Alcuni cenni su una particolare reliquia conservata nella Sacrosanta Patriarcale Basilica Vaticana di San Pietro: la Sacra Coltre dei Martiri.

Essendo antichissimo costume nella Chiesa di venerare non solamente le sacre ceneri de’ Santi, ma eziandio quelle cose, che sono state per così dire impreziosite del loro contatto; perciò si è sempre nella Basilica Vaticana con somma venerazione e riverenza conservato quel Panno o Coltre col quale furono trasportati i corpi dei ss. Martiri dai Cemeteri alla Basilica suddetta.
Suole esporsi questa insigne reliquia alla pubblica venerazione, nel mentre che dopo i secondi vesperi della festa dell’Ascensione di N. S. si canta solennemente il Te Deum. Viene in appresso incensata dal Celebrante il quale dopo cantatosi da’ Cantori e dal Coro il versetto: Sancti et justi in Domino gaudete alleluja; col responsorio: Vos elegit Deus in haereditatem sibi alleluja, chiude tutta la sacra funzione coll’Orazione: Praesta quaesumus, omnipotens Deus, ut, qui gloriosos Martyres fortes in sua confessione cognovimus, pios apud te in nostra intercessione sentiamus. Per Christum Dominum nostrum. Amen.
Si espone detta Coltre sulla loggia del gran pilastro della Cupola, dove si conserva continuamente il venerabile Capo di S. Andrea Apostolo*, e donde soglionsi mostrare al popolo tutte le sacre reliquie della Basilica nella seconda festa di Pasqua, dirimpetto all’altro pilastro, dove si conservano le reliquie maggiori, cioè il Volto Santo di N. S., detto la Veronica, la Lancia, e un insigne pezzo della S. Croce. Resta dunque la sacra Coltre esposta su quella loggia continuamente fino al primo giorno di agosto, festa dei Vincoli di S. Pietro, in cui dopo i secondi vesperi cantasi nuovamente il Te Deum con le altre preci, e viene indi rimossa e riposta con le altre reliquie nella Cappella a loro uso specialmente destinata.

Quella Coltre, sebbene in sé non sia che materia inerte e priva per sé stessa di ogni virtù, nondimeno è atta a risvegliarci la dolce memoria di quel sangue, che già tanti secoli sono, in testimonio di nostra S. Fede; sparsero quei nostri antichi, generosi, e santi Cristiani; e siccome chi rimira le armi di qualche valoroso guerriero intrise di sangue per quanto codardo e timido egli sia, pure subito si accende di ardore, si accinge alla guerra, prende spirito e coraggio per intraprendere valorosi azioni; così noi al rimirare quelle spoglie che crediamo impreziosite colle ceneri, o col sangue di tanti nostri maggiori e generosi campioni, per quanto sia grande la nostra freddezza e timidità, non potremo trattenere il cuore, che non si slanci all’imitazione delle loro virtù; tenendo innanzi agli occhi una fiamma sì ardente, che c’illumina e insieme ci riscalda a seguire le loro vestigia, come ci resteremo inerti ed oziosi? Il Cristiano adunque avendo una guerra aperta e continua contro il Mondo, contro il Demonio, e quel che è più contro se stesso, coll’esempio e colla venerazione dei ss. Martiri che sparsero il loro sangue per conculcare questi nemici prenderà nuova lena, forza, e coraggio avendo in essi un degno oggetto di grande ammirazione e di continua imitazione.

Non è senza grande mistero che vedesi ornata la sacra Coltre colla gran Croce d’oro di cui vien fregiato il tappeto che la ricuopre. Gran connessione è fra la Croce ed i Martiri; perché questi abbracciando la Croce meritarono la corona, e la virtù della Croce riconobbero in ogni loro tormento. Che perciò nel rimirare sulla Coltre de Martiri il sacro segno della passione del Re dei Martiri, ognuno potrà comprendere di non poter meglio procacciarsi la loro protezione che con abbracciare strettamente la Croce di Cristo, la quale ha innalzato-i santi alla corona della gloria.

ORAZIONE DA POTERSI RECITARE INNANZI LA SACRA COLTRE DEI SS. MARTIRI

Profondamente a voi m’inchino, o beati Cittadini del Cielo, gloriosi Martiri di Santa Chiesa, invitti Campioni della nostra Religione. Voi foste i primi ad innaffiare questo fortunato suolo di Roma del vostro sangue, per autenticare la verità della fede che professaste, e per comunicare a tutti i membri della Chiesa (fra i quali per mia grande sorte sono anch’io) i vantaggi e benefici della vostra morte. Assai più preziose d’ogni gemma e d’ogni tesoro reputo le sacre ceneri e le spoglie, che di voi e di altri santi in immenso numero racchiude questo venerabilissimo tempio, e quella COLTRE, che mi rappresenta le insegne del vostro invitto combattimento, della singolare vittoria, e del glorioso trionfo che riportaste. Alla vista di un trofeo si segnalato, esulta il mio spirito di soprabbondante gioia, e si diffonde tutto in ringraziamenti al vostro e mio Dio per avervi Egli illuminati di una fede sì viva, fortificati di una speranza sì coraggiosa, e armati di una carità si ardente, che disprezzando e conculcando tutto ciò che apprezza, ambisce, e cerca il Mondo fallace, ciò solo amaste e desideraste, che poteva più sicuramente condurvi alla beata eternità. Ora poiché i vostri santi desiderî, e le vostre frequenti orazioni vi ottennero da Dio una si invidiabile sorte; deh vi prego d’ascoltare i gemiti di me, peccatore sì, ma pure vostro confratello redento col Sangue di Gesù Cristo che voi molto amate in modo inconcepibile, ed alla vista di tante mie miserie, pregate Iddio acciò si degni di volgere su di me uno sguardo pietoso, per cui all’ esempio di S. Pietro, le cui preziose Reliquie qui venero, mi disfaccia in lagrime di amarissima compunzione, e bandito ogni amore del secolo, cammini per la via della virtù, che voi calcaste in questa vita. Dirigendomi così per lo stesso vostro sentiero potrò anch’io finalmente giungere, a godere Iddio e ad amarlo con voi per sempre nella gloria. Ma voi sapete ancora, che la nostra misera umanità ha bisogno di sostentamento e di molti sussidi temporali; e che l’essere esauditi in queste necessità, ci risveglia e spinge il cuore a desiderare con maggiore fiducia le cose spirituali ed eterne. Interponetevi adunque presso l’Altissimo, al quale siete si accetti, affinché ci soccorra non solo nell’Anima, ma eziandio in ciò che ci è necessario per la nostra vita, e particolarmente otteneteci la grazia ma però quanto, come, e quando piacerà a sua Divina Maestà, e non mai in ciò che ci potesse far deviare dal dritto cammino dell’eterna salute, come voi stessi bramate, e ce ne avete dato l’esempio. Ogni qual volta mi porterò a venerare la vostra Coltre, e questa Sacrosanta Basilica, mi protesto ora per sempre, che altrettante volte rassoderò questo mio proponimento. Voi intanto avvaloratelo coi vostri meriti, e presentatelo al Signore, nel quale vivete, e regnate per tutti i secoli de’ secoli.

Si potrà recitare divotamente un Pater noster all’Eterno Padre, padre de’ lumi e dei doni, in ringraziamento della fede viva, che concesse ai nostri santi; un Pater al Figliuolo che animandoli di vera speranza fece loro tollerare ogni martirio, rendendoli partecipi della sua passione; un Pater allo Spirito Santo, che gli infiammò di una ardente carità, dalla quale niuna cosa poté più separarli. Finalmente ringrazierete tutte e tre le divine persone con un Gloria Patri etc. oppure col Te Deum, e si chiuda con i versetti, e con l’Orazione seguente.

V. Sancti et justi in Domino gaudete: Alleluja.
R. Vos elegit Deus in haereditatem sibi: Alleluja.

OREMUS
Praesta, quaesumus Omnipotens Deus: ut qui gloriosos Martyres fortes in tua confessione cognovimus, pios apud te in nostra intercessione sentiamus. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

* La sacra reliquia del Capo di Sant’Andrea fu da Paolo VI consegnata agli scismatici greci nel 1964, come abbiamo raccontato nell’articolo Il Capo di Sant’Andrea a Roma.


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fonte REGOLE PER LA DEVOZIONE DELLA SACRA COLTRE DE SS . MARTIRI ESPOSTA NELLA SACROSANTA BASILICA VATICANA, ROMA 1864
fonte immagine wikimedia.org