Volentieri offriamo ai lettori questo importante estratto de I patimenti di Gesù, del Ven. Tommaso di Gesù.


V. Voi dunque, o Salvatore dell’anima mia, volete essere confitto in questa Croce? Ma non sarebbero questi sacrosanti piedi meglio occupati a scorrere la terra per convertire tante nazioni, che punto non vi conoscono? Queste divine mani non sarebbero meglio impiegate a illuminare i ciechi, a guarire gl’infermi, a risuscitare i morti, a soccorrere l’universo tutto? È possibile, Signore, che abbandoniate questi divini esercizi per essere confitto ad una Croce, e che vogliate perdere una vita cosi necessaria al mondo? Vi adoro, o celeste Maestro, e vi benedirò in eterno per i mezzi ammirabili dei quali vi servite, per insegnare agli uomini la verità nascosta e la profonda sapienza della Croce. Questi piedi immobili e traforati dai chiodi sono più utili al mondo che se ne scorressero tutte le contrade. Queste mani inchiodate e insanguinate sono più efficaci che se facessero in piena libertà i maggiori miracoli e le azioni più eroiche. L’opera vostra grande, Signore, è d’amare e di fare ciò che dimostra il più grande amore. Ora niente ne dimostra uno più grande, quanto il vivere e il morire sulla Croce per amore di tutti. Ecco ciò che vi piace, ciò che stimate, ciò che vi diletta, e ciò che anche esigete dai vostri servi più fedeli. Questo è ciò che avete fatto in tempo di vostra vita, e che perfezionate alla vostra morte.

VI. O eterna Sapienza, imprimete bene entro il mio cuore questa verità che vi è così cara e fatemi comprendere che vi è più merito nel soffrire grandi pene che nell’operare grandi cose. Finché l’anima è crocifissa, la carne è a lei sottomessa, il vizio in lei non regna, le passioni e gli appetiti non si sollevano; tutto l’uomo interiore ed esteriore è soggetto alla Croce; vi ubbidisce, vi loda e vi ama. Non è già più santo colui che riceve i più grandi favori e le più dolci consolazioni. No, Signore, a voi non è altrimenti più caro colui che è prevenuto dalle benedizioni della vostra dolcezza se al tempo stesso non è crocifisso. L’uomo che soffre in silenzio e persevera con amore nella tribolazione, nelle persecuzioni, è quello che voi amate e che stimate più. Quando uno è giunto sin là, può dire che ha profittato; ed è egli più capace di produrre dei frutti di santità nella vostra casa, che non tutti quelli che vi servono per altra strada.

>>> Da: I patimenti di Gesù <<<


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