Volentieri presentiamo ai lettori la prima traduzione italiana, pubblicata dalle Edizioni Radio Spada, del capolavoro di Louis Veuillot L’illusione liberale.
Di seguito la nota che illustra il volume, un vero e proprio classico del pensiero controrivoluzionario:
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Nota delle Edizioni Radio Spada
«Nella vita pubblica come nella vita privata, c’è un solo modo per sfuggire al regno del demonio, ed è quello di sottomettersi al regno di Dio», ecco una frase di Veuillot che in poco spazio spiega cosa sia e come funzioni l’illusione che dà il titolo a questo libro.
Oggi siamo testimoni del fallimento del cosiddetto cattolicesimo liberale, esattamente nei termini previsti un secolo e mezzo fa dall’Autore, al punto che in molti passaggi risultano descritte in anticipo le follie dei documenti del Vaticano II sulla libertà religiosa, sull’ecumenismo e sui nuovi rapporti della Chiesa col mondo.
«Finora la cappella liberale non ha un’entrata, e sembra essere nient’altro che la porta di uscita dalla grande Chiesa», dice Veuillot, e pare raccontarci i nostri giorni, con una chiesa in uscita che, aprendosi alle novità, ha fatto andar fuori tanti senza riuscire a conquistare nessuno.
Brillante, diretto, efficace: il volume offre un punto d’osservazione ora religioso, ora filosofico, ora sociale e politico ma sempre preciso e convincente. Seppur profetico, l’Autore non poteva immaginare che persino il vertice del Cattolicesimo fosse investito da una così oscura crisi: si prevedeva l’immensa portata della tempesta, ma non si poteva distinguerne ogni aspetto.
Attenzione però: le pagine che seguono non si identificano con il cupo resoconto di un tracollo o con la sterile nostalgia di un passato lontano. No: sono vive, pulsanti e ricche di suggestioni. Danno slancio per compiere il nostro bonum certamen.
Una battaglia ineludibile, più che mai per il cattolico dei nostri tempi.
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