Dal Discorso di S.S. Pio XII ai giovani appartenenti al “Movimento Avanguardia Cattolica Italiana” (4 gennaio 1948).
Poiché voi attendete una parola di norma e di guida dal Padre della Cristianità, Noi vogliamo attingerla dai tesori di verità e di virtù racchiusi nel nome, di cui anche voi vi fregiate: « Gioventù cattolica », vale a dire gioventù credente, viva, santa.
1. – Gioventù credente: è la gioventù che ha alti fini, della cui realtà, potenza e valore essa è intimamente convinta. Una gioventù, che non avesse tali fini e tale convinzione, si metterebbe con ciò stesso fuori di combattimento; essa resterebbe abbattuta, dispersa e ridotta in polvere tra le forti opposte pressioni delle idee e dei movimenti contrastanti.
Voi invece avete quegli alti fini. Voi volete lavorare per la causa di Dio. Voi professate apertamente e virilmente la vostra fede in Dio e tendete tutte le vostre energie, «quasi torrente ch’alta vena preme» (Par. 12, 99), ovunque si tratta di vincere la moderna irreligiosità, di conservare Dio alla vostra diletta. Italia.
Voi volete lavorare per la causa di Cristo e della sua Chiesa: la dottrina e la grazia di Gesù Cristo, di cui Egli ha fatto depositaria e dispensatrice la Chiesa, la fede cattolica e i principi cristiani, sono stati sempre una base essenziale per la felicità e la grandezza del vostro popolo. Contribuire a mantenere nel vostro suolo nativo questo indispensabile fondamento, è l’ideale che voi perseguite.
Voi volete lavorare altresì per la pace sociale e la floridezza economica del vostro Paese. Voi lo volete sano e forte, in sé stesso e come membro della grande famiglia dei popoli, in armonica vicendevole unione della libertà personale e degli obblighi del cittadino. La dottrina sociale della Chiesa ha chiaramente indicato quali sono i pilastri, su cui ogni ordinamento sociale e pubblico deve riposare, se vuoi essere effettivo, se vuol essere durevole, se vuoi esser giusto, rispettoso della dignità umana di tutti, e in tutto regolato secondo il divino precetto. Voi avete ben compreso che oggi è un grave dovere di ogni figlio della Chiesa di collaborare allo stabilimento di un tale ordine per il bene della intiera comunità.
Così veramente voi avete dinanzi a voi alti fini: i più alti che l’idealismo giovanile possa proporsi; gli unici che non ingannano né lasciano l’animo deluso; i soli dei quali è sicura la vittoria finale.
2. — Gioventù viva. La fede cattolica, la Chiesa sono vita. Annunziatrice e maestra di pace e di amore, la Chiesa però da due millenni si trova, suo malgrado, costretta a difendersi dai sempre rinnovati assalti dei suoi nemici, aperti o subdoli. Ma essa non teme; è antica, ma anche eternamente giovane; ha una storia inesauribilmente ricca, ma non si perde nella storia; non è mai soltanto passato, ma sempre e in primo luogo presente; vive nel tempo, perché è sempre per l’«oggi», per i problemi e le risoluzioni dell’oggi, per gli uomini che vivono oggi sulla terra.
Fede e Chiesa riposano sulle ultime, grandi verità, su fondamenti spirituali. Ma la Chiesa non è mai che rimanga chiusa e imprigionata nella sola teoria. Essa è sempre anche verità applicata, realtà e attuazione, vita, amore, forza, adempimento.
Perciò Chiesa e gioventù si sono sempre intese così bene. La gioventù ha sete di vita.
Anche voi volete essere gioventù viva, gioventù che mette integralmente e coraggiosamente in atto le sue convinzioni. Innanzi tutto, cioè, in voi stessi; poi, uniti, nei diversi campi della vita: che la famiglia rimanga cristiana; che la scuola non operi in opposizione alla Chiesa e alla famiglia cristiana, ma in armonia con loro; che il fondamento del nuovo ordine sociale sia la giustizia e che ogni sforzo sia fatto affinché ciascun cittadino, fino all’ultimo, possa vivere in condizioni almeno tollerabili; che tutta la vita pubblica miri a promuovere il bene generale, e non gl’interessi particolari di un partito o di una classe. Queste sono brucianti questioni dell’ora presente, alla cui soluzione voi, gioventù cattolica vivente, volete cooperare, qui, nella vostra Italia, la quale, più vicina com’è al centro della fede, tanto più deve risentirne il calore e la vita.
3. — Gioventù santa: vale a dire gioventù salda, ma umile, la quale sa che con le sue sole forze non potrà sostenersi e far fronte né ai nemici interni, né agli esterni; gioventù, quindi, che prega quotidianamente, e con ardore beve alle sorgenti della vita soprannaturale, che così abbondantemente scaturiscono nella Chiesa di Cristo.
Gioventù santa: vale a dire gioventù pura. Voi volete essere una gioventù «senza macchia e senza paura ». Noi possiamo anche dire: «senza paura, perché senza macchia». Puro il cuore e monda la coscienza: ciò dà diritto a guardare serenamente in volto ogni uomo e ogni evento, anche la morte, e soprattutto il Dio onnisciente.
Gioventù santa: vale a dire gioventù rispettosa. Rispetto ai genitori; rispetto alle autorità ecclesiastiche e civili; rispetto alla esperienza dei più anziani; rispetto alla giovane e alla donna; rispetto a chiunque ha volto umano. Voi potete tendere al con seguimento dei vostri fini con tutti i mezzi moralmente leciti, che il diritto pone nelle vostre mani; ma rispetterete sempre l’uomo anche nell’avversario.
Gioventù santa: vale a dire gioventù piena di Cristo. Portate Cristo nel vostro intelletto, con la sua dottrina; nella vostra volontà, mediante l’osservanza della sua legge; nel vostro cuore, con la Santa Eucaristia. Cristo deve dominare e reggere il vostro volere e il vostro operare. Per Lui nessun sacrificio è troppo; con Lui tutto è possibile: «Iesus Christus heri et hodie; ipse et in saecula » (Hebr. 13, 8).




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fonte vatican.va
fonte immagine beweb.chiesacattolica.it
