Martedì 26 giugno sono stati affissi a Parma alcuni manifesti firmati dal Comitato Liberi in Veritate e ProVita.

“Non sono passate che poche ore dall’esposizione e la gran parte dei manifesti sono stati strappati o imbrattati di scritte, come si può vedere dalle foto. I manifesti sono stati affissi a pochi giorni dalle celebrazioni del gay pride di Parma”, scrive nel suo comunicato Liberi in Veritate – Presidio di Parma e Piacenza.

Il testo aggiunge: “Molte associazioni, del mondo cattolico […] hanno promosso anche veglie di preghiera, incontri e rosari in riparazione a questo marketing tambureggiante; iniziative accuratamente taciute dai media, possibilmente ostacolate dalle istituzioni e perfino snobbate dal clero cattolico locale, troppo impegnato invece a fare veglie contro l’omofobia e affetto da evidenti amnesie a riguardo della morale di sempre della Chiesa di cui fanno parte”.

Descrivendo gli atti di vandalismo sui manifesti si chiarisce che anche di fronte a questa campagna di affissione sono “intervenuti con prontezza incredibile i difensori dei diritti e della tolleranza che evidentemente non riescono a tollerare cioè che è evidente, ciò che è ovvio, e in nome dei diritti hanno imbrattato i manifesti di scritte tolleranti del tipo morite appesi come i vostri padri e roba anche peggiore. Non solo: si sono presi la briga di girare per tutta la città e strappare tutti i manifesti che hanno trovato”.

Ogni ulteriore commento è superfluo.

Solidarietà.


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