di Luca Fumagalli

Nel corso del 1793 la Francia sembrò dover andare incontro a una vera e propria guerra civile. Non solo l’esercito stava facendo una grandissima fatica a contenere le potenze straniere che premevano ai confini, non solo il sistema economico era al collasso, ma a peggiorare ulteriormente le cose, nell’Ovest, precisamente nella regione della Vandea (ma non solo), molti contadini, delusi dalla rivoluzione, si erano uniti agli aristocratici e al clero per dare il via a una rivolta contro il governo, a una e vera propria controrivoluzione di stampo monarchico e cattolico che avrebbe conosciuto tre recrudescenze negli anni successivi (1795, 1799 e 1815). La sensazione diffusa, al di là del fiero disprezzo provinciale per le imposizioni che provenivano da Parigi – “decristianizzazione” forzata e leva obbligatoria incluse –, era che stesse per venire definitivamente meno quel particolarismo di cui la Vandea, come le regioni limitrofe, avevano goduto in epoca feudale e che già l’assolutismo aveva contribuito a mettere in discussione. Anche se la rivolta venne infine repressa nel sangue dalle armate repubblicane, in quei pochi mesi di scontri gli insorti, con i loro atti di generoso eroismo, contribuirono a scrivere una della pagina più gloriose della storia della Francia cattolica. 

Sulle guerre vandeane sono stati scritti libri a decine, forse a centinaia, ma mancava, almeno in Italia, un volume di taglio divulgativo che cercasse di analizzare il fenomeno nel dettaglio, sine ira ac sudio, smarcandosi dalla partigianeria che purtroppo caratterizza usualmente l’approccio a certi argomenti.

A occupare un simile vuoto ci ha pensato Giuseppe Baiocchi con Storia delle guerre di Vandea, primo volume di una trilogia dato alle stampe sul finire del 2023 per la casa editrice Il Cerchio. L’autore, che non è nuovo a simili operazioni di ripresa ed approfondimento di temi bistrattati dalla storiografia – si pensi al suo precedente e ottimo Finis Austrie –, si concentra sugli avvenimenti del 1793, optando questa volta per un’esposizione che alterna la presentazione di quadri d’insieme alla disamina delle vicende dei singoli protagonisti, quali Bonchamps, Ctahelineau, La Rochejaquelein ecc., rivoli narrativi che ora si congiungono, ora si dividono. Del resto questo è forse l’unico modo davvero efficace per restituire al lettore un’idea chiara di un episodio che fu indubbiamente complesso, reso ancora più ostico dalle varie letture di parte che nei decenni sono andate a sovrapporsi (e una manciata di appendici finali vanno a integrare, con succulenti particolari anche di taglio filosofico-speculativo, quanto raccontato in precedenza).

Pur non nascondendo la sua appartenenza religiosa né il proprio giudizio complessivamente negativo sulla Rivoluzione francese, Baiocchi riesce nell’ardua impresa di confezionare un’opera storica che sfugge dalla seduzione del manicheismo: nel suo caso sarebbe stato sin troppo facile dipingere i vandeani come un’armata di virtuosi in lotta contro un esercito di indemoniati agli ordini di stanassi ancor peggiori di loro. Ma tutto questo, per fortuna, non accade. In Storia delle guerre di Vandea si sostengono sì, e anche con ottime argomentazioni, le ragioni dei ribelli e la santità della loro causa – che non ha nulla a che spartire con quella di una vaga libertà religiosa –, come pure è lungamente trattata la ferocia della repressione operata contro di loro, ma non ci si fa problemi, quando è il caso, a descrivere certe brutalità insensate commesse dagli stessi insorti, così come, sul versante opposto, a rimarcare gli occasionali atti di pietà da parte degli ufficiali repubblicani. In altre parole non ci si scorda, come ahimè spesso accade, che gli attori della storia sono gli uomini, i quali altro non sono se non un grumo inestricabile di contraddizioni, in cui bene e male il più delle volte si confondono senza soluzione di continuità.

Il saggio appare sin da subito come l’esito di una profonda passione e di uno studio paziente durato anni, nato dell’attenta analisi delle fonti ma pure dai viaggi e dalle ricognizioni in loco. La rendicontazione di tutti gli scontri che coinvolsero i vandeani, perlopiù piccole schermaglie che arrivarono a contare al massimo qualche migliaio di partecipanti, procede poi con il piglio spedito di chi è buon prosatore, in cui il rischio di un accumulo disorientante di dati e nomi è sfatato dalla lucidità dell’architettura testuale, sempre pronta a evidenziare i rimandi, i parallelismi e le analogie.

Storia delle guerre di Vandea è dunque un volume che merita di essere letto con attenzione, ottimo per guadagnare un punto di vista fresco e mai banale su un tema che, come ricordato, per troppo tempo è rimasto invischiato in odiosi cliché.  

Il libro: Giuseppe Baiocchi, Storia delle guerre di Vandea, vol. 1, Il Cerchio, 2023, 448 pagine, 39 Euro.

Link all’acquisto: https://ilcerchio.it/storia-delle-guerre-di-vandea-vol-1-la-reazione-francese-di-penna-e-di-spada-alla-rivoluzione.html



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