Cappella Papale della terza domenica dell’Avvento, detta Gaudete

di Gaetano Moroni
(da Le cappelle pontificie, cardinalizie, e prelatizie)

Sempre si tiene presso l’abitazione del Pontefice, benché prima si celebrasse nella basilica di s. Croce in Gerusalemme, come la IV di quaresima. Ciò fu confermato eziandio da Sisto V. Anticamente l’altare si adornava con otto statue degli apostoli di argento colla croce e co’ candelieri più nobili, per cui ora si adopera la croce coi candelieri dorati; così il trono e il baldacchino dell’altare erano di drappi di colore rosaceo o rose secche ed ora sono di color paonazzo.
I Cardinali vi si recano con cappe paonazze, vestiti però di sottana, fascia co’ fiocchi d’oro, mozzetta e mantelletta di colore rosaceo, che non è violaceo né porpora; ed il Pontefice con piviale rosaceo o di rose secche e con mitra di lama d’oro, come pure si pratica nella detta domenica Lætare di quaresima.
Questa domenica dall’introito Gaudete in Domino semper, iterum dico gaudete, ha qualche cosa di particolar allegrezza donde prende il nome di Gaudete e la Chiesa lo dimostra colla varietà del colore e di altri riti. Il diacono e suddiacono, invece delle pianete piegate dinanzi al petto, assumono dalmatica e tonicella rosacea del qual colore sono il paliotto, il piviale del prete assistente e i paramenti del celebrante, che è un Cardinale dell’ ‘ordine de’ preti.
Questa domenica era una volta cotanto celebre che il Sommo Pontefice vi cantava la messa e vi si diceva il Gloria in excelsis Deo, oltre l’ ‘assistenza che egli prestava nel sabbato precedente al vespero, in cui metteva una moneta d’oro, somministratagli dal Cardinal camerlengo di s. Chiesa, nella bocca di quello che gl’ ‘intonava la quinta antifona, come si legge nel codice 4737 pubblicato dal p .Gattico, Acta Cærem. pag. 79: “In III dominica de Adventu, quæ dicitur dominica de Gaudete, in quo die est V antiphona Juste, in qua antiphona D. Papa facit quamdam solemnitatem quæ talis est … Primicerius prænuntiat primam antiphonam Papæ; alias vero tres dicunt scholenses canonici s. Petri, quintam quæ est Juste prænunciatur Papæ et idem D. Papa post talem prænunciationem accipit monetam auream de manu camerarii et ponit in ore ipsius prænunciantis eodem prænunciatore tenente os apertum. Et hoc facto ipse Papa incipit solemniter Juste“.
Attualmente la Cappella si fa colle solite cerimonie delle altre domeniche dell’Avvento, meno le particolarità suddescritte. Il mottetto dell’offertorio Veni Domine, che per essere uno de più armonici cantasi agiatamente, è del Palestrina. Tocca pronunciare il discorso al p. procuratore generale degli agostiniani eremitani coll’abito della sua religione, il quale a suo tempo promulga l’indulgenza di venticinque anni accordata dal Papa.



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fonte immagine beweb.chiesacattolica.it