Volentieri offriamo ai lettori un prezioso estratto da Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne (a cura di don Daniele Di Sorco, postfazione di Aldo Maria Valli):


[…] Prima di enunciare alcuni principi generali, vorremmo dire una parola su un fenomeno relativamente recente, che chiameremo tradicarismatismo.

  Con questo termine indichiamo quei sacerdoti che, dietro una verniciatura tradizionale (rito antico, rifiuto degli insegnamenti di papa Francesco, più raramente del Concilio), hanno una concezione carismatica della fede, per cui, nella vita cristiana, l’elemento decisivo è rappresentato dalle intuizioni personali (qualificate come «sentire Dio», «fare esperienza di Dio») e dalle rivelazioni private. Essi pretendono di risolvere i nodi della crisi attuale non alla luce dei principi della sana teologia, ma sulla base di ciò che dice una persona «ispirata» (cioè, il più delle volte, loro stessi) o un presunto messaggio soprannaturale. Per esempio, c’è chi crede che Francesco sia un antipapa e aspetta un «segno dal cielo» per poter designare il vero Papa. Ora, non possiamo entrare nel merito delle singole ispirazioni e rivelazioni, anche se, nella quasi totalità dei casi, esse non presentano neppure i requisiti minimi di credibilità. Ci basti ricordare che cosa insegna la dottrina cattolica tradizionale riguardo alle rivelazioni private autentiche. Il gesuita Augustin–François Poulain, una delle massime autorità in materia, scrive: «Quanto alle rivelazioni private avute dai Santi, la Chiesa non obbliga a credervi neppure quando le approva. L’approvazione significa soltanto che la Chiesa non trova in esse niente che sia contrario alla fede e alla morale»[1]. Di conseguenza, anche le rivelazioni private approvate possono contenere errori. Il veggente, infatti, non è infallibile e può scambiare per messaggio divino ciò che è semplicemente il prodotto della sua attività umana, della sua ignoranza, o del suo modo di interpretare. Perciò il cardinale Pitra aggiunge che le rivelazioni private, «anche se approvate dalla Chiesa, devono essere considerate soltanto probabili, e non indubitabili. Non possono servire per dirimere questioni di storia, di fisica, di filosofia o di teologia che sono ancora discusse fra i dottori»[2]. Tale è la dottrina costante dei teologi cattolici prima del Vaticano II, suggellata dal magistero di san Pio X: «Nel giudicare le pie tradizioni [fra cui le rivelazioni private], si tenga sempre presente che la Chiesa, in questa materia, fa uso di tanta prudenza, da non permettere che tali tradizioni si raccontino nei libri, se non con grandi cautele e dopo aver premesso la dichiarazione prescritta da Urbano VIII. E, anche quando queste condizioni vengono adempiute, essa non ammette la verità del fatto, ma solo non proibisce che vi si creda, se vi sono solidi argomenti umani per farlo»[3].

  Tutto questo vale per le rivelazioni fondate su solidi argomenti umani e approvate dalla Chiesa. Che dire allora di rivelazioni che non sono mai state sottoposte al vaglio dell’autorità ecclesiastica, che non si fondano su nessuna prova e che, anzi, molte volte si oppongono alla sana teologia? È semplicemente impensabile che se ne faccia uso per risolvere questioni teologiche importantissime, come chi è il Papa, qual è il valore della nuova Messa, quale giudizio dare sul Concilio. I cattolici che cadono in questo tranello forse non si rendono conto di aver assunto una mentalità protestante–modernista, per cui la rivelazione è ancora aperta e Dio continua a comunicare cose di interesse generale per la Chiesa attraverso questo o quel veggente. Del resto il movimento carismatico è nato in seno al protestantesimo liberale e si fonda sui suoi principi, malgrado l’apparenza cattolica che hanno tentato di dargli, con intenzioni ecumeniste, i Papi postconciliari. La dottrina cattolica ci insegna invece che la rivelazione pubblica si è chiusa con la morte dell’ultimo Apostolo[4] e che le rivelazioni private, anche se autentiche, non possono mai servire per risolvere una questione teologica, specialmente se di interesse generale. […]

>>> Parole chiare sulla Chiesa. Perché c’è una crisi, dove nasce e come uscirne <<<


[1] Des grâces d’oraison. Traité de théologie mystique, ed. 11a, Parigi, Beauchesne, 1931, p. 334.

[2] Livre sur Sainte Hildegarde, p. XVI. Citato da Poulain, Des grâces d’oraison, p. 335.

[3] Enciclica Pascendi (8 settembre 1907),n. 6.

[4] Decreto Lamentabili (3 luglio 1907, approvato da S. Pio X il 4 luglio), prop. 21 (condannata).


Immagine: Scherzi da prete (1978), Pubblico Dominio: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Scherzi_da_prete_(1978).jpg