Dalla bolla “Splendidissimum Orientalis Ecclesiae” con cui Pio IX, il 29 giugno 1867, decretò la canonizzazione del beato Giosafat Kuncewycz, riprendiamo l’eleogio e la preghiera che il glorioso Pontefice rivolse al nuovo Santo, decoro dell’Ordine di san Basilio, Vescovo di Polosk e Martire, il quale fu crudelmente ucciso dagli scismatici per odio dell’unità e verità cattolica” il 12 novembre 1623.

Che egregio Atleta della fede cattolica è stato san Giosafat! Egli che conservò quella parte del gregge del Signore che gli fu affidata da Cristo con uno zelo, una diligenza e un’alacrità tali che non dubitò di essere prodigo della sua stessa vita pur essendo nel fiore degli anni. Non lo impaurirono le minacce, né le contumelie, né gli inganni, né le calunnie; per nulla fu attratto dai blandimenti, dai benefici, e dagli altri piaceri mondai; strenuamente combatté contro gli scismatici e gli acattolici. Non sopportò minimamente di essere separato dalla Cattedra Romana di Pietro. Mentre riceveva i colpi dei sicari, non fuggì, anzi porse loro il suo capo, e imitando il Pastore dei pastori, non solo chiese perdono per suoi uccisori, ma anzi per loro volentieri offrì a Dio il proprio sangue. Felice preghiera, che fu subito esaudita! Non appena che gli autori del delitto, ma i sicari stessi furono chiamati dall’autorità civile a scontare la pena, si pentirono di ciò che avevano fatto e in punto di morte tornarono alla fede cattolica. Dio voglia che quel tuo sangue, o san Giosafat, che tu versasti per la Chiesa di Cristo, sia pegno di quell’unione con questa Santa Sede Apostolica, a cui tu sempre anelasti, e che giorno e notte implorasti con fervida preghiera da Dio, somma Bontà e Potenza. E perché tanto si avveri alfine, vivamente desideriamo di averti intercessore assiduo presso Dio stesso e la Corte del Cielo.



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fonte immagine beweb.chiesacattolica.it