I tortelli di patate sono un buonissimo primo piatto tipico del Mugello. Noi li abbiamo mangiati nei pressi del santuario della Madonna di Boccadirio, che si trova in provincia di Bologna ma al confine con la Toscana, in cui il marito era stato diverse volte da bambino, con suo padre. Secondo voi voleva tornare in questo luogo per il santuario? No, perché gli erano rimasti impressi i tortelli di patate che mangiò da quelle parti. Così, ad agosto scorso abbiamo approfittato di un giorno di ferie e ci siamo recati a Boccadirio. Purtroppo, non siamo riusciti a pranzare nella trattoria che si trova quasi attaccata al santuario, perché era tutto pieno e avremmo dovuto aspettare il turno successivo. Inoltre, saremmo stati costretti a prendere il menu completo, che comprendeva anche un antipasto con i fegatini, che al marito non piacciono, e sarebbe andata a finire che avrei dovuto mangiare tutto io, così ci abbiamo rinunciato. Quindi, ci siamo rimessi in macchina cercando un altro posto in cui pranzare e, vicino all’uscita dell’autostrada, abbiamo trovato un’altra trattoria che aveva nel menu i tortelli di patate. Ci siamo fermati e, finalmente, ho mangiato questi famosi tortelli tanto decantati dal marito. Devo dire che aveva ragione, perché li ho trovati davvero squisiti e mi sono ripromessa di provare a farli in casa.
L’occasione si è presentata dopo che, qualche settimana fa, è venuto a trovarci un amico che ci ha regalato uno stampo per ravioli. Facendo una ricerca su questo piatto, ho visto che viene fatto non solo nella tipica forma a tortello ma anche a forma di raviolo. Così, ho deciso di mettermi all’opera, anzi, ci siamo messi all’opera, perché questa ricetta è stata realizzata in collaborazione col marito, che ha fatto più di me, dato che io non ho molta dimestichezza con la macchina per la pasta. Noi in trattoria li abbiamo mangiati col ragù ma la versione che vi propongo io, tratta da tavolartegusto.it, prevede un condimento di burro e salvia.
La mia intenzione iniziale era di pubblicare questa ricetta la prossima estate, perché il santuario di Boccadirio è legato ad un’apparizione della Madonna che avvenne il 16 luglio 1480. Inoltre, la festa principale del santuario cade il 15 agosto, giorno dell’Assunta. Però, poi ho pensato che aspettare tutti questi mesi sarebbe stato troppo, così ho deciso di pubblicarla prima. Tornando all’apparizione, quel giorno i pastorelli Donato Notini e Cornelia Vangelisti ebbero una visione della Madonna, la quale disse al ragazzino che avrebbe dovuto farsi sacerdote e alla bambina che sarebbe dovuta diventare monaca, cosa che poi avvenne. Inoltre, comandò che in quel luogo venisse costruito un tempio in suo onore, promettendo grazie ai devoti che avrebbero visitato il posto.
Tra l’altro, il santuario della Madonna di Boccadirio fa parte del percorso della via Mater Dei, il cammino dei santuari mariani dell’appennino bolognese.
Una cosa che mi ha colpito è stato vedere, all’interno del santuario, una donna in preghiera che indossava il velo muliebre, che oramai è raro vedere, se non in ambienti legati alla Tradizione e alla S. Messa in rito antico. Approfitto per ricordarvi che l’uso del velo non è mai stato abrogato e, oltre ad essere raccomandato da San Paolo, è previsto dal Codice di Diritto Canonico.
Un’altra cosa bellissima che ho scoperto cercando informazioni sul santuario di Boccadirio, è che il baritono Leo Nucci, con il quale lavorai nel 2010 quando feci la comparsa ne “Il Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi al Teatro Regio di Parma, è legatissimo a questo santuario. Infatti, il cantante, nato a Castiglione dei Pepoli, ha affermato che la Madonna di Boccadirio gli cambiò la vita, dopo che tanti anni fa andò in pellegrinaggio al santuario. L’artista, che ogni tanto torna sul luogo, ha anche regalato un concerto a Boccadirio, nel 2018, per il restauro dell’organo.
DOSI: 4 persone
DIFFICOLTA’: Media
PREPARAZIONE: 1 h e 30 minuti
RIPOSO: 2 h e 30 minuti
COTTURA: 45 minuti
COSTO: Basso
INGREDIENTI:
Per la pasta:
- 170 g di farina 00 (+ q.b. per tirare la sfoglia)
- 30 g di semola rimacinata di grano duro
- 2 uova (grandi)
- 1 pizzico di sale
Per il ripieno:
- 180 g di patate
- 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
- Noce moscata q.b.
- Pepe q.b.
- Sale q.b.
Per il condimento:
- 100 g di burro
- Salvia q.b.
- Pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Per fare i tortelli di patate, per prima cosa preparate il ripieno. Lavate le patate e fatele bollire in una pentola con abbondante acqua. Quando risulteranno morbide sotto i rebbi di una forchetta, scolatele. Poi schiacciatele con uno schiacciapatate facendo cadere la purea in una ciotola, alla quale aggiungerete sale, pepe, parmigiano e noce moscata. Quindi, mescolate bene per ottenere un composto omogeneo.
Ora fate intiepidire, dopodiché lasciate raffreddare completamente in frigorifero. Potete anche preparare il ripieno il giorno prima, come ho fatto io.
Nel frattempo, preparate la pasta. Mescolate la farina e la semola e disponetele a fontana sulla spianatoia, inserendo al centro le uova ed il sale. Poi con una forchetta sbattete le uova, incorporando un po’ alla volta la farina. Continuate ad inglobare la farina, impastando con le mani, fino a creare un impasto omogeneo e morbido, non appiccicoso.
A questo punto, formate una palla, avvolgetela con la pellicola trasparente e lasciatela riposare per mezz’ora a temperatura ambiente.
Trascorso questo tempo, stendete la pasta in una sfoglia sottile circa 2 mm con la macchina per la pasta, oppure a mano. Ora dividete la pasta in due e procedete con un pezzo alla volta, spolverizzandolo di farina. Quindi, inseritelo nella macchina, tirate la sfoglia e ripiegatela su se stessa. Poi tirate di nuovo la sfoglia con la macchina. Ripetete l’operazione per 3-4 volte, aggiungendo sempre un po’ di farina, fino ad ottenere una sfoglia liscia.
A questo punto, io ho usato uno stampo per ravioli che ha un lato che serve per tagliare la pasta e la parte opposta per chiuderla. Quindi, ho ritagliato dei cerchi di pasta con lo stampo, stendendo la sfoglia rimanente con la macchina per la pasta e tagliando altri cerchi, fino ad esaurire la pasta.
Poi ho messo un cucchiaino colmo di ripieno al centro di ogni cerchio e ho aggiunto un pezzetto di provola. Quindi, ho chiuso i cerchi di pasta con l’aiuto dello stampo (sul quale ho spolverizzato un po’ di farina, per evitare che la pasta si attaccasse), per ottenere la forma dei ravioli.
Se non avete lo stampo apposito, procedete in questo modo: disponete un cucchiaino colmo di ripieno ed un pezzetto di provola a poco meno dal centro della sfoglia e proseguite così, disponendo delle palline di ripieno a una distanza di circa due dita l’una dall’altra. Quando avrete completato la fila, sovrapponete la sfoglia, ripiegandola su se stessa, e premete la pasta intorno al ripieno, per evitare che si formino bolle d’aria, dopodiché sigillate i bordi dei tortelli. A questo punto, tagliate i tortelli con l’aiuto di un coppapasta o di un taglia biscotti.
Ora fate cuocere i tortelli in una pentola capiente con abbondante acqua salata: saranno pronti in un paio di minuti, quando saliranno a galla. Poi scolateli con una schiumarola e adagiateli in una padella, dove nel frattempo avrete fatto scaldare il burro con qualche foglia di salvia.
Infine, fateli saltare per un minuto a fuoco medio in padella, aggiungendo della salvia tritata e del pepe nero macinato sul momento.
Vi consiglio di servire i tortelli di patate ben caldi.
NOTE:
I tortelli di patate possono anche essere conditi, come li abbiamo mangiati noi in trattoria, con del ragù alla bolognese, oppure con un sugo di pomodoro, aglio e prezzemolo.
Al ripieno può essere aggiunta anche ½ bustina di zafferano.
Potete conservare i tortelli di patate, ancora crudi, in frigorifero per due giorni, disposti su un tagliere o un vassoio infarinato. In alternativa, potete congelarli, sempre da crudi.
Alla prossima ricetta,







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