Dal Discorso di S.S. Pio XII al patriziato e alla nobiltà romana (8 gennaio 1947)

«Gli uomini, così i singoli come la umana società, e il loro bene comune, sono sempre legati all’assoluto ordine dei valori stabilito da Dio. Ora precisamente per attuare e rendere efficace questo legame in modo degno della natura umana, è stata data all’uomo la libertà personale, e la tutela di questa libertà è lo scopo di ogni ordinamento giuridico meritevole di tal nome. Ma da ciò consegue altresì che non vi può essere la libertà e il diritto di violare quell’ordine assoluto dei valori. Si verrebbe quindi a lederlo e a scardinare la difesa della pubblica moralità, che è senza dubbio un elemento precipuo per il mantenimento del bene comune da parte dello Stato, se, per citare un esempio, si concedesse, senza riguardo a quell’ordine supremo, una incondizionata libertà alla stampa e al film. Nel qual caso non si riconoscerebbe il diritto alla vera e genuina libertà; ma si verrebbe a legalizzare la licenza, se si permettesse alla stampa e al film di scalzare i fondamenti religiosi e morali della vita del popolo. Per comprendere ed ammettere un tale principio, non è neppure necessario di essere cristiani. Basta l’uso, non turbato dalle passioni, della ragione e del sano senso morale e giuridico».



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fonte vatican.va

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