di Luca Fumagalli

Prima di iniziare, ai seguenti link sono disponibili la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta e la settima puntata della rubrica.

I funerali della regina Vittoria, nel 1901, vennero organizzati dal Duca di Norfolk, la guida del laicato cattolico britannico. In qualità di Eral Marshal quest’ultimo fu pure responsabile della cerimonia d’incoronazione del successore della sovrana appena scomparsa, Edoardo VII. In accordo alle poche leggi anti-cattoliche ancora rimaste, al momento dell’intronizzazione il nuovo re fu costretto a pronunciarsi pubblicamente contro la dottrina della transustanziazione e a condannare la messa come qualcosa di idolatrico e superstizioso. Edoardo VII, piuttosto tollerante nei confronti dei “papisti”, lo fece a malincuore, ma fu l’ultimo sovrano a pronunciare una simile dichiarazione, abolita definitivamente dal parlamento qualche anno dopo. Tra l’altro, nel 1902 il re fece visita al papa: era dal medioevo che non accadeva una cosa simile.

Nella prima decade del XX secolo la Chiesa si ritrovò ad affrontare, oltre al secolarismo dilagante, un nemico interno e pernicioso, ovvero il modernismo. Tra i rappresentanti più celebri della nuova eresia vi era il gesuita irlandese George Tyrrell che, come prevedibile, venne poi scomunicato.

Intanto la gerarchia britannica, che aveva cessato di essere sottoposta alla giurisdizione di Propaganda Fide, si stava opponendo con tutte le sue forze al progetto governativo di riorganizzare il sistema educativo del paese, una riforma talmente radicale che rischiava seriamente di minare l’indipendenza delle istituzioni scolastiche legate a Roma.

Più in generale i “papisti” si godevano le progressive libertà loro concesse e nel 1908, a Londra, venne ospitato il Congresso Eucaristico Internazionale. Autori iconici tra cui G. K. Chesterton, Hilaire Belloc, Maurice Baring e, prima di loro, mon. R. H. Benson, diedero il via a una nuova fase della rinascita della letteratura e della cultura cattolica, una seconda primavera dopo quella inaugurata da Newman (a cui ne seguì presto una terza, iniziata nel 1937 con la pubblicazione de Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien). Le conversioni erano in ascesa e anche gli ordini religiosi poterono ampliare il loro raggio d’azione senza il pericolo di infrangere la legge o di incorrere nelle ire dei protestanti più facinorosi. Inoltre nel 1919 venne fondata, a scopi apologetici, la Catholic Evidence League, mentre una giovane coppia, Frank Sheed e Maisie Ward, creò la casa editrice Sheed&Ward.

Molti cattolici, soprattutto discendenti dell’antica nobiltà recusant, pagarono un caro prezzo in termini di perdite durante il Primo conflitto mondiale. Il loro sacrificio è raccontato in Ritorno a Brideshead – forse il miglior “romanzo cattolico” del secolo – da Evelyn Waugh, con Alfred Noyes e Graham Greene uno dei più illustri convertiti del dopoguerra.

Il panorama “papista” era allora dominato dalla carismatica figura del cardinale Hinsley, Arcivescovo di Westminster, che divenne una popolare voce radiofonica, ancora ricordato per le sue furenti tirate contro la barbarie nazista.

Dagli anni Cinquanta, stando a quello che scrive lo storico Sheridan Gilley, la Chiesa cattolica in Inghilterra costituiva un corpo che, per numero di praticanti, poteva rivaleggiare con l’anglicanesimo. La sua forza non venne meno neanche dopo la frattura causata dal Concilio Vaticano II. Furono in molti, infatti, a vivere con malessere l’abbandono della liturgia in latino, tanto che proprio dalla Gran Bretagna provenne il famoso “Indulto di Agatha Christie”, un appello firmato da svariate personalità del panorama culturale in cui si chiedeva a Paolo VI di concedere la possibilità di continuare a celebrare secondo il vetus ordo.

Nei decenni seguenti anche la Chiesa inglese, come le altre del continente europeo, entrò in una crisi che continua ancora oggi e da cui pare non esserci via d’uscita, caratterizzata da un’emorragia di fedeli e da una calo delle vocazioni senza precedenti.

Quello che sarà il futuro è impossibile dirlo, rimane un mistero insondabile. L’unica consolazione è che esso, al pari di ogni altra cosa in terra e in cielo, è nelle mani di un Dio che tutto dispone per il meglio.



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Fonte immagine: rielaborazione da https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Shaw,_Belloc_e_Chesterton.jpg