Volentieri offriamo ai lettori questo felice estratto della Storia universale della Chiesa – Federico II, gli arabi e l’Oriente, l’Inquisizione medievale, del Card. G. Hergenröther.


[…] Simili idee fanatiche, ritratte dall’Apocalissi, trovarono fomento in una ricca vedova di Milano, per nome Guglielmina, la quale si diceva fosse una principessa venuta di Boemia, e morì verso  il 1282 in grande fama di pietà e di beneficenza. Intorno a lei si era fatta un’accolta di uomini e di donne, che si reggeva col suo consiglio e con l’opera sua; dopo la sua morte fu con fanatismo venerata per santa, erettole un altare e onorata con pellegrinaggi. Un cittadino, chiamato Andrea Saramita, uomo fanatico e forse impostore, fattone disseppellire il cadavere, lo lavò con acqua e con vino, e di drappi preziosi lo rivestì; all’acqua, onde si era lavato il cadavere, fu attribuita virtù di far miracoli. A così fatto culto si univa poi l’aperta ribellione dei guglielmiti contro la Chiesa. Guglielmina volevasi che fosse un’incarnazione dello Spirito Santo,  la cui età allora cominciava; la gerarchia antica allora doveva cessare e un’altra principiare in suo luogo. Quindi come vicaria di Guglielmina, che era lo Spirito Santo incarnato, si riguardava pure una monaca di Tirovano, per nome Maifreda. La setta non fu spenta che nel 1300; molti dei suoi aderenti morirono tra le fiamme; le ossa di Guglielmina furono arse. I settari avevano assicurato che Guglielmina sarebbe tornata sulla terra e salita al cielo, e Maifreda avrebbe occupata la Sede apostolica. Essi furono accusati pure di sfrenate dissolutezze[i].

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[i] Du Plessis l. c. p. 274. Mabillon, Mus. ital. I, 19. Muratari, Ant. ital. V, 99. Ristretti degli atti di processo presso Fr. Palacky, Literarische Reise nach Italien (Prag, 1838). p. 72 ss. Bonner Zeitschr. fur kathol. Theol., N. F., 1843, IV, 90.


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