che nei tristissimi giorni della guerra l’ha salvata dalla rovina, e durante tutto il pontificato ha dedicato alla Città Eterna le instancabili premure di Vescovo e di Padre, erigendo numerose Chiese e cappelle e promuovendo tante opere ordinate al bene spirituale dei diletti figli, a Lui più vicini. Non dubitiamo, pertanto, che voi, fedeli di Roma, che in questi giorni di trepidazione avete dimostrato così devota pietà filiale, in questa ora di immenso dolore offrirete generosamente i vostri suffragi per l’anima eletta del defunto Pontefice, Vescovo veneratissimo di Roma. Vi esortiamo quindi a prendere parte numerosi ai solenni funerali, che, secondo la consuetudine, saranno celebrati nella patriarcale Basilica Vaticana. Ordiniamo inoltre che in tutte le Chiese di quest’alma Città, tanto del Clero diocesano che dei regolari o in qualsiasi maniera privilegiate, si suonino in modo funebre tutte le campane dall’Ave Maria a un’ora di notte di oggi giovedì, venerdì 10 e sabato 11 corrente. Appena trasportati i preziosi resti mortali nella Basilica Vaticana, si celebreranno solenni esequie in tutte le Chiese sopradette. I Sacerdoti diocesani e regolari sono esortati ad offrire il santo Sacrificio in suffragio del defunto Sommo Pontefice, e le comunità dell’uno e dell’altro sesso, come pure i fedeli tutti, sono invitati a raccomandare a Dio l’Anima benedetta. Prescriviamo infine che in tutte le Messe e nelle altre Sacre Funzioni si aggiunga la colletta «Pro Pontifice eligendo» fino a che durerà la vacanza della Sede Apostolica”.



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