Volentieri presentiamo ai lettori questi utili estratti dal libro Buona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggi, di don Curzio Nitoglia.


La filosofia e le altre scienze hanno lo stesso oggetto materiale (tutto ciò che è conoscibile). Ma l’oggetto formale della filosofia sono le cause prime di ogni oggetto, mentre le altre scienze studiano formalmente le cause seconde. Onde la filosofia si definisce: cognitio certa per altissimas causas, naturali ratione, comparata. Inoltre mentre il grado di certezza che raggiungono le altre scienze – e specialmente quelle positive – è solo la certezza fisica o morale; la filosofia arriva alla certezza metafisica; anche se in alcune questioni (l’applicazione dei principi all’agire morale umano, la filosofia naturale e la psicologia razionale o filosofica) anch’essa deve accontentarsi di probabilità; ma questa è l’eccezione (che conferma la regola) e in filosofia ci si fonda sul per se (la regola) e non sul per accidens (l’eccezione). Quindi la filosofia è la più nobile di tutte le scienze umane e perciò se uno scienziato si inganna sul suo campo, spetta ad una scienza più elevata il compito di rettificarlo, così «la filosofia e specialmente la metafisica condanna come falsa ogni proposizione scientifica incompatibile con la verità della filosofia del senso comune» (v. J. Maritain). Infatti se i principi di una scienza fisica sono subordinati ai principi di una scienza più elevata, è quest’ultima che ha una funzione indirettamente direttrice riguardo alla prima (le scienze positive sono autonome nel loro campo e solo ove contrastano le verità filosofiche son corrette dalla metafisica). Quindi la metafisica che studia le cause prime degli enti, dirige tutte le altre scienze, poiché esse dipendono ultimamente dai principi per sé noti, e specialmente dal principio d’identità e non contraddizione, perciò tutte le scienze sono subalterne, sotto un certo rapporto, alla metafisica che è la scienza rectrix. Lo studio della metafisica va posto al vertice della ricerca intellettuale.
Infine se una scienza sviluppa le sue dimostrazioni a partire da certi principi che essa non può né spiegare né difendere, tale compito spetta ad una scienza superiore. Es. la matematica non si chiede cos’è il numero o l’estensione, la fisica cos’è la materia; la filosofia invece risponde a queste domande. Quindi spetta alla filosofia prima o metafisica difendere i principi di tutte le scienze umane contro ogni possibile avversario e perciò la filosofia è la più alta di tutte le scienze umane, essa è saggezza e le scienze le sono subordinate, in quanto essa le giudica ratione erroris, le dirige indirettamente e le difende da chi attacca i loro principi (Veritas in medio et culmen).

[…] L’uomo prima conosce in maniera imperfetta o volgare le cose (senso comune) che soltanto poi, mediante una riflessione scientifica o perfetta, alla luce delle cause, conosce filosoficamente. L’uomo non solo comincia a conoscere col senso comune (conoscenza volgare), ma poi perfezionandolo continua ad attenersi ad esso mediante studi e letture. Però è impossibile che l’uomo si specializzi in tutte le scienze delle cause seconde, potrà raggiungere la piena conoscenza di una, due scienze; per il resto dovrà contentarsi di una conoscenza che non è scientifica nel senso stretto, anche se appartiene ad un uomo colto.
Ma nel campo delle cause prime, l’uomo può arrivare alla scienza di tutte le cose per altissimas causas e questa è la metafisica, la quale conosce l’ente ed ogni ente mediante le cause prime. La conoscenza volgare comporta un nocciolo di certezze, i dati dell’evidenza sensibile e i principi per sé noti. Queste certezze che ci formiamo usando rettamente della ragione, derivano dalla natura dell’uomo che è animale razionale, esse sono perciò comuni a tutti gli uomini e derivano dal sentir comune o senso comune dell’uomo e dell’umanità. Le grandi verità (esistenza di Dio, dell’anima spirituale, della libertà, della veracità delle nostre facoltà conoscitive) appartengono al senso comune (e non al noumeno come voleva Kant).
Tutti gli uomini – tranne che non siano influenzati da una cattiva educazione o spinti e dominati dalla cattiva volontà e dal vizio – hanno la certezza naturale di queste verità; ma non tutti sanno render ragione scientificamente del loro perché, questo è il ruolo della scienza filosofica che perfeziona la retta ragione e il sentir comune dell’uomo che è veritiero ma imperfetto quanto al modo di giustificare la verità che possiede, ossia la luce del senso comune è la stessa della filosofia (la luce della retta ragione), ma il senso comune non riflette su se stesso e non dà le spiegazioni delle sue conoscenze né sa confutare con argomenti apodittici chi le nega. Es. Zenone sosteneva che siccome lo spazio è infinito non si può mai arrivare al traguardo, una volta che si è lasciato il punto di partenza. Diogene, che non era un filosofo, ma un uomo normale di retta ragione, non convinto dalla teoria zenonica si alzò e percorse la sala, in cui il sofista parlava, da un punto all’altro, mostrando col fatto che la teoria del sofista era sbagliata (contra factum non valet argumentum). Ma egli non sapeva confutarla filosoficamente, non sapeva dire perché fosse sbagliata.

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