Nell’antichità il Vicario di Gesù Cristo celebrava la solennità della mirabile Ascensione del Salvatore presso la tomba di san Pietro, come ancora oggi testimonia la rubrica “Statio ad sanctum Petrum” che si legge nel Messale.
Nel corso del tempo la Cappella Papale venne però a trasferirsi nella cappella del Palazzo Apostolico – la Sistina del Vaticano o la Paolina del Quirinale – o nell’Arcibasilica Lateranense.
La messa non veniva celebrata dal papa, che vi assisteva rivestito del manto, ma da un cardinale. Questi, se doveva offrire il sacrificio sull’altare papale del Laterano, veniva autorizzato a farlo da un apposito breve, che poi veniva affisso a una delle colonne del ciborio. Sempre se la cerimonia si svolgeva nella Chiesa “Capo delle Chiese dell’Urbe e dell’Orbe, a conclusione della messa, il Pontefice con tutto il clero e il popolo presente venerava le teste dei santi Pietro e Paolo ivi con devozione custodite.
In ogni caso, a coronamento della solenne cerimonia, il papa, redimito della tiara, impartiva la benedizione Urbi et Orbi “ad esempio – come dice il Moroni – di quella data da Gesù Cristo alla sua Chiesa nell’atto di salire al cielo in questo giorno””.
In tempi recenti tennero Cappella Papale in Laterano il giorno dell’Ascensione Pio XII, il 18 maggio 1939, quando prese possesso dell’Arcibasilica; e Giovanni XXIII, il 26 maggio 1960, che vi celebrò anche la canonizzazione del beato Gregorio Barbarigo.



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immagine “Benedizione di Papa Pio IX dalla loggia della Basilica di San Giovanni in Laterano” da commons.wikimedia.org