Proprio nei giorni in cui stiamo lanciando l’ottimo Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne (sì, lo diciamo subito precedendo i soliti noti: lo abbiamo pubblicato e siamo ben contenti di farlo circolare) suscita grandi dibattiti una rivelazione privata attribuita a tal Suor Benedicta della S. Croce, colombiana. Il fatto risalirebbe al 2 febbraio 2023 e riguarderebbe una sorta di “seconda parte” del testamento di Ratzinger, una parte omega (distrutta e ora comunicata alla religiosa) che chiude una parte alfa (pubblica ma incompleta).

Alcune premesse.

La prima, generale: Questo proliferare di apparizioni, fatti sensazionali, codici segreti, grandi prelati, conclavi da cabina telefonica o da sala alberghiera non rappresenta solo un intricato groviglio di stravaganze spesso in contrasto tra loro, ma è la manifestazione più evidente della confusione prodotta da 60 anni di devianze ecclesiali. Certo, chiunque abbia un minimo di conoscenza della materia scuoterà la testa di fronte alle contraddizioni palesi che emergono da questa matassa, dalla loro vacuità e dai modi con cui vengono proposte; ma resta il fatto che sono il sintomo di qualcosa che le supera.

La seconda, più specifica: è sempre bene ribadire che la rivelazione pubblica è conclusa da quasi 2000 anni e che le rivelazioni private si collocano su tutto un altro piano. La Chiesa da sempre insegna che con esse la prudenza deve essere massima: bisogna guardarsi dai facili entusiasmi. San Filippo Neri addirittura diceva di sputare sull’apparizione, ove si avesse dubbio.

La terza, su questa vicenda: ciò che circola in relazione a questo Testamento Omega è caotico a dir poco. Nel pdf che gira in internet con il testo in italiano è scritto all’inizio: “traduzione provvisoria e anonima basata sul testo audio del sotto citato video di Radio Rosa Mystica, Colombia“. Si possono trovare anche video, ma tutto sembra all’insegna dell’approssimazione.

Ora passiamo al messaggio “ricevuto da Suor Benedicta della S. Croce”, che tanta attenzione sta destando. Definirlo uno sgangherato impasto di errori, incongruenze, con scene horror miste a caratteri più propri della telenovela sudamericana, può risultare quasi un eufemismo.

Facciamo prima una breve sintesi: Ratzinger – apparendo alla religiosa – farebbe tutto l’opposto di ciò che ha fatto in vita, direbbe il contrario di ciò che ha sempre detto e, a seguito di una morte da carcerato – tra veleni schivati e dolori spirituali fatali, per una atroce confessione bergogliana – consegna a questa veggente il testo della proclamazione di alcuni dogmi mariani e – ovviamente, ci mancherebbe – la richiesta di indire un conclave. L’operazione avverrebbe anche in seguito alla morte (inizio gennaio 2023) del diacono bresciano Giulio Colombi (vedremo in seguito chi è), che sarebbe stato uno dei destinatari della missiva.

Detta così sembra uno scherzo ma poi, come si potrà notare, è molto peggio.

Lasciamo pur stare alcuni fatti di colore, tipo che dopo essere apparso alla religiosa durante la Messa in compagnia dei santi Agostino e Bonaventura, il vecchio Benedetto XVI si sia manifestato “seduto su una sedia che ho accanto al mio letto, dice Benedicta, ma la sedia non aveva l’aspetto reale, era un seggiolone imbottito di bianco“, o esclamazioni come: “Lo sentii pregare in latino a bassa voce. Era come una preghiera per la chiesa. La sua pronuncia era perfetta, che grande latinista!“. Oppure altre frasi bislacche: “[A Giovanni Paolo II] è stato fatto fatto un intervento alla gola con l’unico scopo di metterlo a tacere e quindi di deteriorare la sua salute, per impedirgli di prendere decisioni non convenienti per la massoneria ecclesiastica“.

Ci sono una serie di cose talmente illogiche da lasciare attoniti, ne citiamo solo alcune che valgono per tutte:

  • Ratzinger nella prima parte dell’apparizione celebra la Messa tridentina. Cosa mai fatta pubblicamente quando era Papa. Tra l’altro, contraddicendosi, il testo chiama questa Messa anche straordinaria (vedendo dunque implicitamente come ordinaria quella di Paolo VI), salvo poi far dire a Benedetto “(Bergoglio) mi disse che avrebbe sterminato il rito straordinario in un colpo solo, lasciando solo quello attuale con le sue numerose profanazioni e sacrilegi. Alla fine, il nuovo rito era stato elaborato da un massone esperto di liturgia“. A parte il fatto che, nella erronea impostazione ratzingeriana espressa pure nel Summorum Pontificum, il nuovo rito “elaborato da un massone” è la forma legittima e ordinaria della Messa, non si capisce perché – se anche si fosse reso conto dei suoi errori da morto – continui a chiamare straordinaria (e non “vera Messa”, o “Messa di sempre”) quella che non può considerare più come una variante di un’operazione massonica.
  • Oltre alla visione fumettistica di Papi da decenni presi in ostaggio nel governo della Chiesa e incapaci di attuare sostanzialmente nulla dei loro progetti, fa sorridere che nell’apparizione si chiami “grande San Giovanni Paolo II” il precedessore di Benedetto XVI. Non solo perché Giovanni Paolo II con Assisi ’86 realizzò in un giorno ciò che la massoneria non era riuscita a fare in quasi 300 anni, non solo perché perseguitò Mons. Lefebvre e Mons. de Castro Mayer, non solo per queste e per altre mille ragioni, ma ancor più semplicemente perché “San” Giovanni Paolo II è stato canonizzato come tale da Bergoglio, che – secondo lo schema della pseudorivelazione – non sarebbe stato legittimo Papa.
  • A chiunque abbia una vaga idea della storia ecclesiatica degli ultimi 60 anni, poi, la frase che si fa dire a Ratzinger a un certo punto strappa un sorriso: “solo Dio può salvare la sua Chiesa dal precipitare nel baratro, e questo già avevo visto chiaramente durante le sessioni del Concilio Vaticano II“.
  • Quello che però più irrita è la sgraziata composizione di alcuni passaggi. Ratzinger è senza dubbio un modernista ma non è né uno stupido, né un ignorante, né un esibizionista vanesio. Ci sono frasi che lo fanno passare come tale: ” Gli stessi che un giorno mi acclamarono pastore dei pastori, erano loro che poco tempo dopo mi avrebbero crocifisso, proprio
    come accadde a Nostro Signore Gesù la Domenica delle Palme
    .”, “Sono stato il Papa più calunniato e screditato“. A parte la questione della Domenica delle Palme, anche i meno preparati in storia della Chiesa sanno quale martirio subirono tanti Papi, a cominciare dalla crocifissione a testa in giù di San Pietro. Qui però – conviene ribadirlo – il problema non è solo sul piano storico, è pure nella sgangherata vanità che si attribuisce involontariamente a Benedetto XVI.
  • Facendogli poi dire: “Nel conclave (del 2013) c’era una maggioranza di cardinali massoni, un’opera organizzata di lunga data che si è fatta carico di infiltrare il collegio cardinalizio“, gli danno la zappa sui piedi. Quasi tutti quei cardinali erano stati creati da Benedetto o Giovanni Paolo II.
  • Ci sono poi espressioni che lasciano sgomenti: “L’8 dicembre 2022, con un gesto di fiducia e di buona volontà, ho comunicato al mio segretario di aver scritto diverse lettere e la mia ultima Dichiarazione Enciclica, Maria Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Lo dissi, molto incoraggiato dal mio predecessore, il grande San Giovanni Paolo II, fedele difensore di Maria Corredentrice ai piedi della croce“. Tanto sotto il regno woitiliano quanto sotto quello ratzingeriano la strada per la definzione della corredenzione di Maria non fu facilitata, anzi! Vedere tra l’altro qui.
  • In relazione alle sue ultime missive (fatte sparire, ovviamente) la Fraternità San Pio X, destinataria del messaggio insieme a un gruppo stretto e selezionato di cardinali, diventa “Fraternità Sacerdotale di San Pio X, e San Paolo“.
  • Una particolare menzione merita poi la parte su Giulio Colombi. “Sicuro del tradimento del mio segretario, ho scelto prudentemente di dare copia di queste lettere al mio grande amico Giulio Colombi durante la sua ultima visita“. Il teologo Colombi, morto novantasettenne a gennaio 2023, è un diacono permanente bresciano. Più che come ultimo baluardo della tradizione è noto per essere stato il traduttore e promotore degli scritti dei progressisti e modernisti Guardini, Rahner, von Balthasar (vedere qui).
  • Risparmiamo al lettore la parte trash della confessione horror che Bergoglio avrebbe fatto a Ratzinger: “Vuoi sapere a chi ho invocato davanti […]? Gli risposi che non era necessario. Mi disse che me lo avrebbe detto comunque, perché sapeva che mi avrebbe fatto male: Ho invocato il re delle tenebre, mi capisci? Rimasi in totale silenzio, poi lui disse: Oh nonno, ammetto che mi sono divertito molto, ma è ora di finire la farsa“. Oppure: “Mi sentivo in agonia, e questa confessione di Francisco ha causato l’infarto che ha posto fine alla mia vita, non è stato nemmeno il veleno che mi stavano lentamente somministrando“.

E… no, non siamo di fronte a “Sensualità a corte”, ma più semplicemente a un mappazzone di barbieriana memoria. Molto altro si potrebbe aggiungere ma ogni parola di più rischierebbe di essere fuori luogo. Oggi più che mai, per non essere inghiottiti dai turbini delle mezze verità e delle bugie palesi o per non essere abbagliati dai flash del sensazionalismo, dell’occulto e dell’improbabile è necessaria una formazione solida.

Come accennato all’inizio, anche per queste ragioni abbiamo dato alle stampe il volume Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne (in cui peraltro si parla anche di rivelazioni private), curato da don Daniele Di Sorco, affiancato da don Mauro Tranquillo e don Gabriele D’Avino (tre sacerdoti della Fraternità San Pio X, fondata da Mons. Lefebvre) e con una postfazione di Aldo Maria Valli.

Stàteve accòrte!


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Foto (modificata): Rudolph Buch, CC0, via Wikimedia Commons