Nota di Radio Spada. riceviamo dal nostro collaboratore Lorenzo Nicola Roselli e volentieri pubblichiamo

di Lorenzo Nicola Roselli

Piangiamo, nella Speranza del Signore, Lilio Sforza Ruspoli. “Il principe contadino”, come fu chiamato nei torbidi anni ‘50 dell’agitazione sindacale agraria, ha attraversato l’intero Dopoguerra conducendo battaglie sociali, le stesse che lo hanno portato, sul finire secolo breve, ad avvicinarsi a Militia Christi. Un rapporto mai interrotto che ha caratterizzato in maniera indelebile la nostra piccola storia e che ci tocca ancora più profondamente nel momento in cui realizziamo sia avvenuto durante il nostro trentesimo anno di attività politica. Lilio è stato un cattolico combattente, acerrimo (per quanto leale) avversario dello Sturzismo così come della partitocrazia di cui, all’alba di questo governo, vediamo tutt’oggi l’ingombrante fardello. Ha sempre interpretato il suo nome non come orpello onorifico, ma come onere vincolante alle vestigia di una Cavalleria cristiana che faceva della difesa del più debole lo scopo stesso della sua esistenza. Per questo non ci siamo mai vergognati a chiamarlo “Principe”: lo è stato, ai tempi dei Centri d’Azione Agraria, della Concentrazione di Unità Rurale, della lista di Alternativa Sociale e poi, sommessamente, con Militia Christi fino a quella che sarebbe stata la sua ultima manifestazione nella Commemorazione dei Caduti Pontifici il 20 settembre 2020. Lilio Sforza Ruspoli è stato il principe degli ultimi, un esempio di impegno politico cattolico che indegnamente proseguiremo anche in suo nome. Oltre a ricordarlo nella preghiera, lo saluteremo venerdì 28 ottobre nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma alle 12:00. Grazie di tutto Principe.

Foto: dall’Archivio di Militia Christi

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